Offensiva islamica, autolesionismo occidentale e populismo di sinistra

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E’ una offensiva islamica contro il mondo libero quella in corso in queste ultime ore. Le cose vanno chiamate con il loro nome altrimenti si rischia di sminuirle e di sottovalutarle.

L’attentato di Istanbul è avvenuto in Turchia ma l’obiettivo vero erano gli occidentali, il turismo, gente che viaggia per affari o per piacere. La serie di attentati in Israele, di cui però nessuno ne parla in occidente, sono contro i civili israeliani ebrei, i non musulmani infedeli considerati dal mondo islamico i nemici per eccellenza. L’attentato delle ultimissime ore in Bangladesh ha preso di mira un locale frequentato da occidentali e aveva proprio gli occidentali come obiettivo. Tutta l’Europa è sotto il mirino del terrorismo islamico e solo grazie ad eccellenti azioni di intelligence il numero degli attentati è ancora a un livello sopportabile ma la minaccia e seria e concreta. Cos’altro serve all’occidente per capire da dove arriva il pericolo?

Ma a quanto pare la minaccia incombente e la evidente offensiva islamica non serve ai “progressisti” de noantri per adottare misure adeguate alla minaccia. Anzi, tagliamo gli aiuti militari all’Egitto, unico Paese musulmano che lotta duramente contro l’integralismo islamico, ci prendiamo in casa migliaia di persone di cui non sappiamo nulla e spalanchiamo le porte della politica alla Fratellanza Musulmana. Si può essere più autolesionisti? Addirittura il Parlamento Europeo tributa una standing ovation a quel criminale di Abu Mazen che aveva appena finito di incitare all’odio i suoi adepti, cosa che chiaramente non hanno mancato di fare immediatamente passando subito ai fatti galvanizzati da quegli applausi.

Di fronte alla evidente offensiva islamica che mira direttamente al cuore dell’occidente l’unica cosa che siamo in grado di fare è di sminuire la minaccia, di fare di tutto pur di non toccare la sensibilità dei musulmani e di cercare un inesistente “islam moderato” con cui trattare bonariamente la nostra resa. Il problema rappresentato dall’Islam, dall’invasione a cui siamo sottoposti forzatamente da un Governo che sotto questo aspetto è del tutto inetto, viene sistematicamente sminuito, come se ci fosse la paura di passare per populisti nel caso se ne dovesse parlare e affrontare il problema. Esiste un populismo di sinistra che è addirittura peggio di quello di destra, un sistema che si arroga il Diritto non scritto di imporci il silenzio per una fantasiosa idea di superiorità morale e intellettuale. Critichi il Governo per la sua inettitudine sul problema delle migrazioni? Sei un populista ignorante. Attacchi l’Islam e sostieni che non esiste un islam moderato (cosa per altro ammessa dagli stessi musulmani)? Sei un islamofobo, razzista e xenofobo. Ma si può essere più idioti? E poi danno del populista agli altri. Cos’è questa se non una forma di populismo? Sarà di sinistra ma non per questo è meno populista di quella di destra. Che poi parliamoci chiaro, il problema lo vedono sia a destra che a sinistra, non è una questione di schieramento politico, solo che a sinistra sono più autolesionisti e intellettualmente si sentono superiori, e guai a toccare la presunta superiorità intellettuale di sinistra. Come minimo sei un fascista.

Ora, a me interessano pochissimo le diatribe tra destra e sinistra, a me interessa che ci sia qualcuno disposto ad affrontare il problema con pacatezza ma in maniera ferma e non ipocrita. Possiamo dire o no di avere un problema con l’islam o se lo diciamo siamo fascisti? Possiamo dire o no che abbiamo un problema serissimo con una invasione di clandestini ci cui non conosciamo nulla, né le loro reali intenzioni né i loro obiettivi nel lungo periodo? Possiamo dire che la maggioranza di questi clandestini è di religione islamica oppure siamo islamofobi se lo diciamo? No perché il nostro autolesionismo è arrivato al punto in cui bisogna stare attenti anche con le parole, anche se si afferma un dato di fatto chiaramente di fronte agli occhi di tutti.

A me non interessa chi governa (purché non siano i grillini), anzi, contrariamente a quanto in molti pensano Renzi non mi dispiace del tutto (non sono ideologizzato quindi apprezzo le cose buone e critico le cose cattive), ma questi problemi devono essere affrontati. Non si può continuare a mettere la testa sotto la sabbia.

Last modified: Dic 3, 2017