Palestina: le balle di Abu Abbas

Written by | Secondo Protocollo

Provate a immaginare uno degli uomini più ricchi e corrotti al mondo che sale sullo scranno delle Nazioni Unite e con assoluta naturalezza accusa gli altri della situazione in cui versa il suo popolo. Provate a immaginare che quest’uomo venga anche incredibilmente creduto. Ecco, abbiamo il quadro esatto di quanto successo ieri alle Nazioni Unite quando a parlare è stato Abu Abbas, alias Abu Mazen, l’uomo con le scarpe da 25.000 dollari, presidente della Autorità Nazionale Palestinese (ANP).

Ma cosa ha detto l’uomo con le scarpe da 25.000 dollari? Ha tirato fuori i peggiori stereotipi di chi vuole ancora approfittare della situazione tra Israele e Palestina. Ha parlato di “pulizia etnica” da parte israeliana nei confronti degli arabi. Ha parlato di “attacchi terroristici” dei coloni ebrei contro i palestinesi, di moschee, chiese e monasteri dati alla fiamme, di case, scuole, piantagioni e alberi da frutto distrutti per “affamare il popolo palestinese”.

Abbas ha detto di “parlare a nome di un popolo arrabbiato” che, e qui ci sarebbe da ridere se la cosa non fosse così seria, “viene continuamente attaccato e discriminato nonostante la sua cultura di pace”. Cultura di pace gli arabi? Gli stessi che hanno costretto Israele ad erigere una imponente barriera di sicurezza per fermare gli attacchi terroristici? Gli stessi che nelle loro scuole insegnano ai bambini a odiare gli ebrei? Gli stessi che mandano i loro “martiri” a farsi esplodere negli autobus israeliani? Bella cultura di pace quella araba.

Sarebbe stato meglio che Abu Abbas avesse spiegato come fanno i soldi degli aiuti internazionali a finire sui suoi conti svizzeri, del perché mentre il suo popolo, a detta sua, muore di fame lui viene in Italia a farsi fare scarpe da 25.000 dollari al paio da un noto artigiano italiano. Abu Abbas deve spiegare come mai nonostante miliardi e miliardi di dollari in aiuti per lo sviluppo, ogni mese è a chiedere denaro a destra e a manca, altro che accusare Israele di crimini inventati di sana pianta e di “affamare i palestinesi”.

Il bello è che il virulento discorso di Abu Abbas arriva proprio il giorno in cui il Governo israeliano ha autorizzato 5.000 (dicasi cinquemila) nuovi permessi di lavoro per i palestinesi portando così il numero dei palestinesi che lavorano in Israele a 46.450 unità e contribuendo così, in maniera reale, all’economia palestinese. Altro che discriminazione.

Noi crediamo che sia arrivato il momento in cui Abu Abbas debba spiegare al mondo dove finiscono i soldi donati ai palestinesi, altro che accusare gli altri dei suoi volontari fallimenti. Volontari perché quei soldi finiscono immancabilmente suoi conti svizzeri  oppure in lussuose spese. Non è bastata la vergognosa esperienza di Arafat, ora c’è un uomo che a ipocrisia è riuscito a superare di gran lunga il suo seppur grande ipocrita predecessore. E ha persino il coraggio di presentarsi all’ONU come “rappresentante d iun popolo arrabbiato”. Quando si dice che al peggio non c’è mai fine.

Sharon Levi

Last modified: Dic 3, 2017

21 Responses to :
Palestina: le balle di Abu Abbas

  1. Dido ha detto:

    L’Onu dovrebbe servire a smascherare certi personaggi, a mettere all’indice quei paesi che incitano al genocidio, e ad intervenire militarmente quando un satrapo affama e uccide i propri cittadini. Ma tutto questo non avviene, perchè? Forse perchè sono tutti bugiardi e paurosi? Certamente è così!

  2. mogol_gr ha detto:

    Secondo (Matteo) Protocollo.

