E’ prevista per domani, 9 luglio, la cerimonia che proclamerà ufficialmente la nascita del nuovo Stato del Sud Sudan. La proclamazione ufficiale dell’indipendenza dal Sudan è la naturale continuazione del processo iniziato a gennaio con il referendum per l’autodeterminazione che ha visto il 99% dei sud-sudanesi decidere per l’indipendenza dal Sudan.

C’è grande euforia in Sud Sudan e nella comunità dei sud-sudanesi rifugiati all’estero. Grandi feste sono previste nella capitale, Juba, e nelle maggiori città del Sud Sudan. Feste sono state organizzate anche dalle numerose comunità sud-sudanesi presenti a Uganda, in Kenya, negli Stati Uniti e persino in Australia.

Ma la gioia per la raggiunta indipendenza potrà durare un solo giorno perché da domenica lo Stato più giovane del mondo dovrà tornare alla dura realtà e alle difficoltà che il Governo dovrà affrontare per traghettare questa giovane democrazia verso una fase di sviluppo continuo e reale.

Le possibilità del Sud Sudan sono davvero tante e le risorse non mancano certamente. Si va dalle numerose miniero d’oro e di altri minerali preziosi, fino agli immensi giacimenti di petrolio. Anche per il turismo il Sud Sudan con i suoi bellissimi paesaggi garantisce una possibile meta molto appetibile dagli amanti dell’Africa. Ma per arrivare ad uno sfruttamento reale delle risorse il paese ha bisogno di ingenti investimenti nelle infrastrutture che mancano quasi completamente. Vanno poi costruiti da zero tutte le strutture sociali, dalla scuola alla sanità passando per l’assistenza sociale e lo sviluppo economico. Non sono cose che si fanno in pochi mesi anche se il Sud Sudan ne ha un bisogno sfrenato. Per questo è importantissimo che la Comunità Internazionale contribuisca senza freno a questa immane opera che porterà, se tutto va bene, alla costruzione di uno Stato africano moderno, ricco e democratico.

E poi, tra le tante difficoltà che in neonato Paese africano dovrà affrontare, c’è quella forse più temibile che riguarda i sui rapporti con Khartoum. Il Sudan di Bashir, nonostante affermi il contrario, non ha digerito la secessione del Sud Sudan e i motivi di tensione sono davvero tanti e vanno dalla delimitazione dei confini allo sfruttamento delle risorse fino alla divisione del debito nazionale, tutte cose che ancora non sono state decise e che favoriscono l’innalzamento della tensione tra Juba e Khartoum. Ma di questo ne parleremo a partire da domenica, per adesso godiamoci la festa per questo bellissimo risultato, la nascita di un Stato democratico nel cuore dell’Africa. Di questi tempi non è poco.

Claudia Colombo

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