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Non è una guerra tra Israele e Palestina ma tra democrazia e nazismo islamico

Chi crede che la guerra in corso tra Israele e i gruppi terroristici della Striscia di Gaza sia “solo” una guerra tra israeliani e palestinesi non ha capito nulla oppure è semplicemente offuscato dall’odio antiebraico. Israele non è solo uno Stato di Diritto che cerca di difendersi da un potente nemico terrorista, è l’ultimo baluardo che si frappone tra il dilagare delle violenza islamico-nazista e l’occidente.

Pochi giorni fa il portavoce dell’ISIL, Abu Mohammed al-Adnani, è stato chiarissimo a riguardo quando gli hanno chiesto del perché non supportasse Hamas. Non è una priorità dell’ISIL correre in soccorso di Hamas. La loro priorità è quella di consolidare il califfato islamico tra Siria, Iraq e Giordania. Poi, una volta fatto questo, Israele sarà a portata di tiro e diverrà il prossimo obbiettivo dell’ISIL. «Senza togliere di mezzo Israele non possiamo pensare di espanderci in Europa» ha detto Abu Mohammed al-Adnani.

In poche parole c’è racchiusa tutta l’essenza del credo islamico-nazista che spinge questi assassini assetati di sangue e in quelle poche parole c’è evidenziato il rischio che corre l’occidente se dovesse avvenire una capitolazione di Israele.

Non occorre essere ebrei o sionisti per capire che la difesa di Israele non è solo la difesa di uno Stato di Diritto contro forze terroriste, ma che dall’esito di questa guerra dipende moltissimo del futuro dell’occidente.

Hamas e la Jihad islamica sono solo delle componenti di quel mondo islamico-nazista che si sta combattendo il predominio dell’universo musulmano. Da un lato i sunniti, dall’altro gli sciiti e chiunque vinca questa guerra punta dritto alla conquista dell’occidente. Sunniti e sciiti hanno ben chiaro però quale sia l’ostacolo da superare per avere strada libera verso Roma: Israele. Su questo concordano in pieno.

Ecco perché noi amici della democrazia e della libertà siamo fermamente schierati con Israele. Non perché si è ebrei o sionisti, tra di noi ci sono persone di tutti i credi compreso quello musulmano, ma perché ci rendiamo conto che l’ultimo ostacolo al dilagare delle violenza islamica in occidente è proprio Israele e la sua democrazia.

La questione palestinese è sempre stata usata in configurazione anti-israeliana, lo sanno tutti quanti compresi gli stessi musulmani che dei cosiddetti palestinesi presenti negli altri paesi islamici se ne fregano , anzi, li considerano davvero molto male. Anche ora è la stessa storia. Non credete a coloro che urlano “free Palestine”, non gliene frega nulla dei palestinesi altrimenti avrebbero spinto per un trattato di pace e, soprattutto, per uno sviluppo della Palestina. Invece tacciono sui miliardi di dollari destinati alla sviluppo spariti nel nulla perché sanno che una popolazione povera e ignorante si controlla molto meglio. Paradossalmente coloro che sostengono di voler aiutare i palestinesi sono i loro peggior nemici.

E se non bastasse c’è quella evidente alleanza tra i gruppi nazisti europei e l’estremismo islamico, ultimi ieri quelli di Forza Nuova, che dimostra in maniera inequivocabile come questa gentaglia abbia un nemico comune, la democrazia israeliana.

1 Comment

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  • Sono perfettamente d’accordo.
    Se a Gaza governasse gente civile la striscia potrebbe godere di uno sviluppo economico,anche grazie agli aiuti e non ci sarebbe nessun blocco.
    Basti pensare alle potenzialità turistiche della zona , che ha un clima ed un mare migliore certamente di quello di Rimini!
    Forse qualcuno tra di loro l’ha capito, ma molti vivono probabilmente in una gabbia mentale, dove c’é posto solo per il fanatismo e la guerra.
    Quello che stupisce é che alcuni europei non musulmani condividano questa gabbia mentale, pur avendo avuto l’occasione di nascere e vivere in Paesi in cui la pace é di casa e il valore della pace costituisce uno dei valori fondanti della convivenza civile.
    Questi europei non hanno alcuna giustificazione, se non quello della follia.