  3. Silvia ha detto:

    Illan Pappè storico israeliano autore del libro: la pulizia etnica della Palestina. E’ un’antisemita e bugiardo pure lui? E la Rete ECO (ebrei contro l’occupazione) insieme alle tante altre onlus israeliane che criticano le scelte poltiche sioniste? Sono tutti bugiardi antisemiti? E le più di 70 risoluzioni dell’ONU (tra le quali quella che dice che il muro è illegale) non rispettate da Israele? E le leggi internazionali e la convenzione di Ginevra? Il diritto al ritorno dei palestinesi nelle terre occupate dai coloni (anch’esso sancito da una risoluzione dell’ONU)Anche l’ONU è antisemita? Lo pubblicherete questo commento? Ognuno può verificare quello che ho scritto…e magari leggere il libro di Pappè…solo per citarne uno tra i più importanti storici israeliani, ma ce ne sarebbero molti altri…

  4. Secondo Protocollo ha detto:

    Ogni popolo ha i suoi Giuda, quello del popolo di Israele è Pappe. L’Onu è anti-israeliano (e quindi antisemita), lo è chiaramente, basta vedere le risoluzioni a senso unico prodotte a getto continuo dal cosiddetto “Consiglio dei Diritti Umani” contro Israele. Come mai non si danno così da fare per l’Iran, l’Afghanistan, il Pakistan, l’Arabia Saudita e via dicendo? Quanto sia antisemita l’Onu lo ha dimostrato ancora pochi giorni fa facendo parlare uno schifoso come Hamadinejad. Il Diritto al ritorno, secondo la legge internazionale, riguarda solo gli originali profughi arabi, cioè attualmente non più di 45.000 e non i 4 milioni che volete far credere. Quelli non sono profughi (secondo l’UNHCR) anche se lo sono (guarda caso) per l’UNRWA.
    Sivia, prendi fiato, così ti va i boccone di traverso
    PS
    Come mai sui vostri siti i commenti non si possono nemmeno fare?????????????
    Edit
    dimenticavo le ONG israeliane. Sai che la maggioranza di quelle che tu chiami ONG israeliane prendono fior fiore di fondi da Arabia Saudita e Paesi del Golfo. Certo, lo fanno anche Amnesty e URW quindi lo poassono fare anche loro. Ma prova a chiederti come mai questi intrepidi difensori dei diritti degli arabi che abitano i territori israeliani sono così accanitamente filo-arabi

  5. Silvia ha detto:

    Commento filo-palestinese che sembra uscito da IMFOPALLA. [censurato] Ripetiamo,la propaganda filo-palestinese si fa sugli altri siti che poi sono il 90% di quelli che sono in rete. Non si censurano i commenti per mancanza di argomentazioni, ma perchè da anni si ripetono sempre le solite cose e non è compito nostro far rinsavire la gente che non ci arriva o è palesemente in malafede. Tra 10 anni potremmo essere ancora qui a ripetere le solite cose. Ripetiamo: ci sono altri mille e mille siti internet sui quali sfogare il vostro antisemitismo.

  6. Silvia ha detto:

    PRIMO: NON SONO ANTISEMITA, MA ANTISIONISTA CHE è MOLTO DIVERSO! E NO, IO NON HO FATTO UN COMMENTO FILOPALESTINESE…HO AGGIUNTO ALTRI NOMI DI ISRAELIANI CHE SONO ANTISIONISTI E SE FOSTE DAVVERO CORRETTI LO PUBBLICHERESTE…LA VOSTRA CENSURA DIMOSTRA CHE AVETE PAURA DELLA VERITà SOPRATTUTTO QUANDO è ARGOMENTATA CON FONTI (LO AMMETTETE ANCHE VOI SCRIVENDO CHE: NON SI CENSURANO COMMENTI PER MANCANZA DI ARGOMENTAZIONI – APPUNTO PERCHè IL MIO COMMENTO ERA FORTEMENTE ARGOMENTATIVO..A DIFFERENZA DEI VOSTRI) PUBBLICATELO, SE SIETE ONESTI..E LASCIATE CHE SIANO I LETTORI A GUIDICARE…POI SE UNO è STUFO LEGGE LA PRIMA RIGA E POI SMETTE DI LEGGERE, NON SERVE CENSURARE CON LA SCUSA CHE DITE VOI..QUESTA è PURA CENSURA. NON ABBIATE TUTTE QUESTE PREMURE VERSO I VOSTRI LETTORI, SE SONO STUFI DI LEGGERE I MIEI COMMENTI POSSONO FARLO SMETTENDO DI LEGGERE ANCHE SE IL COMMENTO VIENE PUBBLICATO… VI DO UN ALTRA POSSIBILITà…RISCRIVO IL COMMENTO CENSURATO QUI SOTTO…LASCIATE GIUDICARE A CHI HA VOGLIA DI FARLO SE è FILOPALESTINESE…PERCHè NON LASCIARE LA LIBERTà DI LEGGERE COMMENTI ARGOMENTATI (CON FONTI) A CHI VUOLE LEGGERLI?

