Papa Francesco in Israele (Terra Santa). Un po’ di corrette definizioni

Written by | Blog, Opinioni

papa-francesco

Premetto che rispetto moltissimo Papa Francesco, lo considero un importante cambiamento nella Chiesa Cattolica anche se ancora è solo ai primi passi. Sarà completo solo quando, oltre a prendere posizione sui preti pedofili e sui lussi della Chiesa, inizierà a vedere e ad ammettere quello che realmente accade tra Islam e resto del mondo, cioè un attacco religioso senza esclusione di colpi da parte islamica. Ma la filosofia di porgere l’altra guancia evidentemente è dura a morire.

Premesso questo vorrei fare alcune considerazioni sui termini che sento usare in questi giorni in merito al viaggio di Papa Francesco in Medio Oriente.

Terra Santa – La Terra Santa ha un nome, Israele. Solo in parte è in Giordania. Ma per favore non chiamatela Palestina. Il nome Palestina è stato dato dai romani a una terra ebraica per definire una provincia che racchiudesse diverse regioni tra le quali la Samaria, la Galilea, ecc. ecc. tutte terre ebraiche. Solo dopo la nascita di Israele un egiziano, Yasser Arafat, ha inventato dal nulla la Palestina intesa come Stato Palestinese. A tutt’oggi la Palestina non esiste come Stato. E’ solo una entità astratta.

Campi profughi palestinesi – Vedendo un servizio su RAI news24 ho sentito parlare di campi profughi palestinesi. E’ un termine fortemente fuorviante per due motivi: il primo è che non ci sono profughi palestinesi in quei territori e i pochi veri profughi palestinesi, cioè quei pochi rimasti dalla fuga dopo la nascita di Israele, sono in Libano e Giordania. I sei milioni di profughi considerati dalla UNRWA tengono conto di tutti i discendenti dei fuggitivi originali quindi, per il Diritto Internazionale, non sono profughi. Il secondo motivo è addirittura più subdolo perché quando uno sente parlare di “campi profughi” si immagina subito quelli veri che tante volte vediamo in Africa o in altri teatri quando invece questi sono vere e proprie città con ogni tipo di servizi. Niente a che fare con un vero campo profughi.

Pace in Medio Oriente – Il Papa, come giustamente deve fare una figura del genere, ha lanciato e lancerà un forte appello per la pace in Medio Oriente. Il fatto è che quando si parla di “pace in Medio Oriente” si sottintende sempre e comunque il cosiddetto “conflitto israelo-palestinese”. In realtà i veri conflitti in Medio Oriente sono altri. Penso a quello in Siria, alle stragi quotidiane in Iraq, alla difficile situazione in Egitto, alla dittatura mascherata da democrazia esercitata da Hezbollah in Libano. La “questione” israelo-palestinese è solo secondaria rispetto a tante altre crisi. E poi certi appelli andrebbero lanciati verso obbiettivi ben precisi, cioè verso coloro che con il loro odio contro Israele impediscono un accordo stabile e definitivo sulla questione israelo-palestinese, andrebbe indirizzato a tutti i gruppi terroristici che insanguinano la regione, a tutti quei “poveri palestinesi” che ogni giorno provocano incidenti con il lancio di sassi o agli sterminatori di intere famiglie israeliane. Solo così un appello del genere avrebbe un senso.

Prigionieri palestinesi – Nello stesso servizio di Rai news24 menzionato prima si parlava anche di “prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane” e della richiesta al Papa delle famiglie di questi “detenuti” di un suo intervento a favore della loro liberazione. Anche in questo caso siamo di fronte a una serie di fattori fortemente fuorvianti. I palestinesi detenuti in Israele non sono né detenuti politici né detenuti comuni, sono terroristi macchiatesi dei peggiori crimini, attentati, omicidi di bambini, reati gravissimi che in qualsiasi paese democratico sonno puniti con la prigionia. Perché mai Israele dovrebbe rilasciarli? E come fa il Papa a chiedere la liberazione di terroristi omicidi?

Come detto, rispetto moltissimo Papa Francesco, però credo che le parole dette da una figura del suo calibro siano importanti, per questo bisognerebbe avere il coraggio di esprimerle in maniera corretta. Non credo che la Chiesa Cattolica sia pronta a fare questo, non credo che ne abbia il coraggio. E’ un peccato, un vero peccato.

Last modified: Dic 3, 2017

2 Responses to :
Papa Francesco in Israele (Terra Santa). Un po’ di corrette definizioni

  1. igor ha detto:

    che dire poi della sceneggiata tutta filo-pal fatta davanti al muro di sicurezza? Qualcuno ricordi a Papa Francesco il perché di quel muro.
    Purtroppo ho l’impressione che la chiesa cattolica continui ancora a ritenere l’ebraismo peggiore dell’islamismo e questo la dice lunghissima

  2. Ettore ha detto:

    In quel murales del Presepio… Mancava solo il Santo Corano nella mano di Gesu’ bambino ma l’idea…C’era!!! Salam per il Futuro.-

Comments are closed.