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ONG e terrorismo: interrompere il business dell’odio

La prima parola che mi è venuta in mente quando ho saputo del ritrovamento dei cadaveri dei tre ragazzi israeliani rapiti da Hamas è stata “animali”, ma poi pensandoci bene sarebbe un lusso paragonare questi barbari criminali a degli animali, se non altro perché gli animali i loro cuccioli li proteggono, non li sacrificano per i loro porci comodi come se fossero carne da macello.

Barbari, ecco cosa sono quelli che hanno ucciso i tre ragazzi israeliani sparandogli un colpo alla testa come nel miglior stile qaedista.

Ma se il fatto che questa gente sia barbara non mi stupisce più di tanto, mi indispone parecchio sapere che ci sia gente occidentale che, nascosta dietro alla coperta di qualche ONG e dietro all’ormai vilipesa parola “diritti Umani”, lavora attivamente al loro fianco, gente che vive in West Bank e che si dichiara apertamente ostile alla ANP chiamando “traditore” Abu Mazen perché ha detto che “occorre prendere gli autori di questo omicidio”. E credo che sarebbe il caso che alla ANP sappiano che serpi allevano in seno, qualcuno li deve informare di chi hanno in casa.

Ma quello che, a mio modestissimo parere, occorre fare al più presto è smascherare tutta quella serie di organizzazioni non governative che forniscono copertura legale a questi complici del terrorismo e che magari si prendono anche soldi dalla Unione Europea, cioè soldi nostri. Sono anni che va avanti questa storia, che organizzazioni ufficialmente votate alla pace fomentano solo violenza e guerra, che invece di costruire scuole costruiscono campi di addestramento per terroristi, che invece di insegnare ai bambini la gioia di vivere (e magari anche un po’ di matematica) insegnano loro a odiare e a uccidere chi non è come loro. Li tengono volontariamente in questa condizione per poterli mungere meglio, perché l’odio è il business più importante in Medio Oriente.

Questa catena tra organizzazioni apparentemente umanitarie e terrorismo va spezzata al più presto, non è più ammissibile che persone che si definiscono “difensori dei Diritti Umani” lavorino in effetti contro ogni tipo di Diritto, che operino fianco a fianco dei terroristi.

Ora è il momento che Ministero degli Affari Esteri e Unione Europea facciano chiarezza su a chi danno i nostri soldi, cosa ci fanno con quei soldi, quanti sono quei soldi. E’ un loro dovere rispondere a queste domande ed è un nostro Diritto sapere con chiarezza cosa ci viene fatto con quei soldi. Io voglio sapere se una cooperante che collabora con i terroristi viene pagata dal Ministero degli Affari Esteri oppure dall’Unione Europea, lo voglio sapere perché è un mio Diritto saperlo.