Perché ancora la Francia? Perché il terrorismo islamico (chiamiamo le cose con il loro nome) colpisce ancora il territorio francese per di più usando ancora una volta un cittadino francese di origine araba, nato e cresciuto in Francia?

Ho l’impressione che la Francia, come il Belgio, paghi una politica di integrazione tentata e mai riuscita con il mondo musulmano, non riuscita non certo per colpa francese ma perché appare ormai più che evidente che non è possibile alcuna integrazione con un mondo così lontano dal nostro. Credo che ormai sia arrivato il momento di arrendersi all’evidenza dei fatti e di smetterla di cercare improbabili ragioni per questa mancata integrazione. Il problema non siamo noi, il problema sono loro.

Ed è proprio per affrontare il problema che non ci si può più esimere dall’analizzare i motivi per cui un ragazzo nato e cresciuto in occidente arrivi a gettarsi con un camion contro la folla inerme con l’unico obiettivo di fare una strage. Non si tratta di un disagio sociale come tra non molto gli “esperti” cercheranno di farci credere, non si tratta della conseguenza di un isolamento al quale sarebbero sottoposti i poveri ragazzi musulmani, è una balla clamorosa che non regge più. Il problema è il loro credo che non prevede nessuna integrazione con la nostra civiltà, nessun compromesso, nessun adattamento alla nostra vita. Al contrario, prevede che noi ci si debba adeguare al loro credo e alle loro barbare usanze e se non lo facciamo ne dovremo pagare le conseguenze. Tutto questo si chiama Islam e non c’è integrazione che tenga, non c’è un compromesso o una via di mezzo che preveda una qualche formula di convivenza pacifica. Per loro, anche se nascono e crescono in occidente, l’Islam rimane la via maestra da seguire, la Sharia l’unica legge da rispettare e che la democrazia vada all’inferno.

La Francia paga decenni di immigrazione islamica e non una errata politica di integrazione, semplicemente perché non esiste una politica di integrazione per l’islam. Prima lo capiamo e prima potremo affrontare concretamente il problema. Non si può convivere pacificamente con chi ritiene che la Sharia debba essere posta al di sopra di tutto, delle leggi nazionali, della civiltà e persino della libertà. Continuare a negare l’evidenza, continuare a credere che esista una forma di islam moderato senza che questo questo cosiddetto “islam moderato” rinunci alla Sharia, senza pretendere da questi “musulmani moderati” che prendano chiaramente posizione contro i loro correligionari che ci ammazzano nel nome dell’Islam, non è più nemmeno una forma di stupidità, è un suicidio. E non bastano nemmeno più le poche e ipocrite dichiarazioni di condanna, se i musulmani moderati esistono devono agire contro i terroristi, identificarli, combatterli, denunciarli alla legge e soprattutto rinunciare alla Sharia. L’indifferenza non può più essere tollerata.

Come è arrivato il momento di dire chiaramente e senza mezze parole che la Sharia è illegale, che non è compatibile con le nostre leggi così come non lo sono il nazismo, il fascismo e tutte quelle ideologie totalitarie. Vorremmo sentire la politica parlare con molta chiarezza su questo argomento. Solo allora potremo pensare che veramente il mondo politico faccia qualcosa per difenderci da questi fanatici. Ma fino ad allora, fino a quando la politica non farà qualcosa di concreto per mettere fuorilegge la legge islamica, sarà tutto com’è stato fino ad oggi, solo un esercizio di ipocrisia suicida. Questo ci dovrebbero insegnare la Francia e il Belgio, Parigi, Nizza, Bruxelles ma anche tutte le stragi fatte nel nome dell’islam e della imposizione della Sharia. Ma chissà quanti morti ci vorranno ancora prima di farcelo capire.

1 Comment

  1. GeertWilders4president

    Le imbecilli niqabbate della foto sopra con i cartelli pro shariah! Ecco perchè le donne musulmane NON mi fanno pena.

    Che il problema sono loro e non noi è scontato. Noi viviamo in europa da sempre, i muslims ci sono si e no da mezzo secolo.
    Siccome oramai la gente tutta ha capito che attentato=islam (al 99%) allora adesso ai paladini della giustizia sociale (dicasi – politicamente corretti) conviene anche raccontare balle – era un pazzo, era discriminato, era un nazista/simpatizzante di estrema destra (magari con tanto di capelli biondi e occhi azzurri), così magari la gente si allontana dal pensiero che a fare gli attentati sono i muslims. Però poi, questa gente si chiama tutta Mohammed, Aziz, Abdul ecc… e con questi nomi fai subito 2+2.