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Netanyahu: falco, falchetto o passerotto?

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Il Premier israeliano, Binyamin Netanyahu, viene considerato quasi all’unanimità un falco, una specie di cow boy sempre pronto a menar le mani e a reagire con estrema violenza a qualsiasi provocazione. Ma è veramente così?

Vediamo di analizzare le ultime mosse di Netanyahu prima di etichettarlo come un falco. Negli ultimi due mesi ha chiesto scusa (inutilmente e in maniera umiliante) alla Turchia per le note vicende della Navi Marmara. Ha ceduto alle pressioni di John Kerry e di Obama per riaprire inutili colloqui con i palestinesi. Adesso, sempre per far contento il duo Obama/Kerry  sembra deciso a rilasciare ben 104 terroristi, molti dei quali colpevoli di omicidi efferati ai danni di civili e militari israeliani (qui trovate la lista e relativi reati). E andando un po’ più indietro vedremo che nell’ultimo conflitto con Hamas (operazione Pilastro di difesa) non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo

E dell’Iran che si dice? Il programma nucleare iraniano sembra essere uscito dai radar del “falco” Netanyahu. E’ vero, ogni tanto torna a minacciare, a dare scadenze e a disegnare ipotetiche linee rosse, ma alla fine sembra rassegnato a seguire le direttive del club Ashton. Qualcuno più ottimista di me sostiene che i cedimenti alle richiese di Obama e Kerry sono il prezzo che deve pagare per un eventuale intervento in Iran, ma francamente dubito molto che gli americani gli permetteranno di farlo (l’intervento in Iran) e francamente non riesco a vedere alcun beneficio per Israele in tutto questo.

A parziale giustificazione di queste che io considero debolezze, possiamo dire che la situazione in Medio Oriente è profondamente cambiata ed è volatile più che mai, ma se proprio vogliamo ragionare con scaltrezza puramente militare, proprio la situazione in Siria e in Libano dovrebbe favorire un eventuale intervento in Iran piuttosto che ostacolarlo. Con i maggiori alleati regionali di Teheran impegnati pesantemente sul fronte interno, non vedo momento migliore per intervenire sulle centrali nucleari iraniane.

Non lo so, a me Netanyahu non sembra molto un falco, mi sembra piuttosto un falchetto che fa il minimo sindacale per non mostrasi debole, per non apparire passerotto. Magari la sua è la politica migliore nel lungo termine per Israele (io ne dubito parecchio), magari finge di mostrasi debole per poi trasformarsi in un leone. Lo spero. Quello che so per certo è che in un momento come questo manca molto un Ariel Sharon che di certo non si sarebbe fatto mettere sotto da Obama/Kerry e tantomeno avrebbe chiesto scusa a Erdogan.