  7. Secondo Protocollo ha detto:

    essere antisionista VUOL DIRE essere antisemiti. PUNTO. Le argomentazioni ineccepibili che lei dice di presentare sono quelle tipiche della propaganda filo -palestinese che può trovare su qualsiasi altro sito tipo iNFOPALLA, IRIB e via dicendo. Poi,come detto, sono anni che dibattiamo con persone come lei. E’ tempo perso. Se non le piace come amministriaamo il sito il mouse è alla sua destra (o sinistra se è mancina). Un cick ed è su INFOPALLA che certamente avrà argomentazioni più consone alla sua natura.
    In merito alle SUE FONTI. Ognuno ne potrebbe produrre si altrettante di parte opposta e saremmos empre da capo (dopo anni e anni). NO, qui non si fa. Qui si racconta la verità, non si organizzano vacanze per Gaza.
    PS
    Grazie per la “gentile e generosa possibilità che ci ha dato di ripubblicare il suo commento” come vede noi siamo masochisti e perduriamo nel pubblicare commenti di pura propaganda antisemita (ops, pardon, antisionista) e filo-palestinese. Come detto il 90% della rete è vostra. Andate pure

  8. Aaron ha detto:

    ma voi ancora perdete tempo con questi invasati antisemiti? Sono come quei parassiti che difendono, non un ca–zo da fare.
    Silvia, sta partendo una nuova flotilla per Gaza, perché non ti unisci a loro, potrai godere della splendida accoglienza di Hamas (e chissà che non ti piaccia pure). Stai attenta però, non fare troppo la moderna con i barbuti se no fai la fine di un tuo illustre predecessore

  9. Dido ha detto:

    A Silvia. Non è una rimembranza del Leopardi, tantomeno penso possa riferirsi al suo gentile e onesto apparire, perchè dai suoi scritti traspare la rabbia e la disonestà di coloro che ancora si spellano le mani per applaudire al ricordo del povero pacifista italiano, Vittorio Arrigoni, assassinato dai suoi amici palestinesi perchè portatore di vizi occidentali, inesistenti tra gli islamici perchè veri uomini, e perchè la sua religione non era consona ai dettami dell’Illuminato (Allah).
    Quel terribile muro che l’Onu ha condannato, così come fate voi naturalmente, ha salvato migliaia di vite umane isareliane e palestinesi, perchè quando i terroristi mettevano le bombe sugli autobus se ne fregavano se salivano donne, bambini, e poveri palestinesi. L’importante era scatenare l’inferno, la paura, per terrorizzare un Paese. Ora questo non avviene più, a discapito dell’Onu, di voi, e delle mancate vittime……
    Continuate a scrivere su questo blog, le vostre “informazioni” ci saranno sempre utili per capire quanto dobbiamo essere forti e determinati nel contrastarvi.

  10. diddolo ha detto:

    Non è l’esistenza del muro quella che viene contestata, non dai pacifisti ma dall’intera comunità internazionale, ma il suo tracciato.
    Un muro, una barriera, un confine sicuro è un diritto di qualsiasi Stato. Se l’Italia volesse costruire un muro lungo quello che fu il confine con la Francia (se non fossimo nell’area di libera circolazione di S.) sarebbe una sua decisione lecita.
    Quello che però non si può scordare è che c’è un altro popolo nel territorio dal giordano al mare, oltre a quello israeliano, che si chiama palestinese, o arabo, o musulmano, o marziano come preferite voi, ma siccome c’è ha dei diritti che non gli si possono negare.

  11. Dido ha detto:

    Ecco diddolo, che cerca di ammorbidire il significato di quel muro, inviso a tutti coloro che vorrebbero la libera circolazione di terroristi assassini in Israele. Costoro, gli assassini, si sono ridotti a sparare missili sopra il muro, e se ne fregano dove cadono, e chissà cosa sparerebbero se non ci fosse. Ma diddolo arranca ancora sui diritti degli abitanti che vivono tra il Giordano ed il mare: i palestinesi! Ma si scorda di ricordare che ci vivono anche gli israeliani, e che dopo mille discussioni e trattative sfibranti, il suo amico Abu Mazen, si rifiuta di convivere con gli ebrei, non riconoscendo il loro diritto a vivere sullo stesso suolo. Allora come la mettiamo?

