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La Palestina rende carta straccia il Diritto Internazionale

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Il Diritto Internazionale non è una burla, non è una cosa che puoi evocare ogni volta che fa comodo ai tuoi interessi. Il Diritto Internazionale è una cosa seria e molto complessa, fatta di regole rigide e non aggirabili a seconda di dove tiri il vento. Ma a quanto pare in Palestina (e non solo) pensano che il Diritto Internazionale possa essere riscritto solo per loro, che le rigide regole di cui è composto possano essere aggirate per fare un favore alla Palestina.

Lo scorso 1° aprile il presidente della ANP (Autorità Nazionale Palestinese), Abu Mazen, ha firmato la richiesta di adesione della Palestina a 15 trattati internazionali tra i quali il più importante è la Convenzione di Ginevra. Ora, il problema di non poco conto è che per firmare quei trattati ci sono delle regole precise tra le quali la più importante è quella che occorre essere uno Stato riconosciuto e giuridico, con confini ben definiti, con buoni rapporti di vicinato e rapporti diplomatici, con una leadership riconosciuta ed eletta democraticamente che sia cioè rappresentativa di quello Stato e di quel popolo. Su queste basi il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha già respinto nel 2011 la richiesta palestinese di essere riconosciuto come Stato perché la Palestina non soddisfaceva quei requisiti.

E allora, cosa è cambiato in questi tre anni? Nulla, assolutamente nulla. La Palestina non esisteva nel 2011 e non esiste nel 2014. Non ha un rappresentante eletto democraticamente e che rappresenti il suo popolo. Non ha confini ben definiti. Ma soprattutto, non ha rapporti di buon vicinato né rapporti diplomatici. Anzi, considerando che le due maggiori forze politiche in Palestina, Hamas e Fatah, hanno nel loro statuto l’obbiettivo di distruggere Israele i rapporti di buon vicinato sono proprio da escludere. E negli ultimi giorni anche l’Egitto ha compiuto passi importanti di allontanamento dalla Palestina e in particolare da Hamas.

Eppure alcuni pensano già di accogliere questi 15 documenti e quindi, sostanzialmente, di riconoscere la Palestina. Se ho ben capito lo ha già fatto la Svizzera che è la depositaria della Convenzione di Ginevra, e persino Ban Ki-Moon si sarebbe attivato per convincere gli Stati membri dell’Onu a fare altrettanto.

Per assurdo la cosa si potrebbe addirittura rivoltare contro Abu Mazen. Infatti un gruppo di avvocati israeliani guidati da Mordechai Zivin ha depositato una denuncia contro di lui presso il Tribunale Internazionale per crimini di guerra. La denuncia si basa sul fatto che essendo Abu Mazen autoproclamato Presidente di tutti i palestinesi, lui stesso è responsabile delle azioni di Hamas e Fatah oltre che di tutti gli atti di terrorismo in quanto questi atti vanno contro la Convenzione di Ginevra. Tuttavia il Tribunale Penale Internazionale ha rigettato la denuncia affermando che non essendoci uno Stato della Palestina e, quindi, non avendo la Palestina firmato l’adesione alla Convenzione di Ginevra, non si può procedere contro Abu Mazen. Ma è chiaro che se la Palestina dovesse firmare quella convenzione le cose cambierebbero.

Rimane il fatto che quando si tratta di Palestina le convenzioni, i trattati e soprattutto il Diritto Internazionale diventano carta straccia, non hanno più alcun valore. Per loro si può sorvolare su tutto e se per aderire a quelle convenzioni si deve avere certi requisiti che i palestinesi non hanno, poco importa. Quando si nomina la Palestina si riesce a rendere carta straccia il Diritto Internazionale.

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  • Dopo la ridicola “dichiarazione dei diritti dell’uomo secondo l’islam”, parodia di quella ufficiale, e la stupidità e referenza con cui è stata accolta, questi islamici possono permettersi di tutto. Ma solo finchè alla guida delle nazioni ci saranno dei politici senza dignità, sottoprodotti della specie umana. Tra simili hanno tanto da condividere. Svegliamoci.