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Pace Israele – Palestina: il trabocchetto della Valle del Giordano

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Nei giorni scorsi sono emersi alcuni dettagli del cosiddetto “piano di pace quadro” che John Kerry vorrebbe presentare ai negoziatori israeliani e palestinesi. Come la penso io sulle possibilità di pace l’ho già detto in un altro scritto, tuttavia vale la pena analizzare la parte di quel piano che riguarda la Valle del Giordano e le critiche palestinesi alla proposta  (o supposta tale) di Kerry. 

Secondo alcuni media il piano di Kerry prevederebbe che Israele mantenga la gestione della sicurezza in tutta la Valle del Giordano, anche in quelle aree che secondo lo stesso piano andrebbero ai palestinesi. Questo ha una ragione più che valida: Israele non demanda la propria sicurezza a nessuno. Ogni volta che lo ha fatto (vedi UNIFIL nel sud del Libano o la ANP a Gaza) la propria sicurezza è stata messa in pericolo.

Quando la notizia è emersa, non smentita da nessuno, è scoppiato una sorta di finimondo da parte palestinese  i quali rivendicano invece il totale controllo della parte spettante a loro della Valle del Giordano e chiedono che le truppe israeliane lascino completamente i territori attribuiti alla nascitura Palestina.

La proposta di Kerry, per la cronaca studiata dall’ex Generale John Allen, è l’unica tra le tante proposte dallo scellerato duo Obama/Kerry che abbia un senso in quanto garantirebbe a Israele che la Cisgiordania non si trasformi in breve tempo in una nuova Striscia di Gaza. Ha talmente tanto senso che è stata immediatamente contestata da parte palestinese e da parte di tutti quei giornalisti (e sono tanti) che sono succubi di Hamas e Fatah.

E qui viene il bello, perché si sta facendo largo tra i palestinesi e i loro sostenitori l’idea folle ma furbesca di sostituire le truppe israeliane con quelle della NATO. Non americane, della NATO, il che potrebbe voler dire truppe turche o di un qualsiasi Paese NATO non propriamente amico di Israele, come la Gran Bretagna (solo per citarne uno). Questo per far passare l’idea che i palestinesi sono “comprensivi” nei riguardi della sicurezza di Israele ma che vogliono che sia demandata ad altri per un periodo di qualche anno per poi passare direttamente alla ANP. Oltretutto le truppe NATO potrebbero fare quello che sta facendo UNIFIL nel sud del Libano, cioè proteggere i terroristi da Israele. L’idea piace talmente tanto che qualcuno ha persino azzardato l’ipotesi di schierare truppe NATO anche lungo il confine con Gaza creando una sorta di cuscinetto di sicurezza (non si sa bene a favore chi).

Insomma, i palestinesi stanno facendo il solito giochetto che tende a mettere in difficoltà Israele con proposte che lo Stato Ebraico non può accettare.

E come ha reagito John Kerry a questa proposta palestinese? Sembra entusiasticamente ( e non ne avevo dubbi) anche perché a lui della sicurezza di Israele non gliene frega un baffo, lui vuole solo portare a casa un accordo tra Israele e ANP. Niente altro.

Peccato che, per fortuna, a Gerusalemme la pensano diversamente e non demanderanno mai la propria sicurezza ad altri, tantomeno a truppe turche che sembrano essere quelle più gradite ai palestinesi.  Così il “piano di pace quadro” di John Kerry è defunto prima ancora di essere presentato solo che, ancora una volta, sarà colpa di quei cattivoni di israeliani se tutto salta. E va beh, ce ne faremo una ragione.

10 Comments

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  • La pace si fa se la controparte vuole farla, ma Israele sa benissimo che non esiste nessuna controparte affidabile. Altre mille proposte verranno fatte, ma nessuna di queste riconoscerà lo Stato di Israele,ergo…..

      • E pure con meeeeee!!!… Dopo cinquant’anni e passa che belo ai quattro punti cardinali NON me ne resta più, di fiato, per contrastare l’imbecillità mentale dei miei interlocutori di ogni estrazione sociale, politica, economica, sessuale… (ho dimenticato qualcuno?). Ho trovato mosche bianche solo qua e in poche altre occasioni che abbiano centrato obbiettivamente il nodo del contendere. E – nessuno me lo toglierà mai dalla cervice – insisto nel dire, contro il parere di molti, che di vittime ne miete di più la malafede mostruosa che circonda da decenni (millenni?) la quaestio mediorientale che l’ignoranza. Certo che se poi viaggiano a braccetto, apriti cielo!!!… Buon Anno!

      • A integrazione voglio solo ricordare il diktat di Nasser all’Onu e la chiusura da parte dello stesso raìs degli Stretti di Tiran (allo scopo di soffocare l’economia dello Stato ebraico), episodio che fu l’ultimo atto della Guerra dei Sei Giorni. E c’è ancora qualcuno che osa qualificare Israele come Stato aggressore, mentre quella fu l’ennesima volta in cui venne vigliaccamente aggredito! Ed ecco come ritorna la malafede dei più cui ho accennato in un altro commento qua sotto!

          • Scusate, forse per la fretta non sono stato abbastanza chiaro. Intendevo dire che la cacciata delle truppe dell’Onu da parte di Nasser (quando le “validissime legioni” di U-Thant se la diedero a gambe levate) e la successiva chiusura degli Stretti di Tiran furono il prologo alla Guerra dei Sei Giorni, iniziata in autodifesa da Israele proprio in seguito alla vera dichiarazione di guerra determinata proprio dalla chiusura degli Stretti . Se Israele non avesse risposto come fece alle vergogne dell’Onu e dell’Occidente intero, forse oggi non potremmo nemmeno esser qua a parlare di Israele come entità reale ed esistente, con grande gaudio dei “vari” Oddifreddi sparsi un po’ qua e un po’ là sul globo terracqueo.! Spero di essere stato più chiaro, ora…

  • Prima di tutto bisognerebbe gettare nel cesso lo statuto di hamas; poi convincere generazioni di palestinesi che tutto l’odio inoculato nelle loro menti, era tutto uno scherzo; convincere altresì generazioni di fancazzisti occidentali fico-radical che tutto il loro daffare per demonizzare Israele è passato di moda e fargli prendere di mira qualcun altro (ong e organizzazioni varie dovranno pur giustificare i denari che ricevono). Per il resto del mondo arabo, non saprei che dire…

    • E infatti: NON si fa la pace, ad onta di qualunque giochetto di “sottobosco diplomatico” euromondialista , con chi da illo tempore, un giorno sì e l’altro pure, minaccia di “buttare gli ebrei a mare”!!!… Sono finiti i tempi del “porgere l’altra guancia”. Chi volesse riprovarci è meglio che ci ripensi…