  12. Diddolo ha detto:

    Ma perche devi dire tante sciocchezze deliranti i un post solo?
    I diritti degli israeliani li rispetto e come, sei tu che nel tuo delirio non te ne rendi conto. Nessuno (o per lo meno non io) si sogna di dire che gli israeliani non abbiano diritto a autodeterminarsi nella terra in cui sono maggioranza, ma la questione é molto semplice, ci sono tra il Giordano e il mare 6 milioni di israeliani e 5 di palestinesi, ora le ipotesi sono due, o due stati, e allora Gaza e Cisgiordania sono solo ed esclusivamente dei palestinesi, sia perché sono il 99% della popolazione in quelle terre, sia perché é impensabile uno stato sovrano con un territorio ancora piu piccolo e frammentato. Oppure lo stato vi nazionale paritario.
    Tu non vuoi ne l’uno ne l’altro, pensi che i palestinesi semplicemente dovrebbero sparire o essere rinchiusi in una serie di bantusan sotto controllo israeliano, ma questo non accadrà mai.

  13. Dido ha detto:

    Diddolo, non sai leggere e capire quello che scrivo. Non sono gli israeliani che non vogliono i due stati, o altre forme di convivenza, ma sono i palestinesi con il suo grande capo, penna bianca Abu Mazen, a non voler nessun accordo. La loro carta geografica è stata stampata diversi decenni fa, e rappresenta la Palestina al posto di Israele. La maggioranza dei palestinesi sono “brava” gente, lavorano, amano i loro figli, ma hanno un leggero difettuccio: l’ebreo lo vorrebbero sì vicino a loro, ma sotto terra!

  14. diddolo ha detto:

    Vedi caro/a Dido, le sciocchezze propagandistiche possono funzionare con gli ingnoranti, ma credimi con me dovresti trovare spiegazioni un pelino più argomentate, le chiacchiere tipo “i cattivi palestinesi non vogliono la pace” oppure “abu mazen ruba i soldi delle tue tasse” stanno a zero, parliamo di cose concrete e misurabili.
    Visto che tu dici di voler la pace, e visto che è impensabile arrivare alla pace calpestando i diritti inalienabili di un popoli ne consegue che, come ho detto, o israeliani e palestinesi convivono in un unico stato con pari diritti o si dividono in due stati.
    Ora io che sono così antiisraeliano, come tu sostieni, sono dell’idea che gli israeliani abbiano tutto il diritto di avere il loro stato (che già hanno) nei territori tra linea verde e mare, laddove fosse questa la scelta e non quella dello stato binazionale. (che personalmente trovo disastrosa per via delle differenze culturali tra i due popoli che dovrebbero convivere, arabi e israeliani non sono come anglofoni e francofoni in canada)
    tu invece, e qui sta la differenza, non sei affatto dell’idea che i palestinesi abbiano tutto il diritto a farsi il proprio stato nel 20% di territorio che resta.
    se così non fosse capiresti quello che capiscono anche i bambini, ossia che se puntello quel misero 20% di colonie è chiaro che o le devo smantellare (come sostenevano gli israeliani all’inizio della colonizzazione, dicendo che era solo una momentanea misura antiterrorismo) e allora non ha senso costruirle, oppure le devo inglobare in israele, e allora non ha senso parlare di soluzione a due stati.
    Tu riconosci un diritto astratto dei palestinesi ad avere un loro stato, ma quando quel diritto astratto deve divenire concreto, e quindi deve trasformarsi in possesso della terra allora cambi subito idea.
    il tuo concetto di soluzione a due stati potrebbe essere così riassunto: gli israeliani hanno diritto al loro stato, e hanno uno stato. I palestinesi hanno diritto al loro stato, purchè non si sognino mai di costituirlo e si limitino a trattare in eterno con israele, la quale nel frattempo che tratta ha tutto il diritto di colonizzare lo stato nascituro.

  15. Dido ha detto:

    Diddolo, ti autorizzo a darmi dell’ignorante, del cretino, del deficiente, e tutto quello che può venirti in mete di offensivo nei miei confronti, ma per piacere non ergerti a difensore dei diritti degli israeliani e dei palestinesi, perchè stai facendo di ogni erba un fascio. La tua confusione mentale è talmente profonda che ogni ragionamento serio è impossibile farlo.
    Non girare intorno al problema, le tue deliranti spiegazioni falle a quelli che la pensano come te.
    Il problema è uno solo, e te lo spiego come si fa con i bambini delle scuole materne: Israele ha proposto ad Abu Mazen la creazione di uno stato palestinese assieme a quello israeliano? SI!
    Abua Mazen ha mai proposto una creazione di uno stato palestinese assieme a quello israeliano? No! Perchè? Perchè secondo penna bianca Abu Mazen gli israeliani non devono esistere, e tutti i discorsi fatti fuori dai consessi internazionali occidentali, questo viene ripetuto in modo continuo ed asfissiante. Nelle scuole i ragazzi palestinesi imparano la geografia con la cartina della Palestina al posto di Israele, e questo la dice lunga.
    Da che parte sta la buona fede e la voglia di una pace vera e duratura?
    Poi, tutto quello che dirai, te lo sbrodolerai adosso di tua iniziativa, convinto ovviamente dei tuoi ragionamenti, ma alla fine della fiera vale sempre il ragionamento semplice semplice, quello che tu non hai ancora capito.

