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Obama e Iran: miopia o malafede?

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Francamente il Presidente americano non l’ho mai capito moltissimo, non ho mai compreso certe sue scelte scellerate in Medio Oriente, come quella di legittimare dei tagliagole come i Fratelli Musulmani o quella di far cadere dall’oggi al domani dei regimi consolidati da anni senza calcolarne le ricadute. Ma quello che Mr. Obama sta facendo con l’Iran è talmente incomprensibile che mi viene da pensare che sia frutto di malafede, di un piano ben preciso.

Non me lo spiego altrimenti come possa colui che viene considerato (a torto o a ragione) l’uomo più potente del mondo, con l’apparato di intelligence più potente (che non vuol dire più attendibile), con agenzie che spiano tutti e tutto, perdersi dietro alle promesse di uno come Hassan Rohuani. Gli iraniani che si sono fidati delle promesse di questo Ayatollah (nel vero e puro senso della parola) e che lo hanno votato, nel volgere di pochi mesi hanno visto cadere ogni loro aspettativa, hanno visto tutte le promesse fatte da Rohuani in campagna elettorale trasformarsi in un incubo. Le ultime prove le vediamo proprio in questi giorni con il caso dei ragazzi incarcerati perché avevano girato un video giudicato quasi blasfemo e del caso dell’attrice Leila Hatami che rischia la galera e 50 frustate per un bacio sulla guancia al Presidente del Festival di Cannes. Come fa Obama a fidarsi di lui?

Ecco perché non credo che si tratti di “fiducia”, anzi, sono più che convinto che Obama sappia perfettamente che Rohuani menta spudoratamente sul nucleare iraniano. Lo ha già fatto una volta e gli è andata bene, perché non dovrebbe farlo ancora? E non sono nemmeno tanto convinto che si tratti di incompetenza o di paura di una guerra con l’Iran. Per quanto vigliacco possa essere Obama potrebbe cancellare il programma nucleare iraniano in men che non si dica e senza usare un solo militare a terra.

E allora perché lo fa? La risposta più logica è “malafede”. Io sono uno di quei “complottari” che crede al fatto che Obama odi profondamente Israele e che dal primo momento abbia lavorato all’indebolimento dello Stato Ebraico. Non ci vuole molta immaginazione per pensare questo, basta guardare i fatti degli ultimi sei anni, a partire da quel primo discorso all’Università del Cairo che ha dato il via alle cosiddette “primavere arabe”. Obama ha lavorato sistematicamente e, direi, non troppo finemente, all’indebolimento di Israele, sia a livello militare che a livello mediatico/morale. I maggiori odiatori di Israele, a partire da J Street, fanno parte della combriccola di Obama. Proprio da J Street sono arrivate le “idee” più anti-israeliane e la linea politica tenuta da Obama per “ridimensionare” gli equilibri in Medio Oriente. In questo tipo di politica non c’è spazio per un Israele unica potenza nucleare regionale, non sarebbe “equilibrato” anche se è proprio quella deterrenza nucleare che fino ad oggi ha permesso a Israele di sopravvivere. Quindi, per ridimensionare questa anomalia, ben venga un Iran nucleare.

Troppo complottista? Sto diventando grullino? Non lo so, sto solo facendo un ragionamento basandomi sui fatti. E i fatti dicono che Obama ha sistematicamente lavorato per indebolire Israele. Quindi credo poco alla incompetenza o alla miopia del Presidente americano nei confronti dell’Iran. Che poi cosa ci guadagni a fare così è tutto un altro discorso.

1 Comment

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  • D’accordo al 100% su quanto scritto. Del resto, il mortificante inchino ( mortifi
    cante per il popolo USA che ha subito l’11 Settembre e offensivo per i morti, militari e civili, che il radicalismo islamico ha prodotto) fatto al Re saudita durante le sue prime uscite sono state un chiaro preludio, di cio’ che sarebbe
    stata la sua politica estera, e i futuri rapporti con Israele.
    Senza dubbio il peggior presidente americano del dopoguerra ed il peggior
    sostenitore di Israele a cui avrebbe volentieri fatto fare la fine della Tunisia,
    della Libia e dell’Egitto, se Israele non fosse retta da una solida democrazia.
    Quanto all’odio personale nei confronti di Nethanyau, credo che superi anche
    quello di molti leaders arabi e palestinesi, e non credo che la moglie (che di sicuro detta la sua politica interna ed anche estera) sia da meno