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Obama: quanta ipocrisia in poche righe

Ho letto con molta attenzione la lettera inviata dal Presidente degli Stati Uniti, Barack Hussein Obama, al giornale arabo in lingua ebraica, Haaretz, e francamente l’ho trovata di una ipocrisia che va ben al di la di quella a cui abbiamo assistito fino ad oggi.

A parte che Obama parla di pace nell’esatto momento in cui su Israele piovono decine e decine di missili dalla Striscia di Gaza, a pochi giorni dai festeggiamenti palestinesi per la morte dei tre ragazzi israeliani, dalla scoperta che Shelly Dadon è stata massacrata da un arabo per la sola colpa di essere ebrea (chissà perché nessuno ricorda questo splendido angelo israeliano) e a poche ore dalla terribile vicenda dell’omicidio di Mohammed Abu Khdeir del quale sono responsabili sei israeliani, cioè in un clima che vede Israele perseguire e punire i responsabili di un crimine vile e, dall’altro canto, i palestinesi gioire per l’omicidio di ragazzi israeliani e addirittura fare degli assassini una sorta di eroi nazionali. Ci vuole un bel coraggio a parlare di pace in questo contesto.

La pace, questa bellissima parola che da il nome a un Premio Nobel immeritatamente consegnato proprio a Barack Hussein Obama, un miraggio per Israele circondato da nemici che ne vogliono la distruzione. Obama ci racconta la favoletta che la sua amministrazione ha fatto cose incredibili per garantire la sicurezza di Israele, che ha lavorato per impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari (super bugia), che ha lavorato solo ed esclusivamente per il bene di Israele. Come no, si è visto infatti come ha lavorato per il bene di Israele, si è visto quando si è affrettato a riconoscere il Governo di Unità Nazionale palestinese dando legittimità internazionale ad Hamas, cioè a quelli stessi signori che in questi minuti stanno bersagliando con centinaia di missili il sud di Israele.

Ma il concetto di pace di Obama si può vedere dalle sue stesse parole quando dice:

“mentre i muri e i sistemi di difesa missilistica possono aiutare a proteggere contro alcune minacce, la vera sicurezza arriverà solo con una soluzione globale negoziata. Il raggiungimento di un accordo di pace con i palestinesi contribuirebbe anche a cambiare il corso del sentimento internazionale e ad emarginare gli estremisti violenti, rafforzando ulteriormente la sicurezza di Israele” .

La pace con chi? Con i palestinesi? Gli stessi che l’altro giorno gioviano per l’omicidio dei tre ragazzi ebrei? Gli stessi che nel loro statuto hanno la distruzione di Israele come priorità assoluta? Gli stessi che non perdono occasione per attaccare Israele? E no caro Obama, tu avresti dovuto invertire i fattori e dire:

“la pace per i due popoli arriverà quando i palestinesi invece di santificare i terroristi li condanneranno, quando penseranno al futuro dei loro figli invece di immaginare per loro un futuro da martiri, quando la smetteranno di prendere scuse e finalmente si decideranno a prendere in mano il loro futuro invece di sopravvivere alle spalle della comunità internazionale, quando riconosceranno Israele come Israele riconosce loro”.

Questo sarebbe stato un messaggio chiaro, limpido, cristallino. Invece ipocritamente e in maniera sottile Barack Hussein Obama continua nella sua demonizzazione di Israele accusandolo, anche se non in maniera esplicita, di essere l’unico responsabile di questa situazione. Questo è mentire sapendo di farlo.

2 Comments

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  • l’attuale presidente degli stati uniti, il mussulmano( nel nome e nei fatti) hussein obama, continua a superare se stesso, con atteggiamenti sempre piu’ evidenti di aperta ostilita’
    anti israeliana. Gioiscono i terroristi di Hamas che si sentono piu’ forti e protetti, da una
    europa vigliacca e inginocchiata all’islam , che per paura o per interesse, toglie i croci
    fissi da scuole e uffici e evita di esporre l’albero di natale per non offendere i tagliagole
    islamici che ringraziano dando fuoco alle chiese e scannando quanti piu’ ctistiani possono massacrare. Quanto agli USA: l’inchino di obama davanti al re saudita, oltre
    il discorso tenuto al Cairo, e l’appoggio dato ai fratelli mussulmani sono stati il tragico
    prologo di cio’ che sarebbe stata la sua politica estera nei confronti( anzi contro) di Israele . Israele quindi e’ sola, ma proprio quando sembra piu’ debole, da il meglio di se, e lo fara’ anche questa volta a dispetto di obama del suo vice (figlio illeggittimo di Toto’) Kerry, che strepita per avere il Nobel( dell’incapacita’?)…Dai Israele facci sognare come il 6
    Giugno 1967, fai vedere al mondo che sai difenderti nonostante tutti sono contro di te. Il loro odio ti rende sempre piu’ forte;fregatene dell’ONU,della UE, e degli USA, che con
    hussein obama ti ha voltato le spalle e tradito. Tu non abbandoni i tuoi figli, come non
    lasceresti due toui soldati in India, per puro vergognoso interesse economico come hanno fatto altri stati.tu sei Israele, il simbolo vivente di democrazia e lealta’.
    Viva Israele per sempre !!!!

  • Dopo cinque anni e mezzo di politica obamiana c’é da domandarsi cosa voglia veramente l’Amministrazione americana.
    Se questa Amministrazione persegue una politica di interesse nazionale , c’é da presumere che in qualche modo quello che finora ha contribuito a far accadere corrisponda in misura significativa agli interessi americani.
    Altrimenti c’é da pensare ad una incredibile incapacità, così persistente da non avere precedenti storici.
    Quale é pertanto l’interesse nazionale che questa politica perseguirebbe?
    Viene da rispondere che da un lato Obama persegua il ritiro degli USA dal Medio oriente, misurabile da un evidente calo dell’influenza americana, e dall’altro operi delle scelte non necessarie, che favoriscono però il disordine nella regione.
    L’appoggio alla caduta di Mubarak unito all’appoggio alla Fratellanza musulmana ha favorito il disordine in Egitto con successivo colpo di stato, che Obama ha poi evitato di sostenere.
    L’appoggio ai ribelli di ogni colore in Siria ha favorito la guerra civile e l’esportazione di un maggiore disordine in Iraq, che finora ha prodotto il califfato in quella regione.
    L’avvicinamento all’ Iran ha inquietato gli alleati storici determinando un solco ancor più profondo nel millenario conflitto sunnita-sciita.
    La forzosa promozione di un negoziato senza possibilità di successo tra Israele e ANP, che nessuno voleva, ha prodotto dei contraccolpi all’interno dell’ANP e ha portato all’intesa tra ANP e Hamas per bloccare qualunque sviluppo negoziale.
    A questo proposito non hanno alcuna importanza le posizioni personali di Abu Mazen, perché costui é in realtà privo di qualunque potere , cosa che costui sa per primo.
    Presso i Palestinesi il vero potere interno ce l’ha chi ha la forza militare unito ad un significativo consenso di massa, cioé Hamas.
    E’ evidente che Obama queste cose le sa benissimo.
    Se le ignora vuol dire che fa finta.
    E allora qual é l’interesse americano?
    Forse favorire il disordine, per potersi ritirare in buon ordine?
    Meglio per Israele stare lontano da questo personaggio.