  16. Secondo Protocollo ha detto:

    e magari potremmo anche ricordare che prima ancora che ad Abu Mazen la stessa cosa venne proposta ad Arafat concedendo praticamente tutto. Se poi i cosiddetti palestinesi (arabi che occupano la Palestina) non hanno fatto niente per questo è un’altro paio di maniche. E..Diddolo, la corruzione in seno alla ANP c’entra eccome, sono cose MOLTO concrete.
    Facciamo finta di essere potenti e di poter decidere noi: PRETENDIAMO DAI PALESTINESI IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI ISRAELE COME PRECONDIZIONE PER QUALSIASI TRATTATIVA.
    Come ti sembra la proposta?

  17. Dido ha detto:

    P.S. Diddolo: ti autorizzo anche a darmi della ignorante, della cretina, e della deficiente se ti fa piacere, ma deciditi una buona volta: o caro, o cara. Meglio sarebbe che non mi rispondessi, ma tant’è!

  18. diddolo ha detto:

    no mio caro Dido, israele non ha proposto la nascita di uno stato palestinese, ha proposto una trattativa sine die finalizzata, forse e chissà quando, alla nascita di un qualcosa di forse simile a uno stato palestinese.
    Ma la mia domanda non era riferita tanto al governo israeliano quanto a te.
    Se tu approvi la politica di colonizzazione, se tu consideri i territori della cisgiordania non palestinesi ma “contesi” se concordi con il nostro “difensore dei diritti umani” che gli arabi “occupano” i territori (ossia primo caso nella storia in cui occupante non è l’esercito che entra in una terra con i carri armati, ma la popolazione civile che sta li da secoli, come se i soldati americani dicessero che c’è qualche milione di iracheni che occupa illegalmente l’iraq) allora ti chiedo, dove dovrebbe sorgere questo stato palestinese?
    Due stati, o uno stato e un popolo in attesa di indipendenza possono contendersi un territorio, non il territorio. Ad esempio Grecia e Turchia possono contendersi l’isola di cipro, perchè sia la grecia che la turchia possono tranquillamente esistere come stati anche senza quel territorio (e lo stesso può dirsi delle isole malvine, del sud tirolo, etc) ma un popolo che assomma a svariati milioni di abitanti come quello palestinese dove dovrebbe costruire il suo stato? non in cisgiordania (ops volevo dire giudea e samaria) che occupano illegalmente da qualche centinaio di anni avendole trovate momentaneamente sfitte deduco…. perchè se per te è li che deve nascere quello stato allora non puoi che condannare le colonie, il tracciato della bariera (e non la sua esistenza) la politica di demolizioni di case illegali (ma illegali per quale legge? quella israeliana? allora è terra israeliana quindi gli abitanti hanno diritto alla cittadinanza?) e tutto quello che avete semprte proposto e approvato con l’ovvio presupposto che su quelle terre non valga, come in tutte le altre, il principio di autodeterminazione dei popoli, per cui se un popolo vive stabilmente in un territorio quel territorio è suo, ma un principio speciale per cui se un popolo vive stabilmente in un territorio….quel territorio appartiene a chi abita da generazioni a new york, Londra o mosca e magari in quei luoghi non ha mai messo piede.

  19. Dido ha detto:

    Diddolo: CVD!

  20. diddolo ha detto:

    ehm…veramente l’unica cosa che hai dimostrato e’ che al dila’ delle frasette propagandistiche, quando si va sul concreto e non ce la si puo’ cavare con gli slogan e le semplificazioni te la squagli!

  21. Dido ha detto:

    @ Diddolo: ” Poi, tutto quello che dirai, te lo sbrodolerai adosso di tua iniziativa, convinto ovviamente dei tuoi ragionamenti, ma alla fine della fiera vale sempre il ragionamento semplice semplice, quello che tu non hai ancora capito. ”
    CVD!

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