E no, lo stupro non è sempre uguale. Ha ragione la Seracchiani

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E no, cari amici moralisti, lo stupro non è sempre uguale. Ha ragione la Seracchiani a fare una distinzione tra stupro e stupro. Ha ragione a dire che pur essendo sempre esecrabile uno stupro commesso da una persona che abbiamo aiutato, ospitato e sfamato (che non necessariamente deve essere un immigrato) è ancora più esecrabile.

Non si tratta, come dicono alcuni, di fare una graduatoria della gravità dello stupro, la graduatoria esiste già nell’ordine delle cose. Pensate a un padre che stupra la figlia e valutate se non sia più grave di uno stupro commesso da uno sconosciuto. Secondo me, che padre lo sono, lo è. Altroché se lo è.

Allo stesso modo lo stupro commesso da una persona che hai salvato, ospitato e sfamato, una persona che dovrebbe esserti riconoscente per quello che hai fatto per lei, assume immancabilmente un aspetto ancora più esecrabile.

Non si tratta di giustificare lo stupro “autoctono” come vogliono farci credere i puristi del Diritto, e non si tratta nemmeno di chiedere pene diverse per lo stupro commesso da chi non è italiano, si tratta di stabilire una gravità morale diversa da stupro a stupro. Gravità morale, null’altro.

Quindi smettetela di arrampicarvi sugli specchi per le parole della Seracchiani, ha perfettamente ragione a dire quello che ha detto. L’unico sbaglio che ha fatto è stato quello di cercare di correggere il tiro dopo le polemiche strumentali seguite alle sue parole.

Last modified: Dic 3, 2017