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Obama – Datagate: quanta ipocrisia da parte dell’Europa

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Tutti a dare addosso a Barack Obama per via del cosiddetto datagate. Adesso sembra che abbia spiato anche i diplomatici europei. Certo, è una cosa grave, ma volete mettere con quello che sta accadendo in Medio Oriente e in Nord Africa a causa degli orrori (si orrori, non errori) di Barack Hussein Obama?

Oggi leggiamo che sono tutti puritani e difensori del Diritto e della Privacy, mentre fino a ieri gli stessi falsi puritani ringraziavano la NSA (National Security Agency) per aver sventato centinaia di attentati. Leggiamo del Presidente della UE, Martin Schultz, infuriato con Obama per aver spiato i computer dei diplomatici dell’Unione Europea, ma non abbiamo mai letto un ringraziamento agli Stati Uniti per il capillare lavoro contro il terrorismo che probabilmente ha salvato centinaia di vite europee. La democrazia ha un prezzo ma questi burocrati sembrano ricordarsene solo quando gli vai a toccare le amicizie con i regimi arabi (chissà cosa avrà scoperto la NSA su Catherine Ashton).

Se vogliamo veramente criticare Obama lo dobbiamo fare per la sua politica estera, non per queste buffonate di cui tutti più o meno erano a conoscenza. Critichiamolo per aver favorito la Fratellanza Musulmana non per aver permesso agli spioni della NSA di fare il loro lavoro, che è appunto quello di spiare in un mondo dove l’amico non sempre è amico e il nemico non sempre rappresenta il pericolo. Critichiamolo per aver messo Mohamed Morsi alla guida dell’Egitto, per aver favorito l’ascesa della Fratellanza Musulmana in Tunisia e in Libia, per abbandonare l’Afghanistan e per aver compromesso la sicurezza del Pakistan. Ma per favore, smettiamola di fare gli ipocriti sul Datagate. Che poi se andiamo a guardare il comportamento di certi diplomatici europei, prima fra tutti proprio la Ashton, siamo sicuri di poterli considerare degli amici?

Quanta stupida e inutile ipocrisia c’è dietro alle critiche rivolte alla NSA e a Obama. Si protesta perché hanno fatto il loro lavoro e si tace quando il lavoro non è stato fatto o è stato fatto male. Come possiamo pretendere di combattere il terrorismo islamico con questa gente?

4 Comments

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  • Sono assolutamente d’accordo, se perdere la privacy significa maggior sicurezza, al diavolo la privacy. ovviamente, per chi non ha nulla da nascondere

  • I concetti espressi in questo articolo sono fuorvianti , il problema non attiene solo alla privacy o alla sicurezza , la questione invece deve essere sul uso delle informazioni raccolte , e per chi sono raccolte .
    Sembra dalle ultime notizie , che alcune informazioni fossero addirittura “passate” da parte del amministrazione U.S.A a gruppi di interessi economici e politici transnazionali .
    È a questo punto , ci si chiede perché noi dobbiamo essere al oscuro di tutto , illusi dalle mille norme sulla privacy , mentre pochi “eletti” hanno accesso ad informazioni riservate dalle quali trarre enormi vantaggi economici e politici .
    L’ipocrisia è ridurre tutta questa storia di spionaggio ad una questione di antiterrorismo .

  • Tutti hanno sempre spiato tutti, per tutti i motivi del mondo…Da che mondo e’ mondo. Oggi ci si scandalizza se gli Americani spiano gli Europei che probabilmente vengono spiati anche dai Russi, Cinesi, Giapponesi, Iraniani, Arabi, Coreani N/S, Indiani…Che a loro volta hanno sempre spiato gli Americani. Io penso che ci sia un disegno finalizzato a farci allontanare dall’influenza/protezione degli Americani.- Saluti

  • Veramente la questione é profondamente diversa. Privacy e terrorismo non c’entrano nulla, é una questione di allenza e di reciproci diritti-doveri tra quelli che dovrebbero essere alleati.
    I fatti del datagate parlano chiaro; nel mirino delle intercettazioni (illegali) fatte dagli stati uniti ai danni degli alleati europei non c’erano moschee, gruppi eversivi o magari movimenti politici estremisti. C’erano parlamentari europei, ambasciatori, presidenti, funzionari UE e, ovviamente, grandi gruppi industriali.
    Inutile dire che questa gente con il terrorismo c’entra come i cavoli a merenda. In sostanza gli Usa hanno trattato gli europei come nemici, hanno acquisito informazioni delicatissime non sulle formazioni religiose islamiche, ma sulla vita dei nostri politici, sui rapporti tra l’europa e altri paesi e, infine, sui nostri segreti industriali. La cosa dimostra chiaramente quali erano gli obbiettivi americani, in quanto i targhet erano di tipo politico-diplomatico e industriale, e cioé acquisire informazioni sensibili sugli “alleati” per renderli ricattabili in caso facciano scelte non gradite all’america. Evidentemente gli usa hanno capito che l’Europa é sempre piu riottosa rispetto ai diktat americani e dunque, non potendo convincerli con le buone, si preparavano a convincerli con le cattive a fare quanto richiesto e, già che ci stavano, hanno pensato bene di acquisire qualche vantaggio strategico nei confronti del nostro sistema economico industriale.