Nuova flotilla: la IHH cerca lo scontro con Israele. 10.000 martiri pronti a immolarsi per la causa

Non è servito l’avviso lanciato dal Governo israeliano a quello turco affinché scoraggiasse una nuova “flotilla” per forzare il blocco su Gaza. La IHH ha risposto ieri per bocca del suo presidente, Bulent Yildirim, e quello che ha detto non lascia presagire niente di buono.

Innanzi tutto Bulent Yildirim ha fatto sapere che la IHH ha rimesso in sesto la Navi Marmara, cioè la nave teatro degli scontri costati la vita a otto turchi lo scorso maggio 2010 quando la prima “flotilla” cercò di forzare il blocco su Gaza. La nave sarà l’ammiraglia di una flotta composta da decine di navi.

Poi il presidente della IHH, un Ong turca sospettata di essere vicina a gruppi terroristi e considerata da Israele una fiancheggiatrice di Al Qaeda, è passato agli “avvisi” agli israeliani. Bulent Yildirim ha detto che la IHH ha già ricevuto, attraverso il suo sito web, oltre 10.000 richieste di persone che vogliono partecipare alla nuova spedizione che la IHH organizza in collaborazione con il Free Gaza Movement. «Oltre 10.000 martiri sono pronti ad immolarsi per la nostra causa (non ha specificato se sia la causa palestinese oppure proprio la loro) e per demolire il blocco navale sulla Striscia di Gaza» ha detto Bulent Yildirim. «Intendiamo lanciare un messaggio a Israele: stiamo arrivando con 10.000 martiri» ha poi concluso il presidente della IHH.

Secondo quanto afferma Bulent Yildirim, il sito della IHH è stato preso letteralmente d’assalto da giovani turchi che vogliono partecipare alla spedizione anti-israeliana e l’intenzione sarebbe quella di arrivare a un milione di adesioni. «Naturalmente non tutti potranno essere con noi» ha detto Bulent Yildirim «ma quelli che non potranno salpare saranno idealmente sulla flotilla». Non è chiaro se l’adesione alla spedizione anti-israeliana comporti un versamento in denaro, quello che è però certo è che la IHH reperisce molti dei fondi di cui dispone (davvero tanti) dal Governo turco, quindi non è errato sostenere che tra i finanziatori della nuova spedizione ci sia anche Ankara.

Infine il pezzo forte delle molte dichiarazioni rilasciate da Bulent Yildirim arriva da una intervista rilasciata a Kanal 5, una televisione turca. Il presidente della IHH ha infatti affermato che «un attacco israeliano contro la flotilla servirà a rafforzare il nostro movimento e farà vedere al mondo di cosa sono capaci gli israeliani. Il mondo non potrà rimanere immobile». E’ chiara l’intenzione della IHH di provocare un nuovo scontro con Israele e se poi ci saranno ancora morti la cosa non potrà che far bene alla causa della IHH.

La nuova flotilla dovrebbe partire verso la fine del mese di maggio o i primi di giugno. Alla spedizione parteciperanno anche diverse associazioni e movimenti filo-palestinesi italiani. Non è però ben chiaro l’obbiettivo di questa spedizione visto che a Gaza non c’è alcuna crisi umanitaria e che gli aiuti per i palestinesi entrano costantemente da Israele verso Gaza. L’obbiettivo della IHH è invece chiarissimo: provocare nuovi sconti. Ci auguriamo che anche quello dei gruppi che partiranno dall’Italia non sia lo stesso.

Noemi Cabitza

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