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Oxfam, Scarlett Johansson e il senso di chiamarsi “organizzazione umanitaria”

Oxfam-Scarlett-Johansson

Dietro al termine organizzazione umanitaria c’è tutto un mondo che spesso l’uomo della strada non conosce. Spesso (ma non sempre) ci sono interessi politici, business milionari,  campagne di opinione non proprio indipendenti ecc. ecc. Insomma, non è tutto umanitario ciò che si definisce tale.

Ne abbiamo avuto un esempio lampante nei giorni scorsi con la diatriba che ha messo di fronte l’attrice Scarlett Johansson e la ONG Oxfam. La Johansson è stata ambasciatrice globale di questa vera e propria multinazionale per ben sette anni durante i quali ha contribuito alla raccolta fondi e a portare in alto l’immagine di Oxfam nel mondo. Tutto questo fino a quando Scarlett Johansson non ha deciso di prestare la propria immagine a una ditta israeliana, la SodaStream. A quel punto la multinazionale dell’intervento “umanitario” si è risentita e ha ritenuto che Scarlett Johansson non la potesse più rappresentare dato che, come scritto nel comunicato “Oxfam ritiene che ditte come la SodaStream che operano nei territori occupati contribuiscano alle violazioni dei diritti umani contro i palestinesi e che violino i Diritti dei lavoratori palestinesi”.

Peccato che, come la stessa Scarlett Johansson ha fatto notare, in SodaStream non solo lavorano centinaia di palestinesi, non solo questi guadagnano esattamente come gli israeliani e senza alcuna forma di discriminazione, ma guadagnino tre volte di più di un operaio che lavora in “Palestina”, vivono fianco a fianco degli israeliani, mangiano nella stessa mensa e, come confermano più testimonianze, hanno persino una vita sociale in comune. Insomma, la SodaStream è il perfetto esempio di pace e convivenza pacifica tra israeliani e palestinesi.

Quindi, perché mai la più grande ONG al mondo dovrebbe boicottare questo esempio di pace e convivenza tra due popoli che si fanno la guerra e che si odiano da più di sessant’anni? Semplice, perché della pace e della convivenza non gliene frega niente. Questa gente vive di conflitti come un pesce vive di acqua. Gli sono indispensabili. Più guerre e catastrofi ci sono e più crescono e guadagnano. Figuriamoci poi se gli tocchi il conflitto più redditizio del mondo, quello israelo-palestinese.

Pensate solo per un attimo a quanta gente vive su questo conflitto, quante ONG e organizzazioni internazionali ci mangiano milioni e milioni di dollari. Come può Oxfam augurarsi situazioni simili a quelle di SodaStream?

E qui torna il discorso fatto all’inizio: cosa significa veramente “organizzazione umanitaria”?

1 Comment

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  • Queste ONG sono come le iene, di nutrono di carogne.
    Non esisterebbero, o quantomeno sarebbero molto poche, perché i fondi necessari al loro mantenimento verrebbero da poche organizzazioni statali. Ma l’odio contro Israele e’ un odio profondo, radicato e partecipato da mezzo mondo, quindi inesauribile.
    Spero solo che Israele non ceda neppure un millimetro del suo territorio, e che sia più incisiva contro il continuo lancio di missili.