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La Pasqua dei cristiani in Medio Oriente garantita solo in Israele

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Oggi è Pasqua e l’unico pensiero che abbiamo noi in occidente è quello di pensare a come la trascorreremo e la festeggeremo e non se la trascorreremo o se potremo festeggiarla. Non è così in Medio Oriente se si fa eccezione per Israele dove la libertà di culto è garantita.

In Siria la situazione dei cristiani (circa il 10% della popolazione) è drammatica e quella che fino a pochi anni fa era una tradizione oggi in molte aree del territorio siriano è diventata solo una utopia a causa della presenza delle milizie islamiche. Paradossalmente la Pasqua in Siria viene festeggiata solo nei territori controllati dal regime.

A Gaza nemmeno se ne parla di festeggiare la Pasqua cristiana anche se bisogna ammettere che i cristiani a Gaza sono davvero pochi, non perché non c’erano ma perché quei pochi che c’erano sono stati costretti a fuggire.

In Egitto il nuovo Governo garantisce ai cristiani i festeggiamenti della Pasqua ma in alcune zone, per esempio nel Sinai, la presenza di milizie islamiche sconsiglia caldamente qualsiasi festeggiamento. Stessa situazione nel sud del Paese ai confini con il Sudan. Da quelle parti meglio non far sapere di essere cristiani.

In Libano per il momento si può festeggiare, ma anche li meglio non fare troppo i “gradassi” specie se si è vicini alle città palestinesi (qualcuno ancora si ostina a chiamarli campi profughi).

In Cisgiordania i pochi cristiani rimasti possono festeggiare la Pasqua solo nelle zone a controllo israeliano. Nelle altre aree non ce ne sono più di cristiani. Poi i palestinesi parlano di “pulizia etnica” ma di quella che hanno fatto loro nei confronti dei cristiani nessuno ne parla.

In Giordania la Pasqua si festeggia a condizione di non essere troppo invasivi specie se da quelle parti passa qualche adepto della Fratellanza Musulmana. Non è che la polizia giordana garantisca particolare protezione se un cristiano viene malmenato da un musulmano, quindi meglio essere prudenti e magari festeggiare al chiuso di una casa.

Lasciamo stare Arabia Saudita e vari emirati del Golfo, da quelle parti si rischia la vita solo a girare con la croce al collo figuriamoci a festeggiare una festa cristiana.

Alla fine l’unico posto dove è possibile festeggiare la Pasqua con tranquillità è Israele, cioè l’unica democrazia in Medio Oriente che però, guarda caso, è l’unica che tutti cercano di distruggere a partire proprio dall’occidente cristiano. Se i pellegrini possono visitare il Santo Sepolcro, la Chiesa della natività e tutti i luoghi sacri ai cristiani lo devono solo al fatto che quei luoghi sono tutelati dagli israeliani. Se così non fosse, se cioè fossero gli arabi a controllarli, nessuno potrebbe visitarli e, come è successo per le statue del Budda in Afghanistan o per i mausolei in Mali, con molta probabilità verrebbero pure distrutti.

Noi non ci pensiamo mai a queste cose perché diamo per scontato di poter andare a visitare quei luoghi con estrema tranquillità, ma se possiamo farlo è solo perché c’è Israele a garantircelo. E non è affatto una cosa scontata, questa garanzia di democrazia costa sangue israeliano. Ci pensino per un attimo gli odiatori la prossima volta che attaccheranno Israele.