Siamo passati dagli sgozzamenti in diretta alla incredibile crudeltà di veder bruciare vivo un uomo senza battere ciglio. I media vogliono di più e l’ISIS glielo da. Il video del pilota giordano bruciato vivo ha fatto il giro del mondo suscitando indignazione e incredulità (e per chi non lo ha visto sconsiglio veramente di farlo). Ma incredulità per cosa? Questi mostri non si fermeranno con lo sdegno e con l’incredulità e ormai ci hanno abituato all’impensabile.

Ora però non ci sono più scuse: l’ISIS va distrutto, va distrutto adesso e definitivamente, costi quel che costi. E’ una guerra e le guerre non si combattono con lo sdegno e con l’incredulità, ma con gli uomini sul terreno, le armi e i mezzi. O decidiamo di sporcarci le mani direttamente o armiamo che già lo fa da diversi mesi, cioè i curdi.

Ma non possiamo mandargli armi della seconda guerra mondiale per farlo, dobbiamo mandargli armi moderne, potenti, armi letali. Dobbiamo attrezzarli, dobbiamo persino vestirli perché nemmeno i vestiti hanno. Eppure hanno ripreso Kobane, da soli.

Leggo ora che Obama ha dichiarato che “il video è la prova del fallimento dell’ideologia dell’ISIS”. Bah, a giudicare dai commenti sui forum jihadisti non sembrerebbe proprio, per di più il pilota è stato bruciato proprio perché lo ha deciso “la rete” dopo che l’ISIS, nella massima espressione del macabro, aveva chiesto ai suoi fan come ucciderlo. Piuttosto mi sembra la prova del fallimento della politica di Obama, una politica che definire mediocre è puro eufemismo. Manca solo che innalzi bandiera bianca al posto della bandiera a stelle e strisce sul pennone della Casa Bianca.

E quanto ci metteremo a scordarci anche questa ennesima crudeltà? Abbiamo chiuso gli occhi di fronte alle esecuzioni di massa, alle decapitazione e ben presto chiuderemo gli occhi anche su questo. Forse ce ne ricorderemo quando ce li troveremo in casa.

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