Perché colpire la tollerante Svezia? Un messaggio islamico all’occidente

Perché la Svezia? Ce lo siamo chiesti in tanti pensando all’attacco di due giorni fa e pensando a come proprio la Svezia sia in assoluto il Paese più ospitale e tollerante al mondo. Perché attaccare un Paese che accoglie tutti e non pone limiti alle perverse dinamiche islamiste?

A tal riguardo ho letto diverse analisi e quasi tutte, oltre allo stupore, parlano di ‘fallimento del sistema di accoglienza svedese’.

Secondo Robert Spencer, autore del blog Jihad Watch, «se il terrorista di Stoccolma è un musulmano, come quasi certamente lo è, allora questo è il risultato diretto delle politiche di immigrazione della Svezia». Spencer accusa la Svezia di essere responsabile di questo attacco proprio perché fino ad oggi è stata così tollerante verso i musulmani da permettere loro di tutto.

Leo Hohmann, nel suo libro ‘Stealth invasion’ ipotizza che la Svezia sia il «caposaldo della conquista musulmana attraverso l’immigrazione e il reinsediamento» e accusa la Fratellanza Musulmana di usare i profughi come mezzo per la conquista islamica dell’occidente.

Uno studio dei democratici svedesi denuncia come la Svezia sia diventata la patria dello stupro e che nei due terzi dei casi a commettere violenza sulle donne svedesi siano cittadini stranieri, ma che nonostante l’incredibile escalation degli stupri la Svezia non ha cambiato il suo sistema di accoglienza.

E allora perché il terrorismo islamico ha colpito la Svezia? La risposta, secondo me, sta nel fatto che in ogni caso non basta essere accoglienti e tolleranti con i musulmani. Loro non si accontentano di quello che gli viene dato, vogliono tutto. Se poi, proprio come nel caso svedese, c’è addirittura un eccesso nell’accoglienza e nella tolleranza, il risultato è che da un dito vogliono tutto il braccio.

Pensare che ci possa essere un qualche tipo di integrazione e di pacifica convivenza con l’islam diventa quindi molto difficile da credere e l’attentato in Svezia è li a dimostralo.

L’ex congressista americana, Michele Bachmann, afferma che «i multiculturalisti sono sempre gli ultimi a capire» e che «per l’Islam non esiste il multiculturalismo ma esiste una sola cultura, quella della Sharia». E’ in questo contesto che nasce la volontà di colpire la Svezia, cioè proprio quel Paese che ha fatto del multiculturalismo una bandiera e addirittura un vanto.

Il messaggio islamista è chiaro: vogliamo tutto, vogliamo la Sharia, non vogliamo né il multiculturalismo né la pacifica convivenza.

E il messaggio doveva essere così chiaro che per renderlo lapalissiano la cosa più logica da fare era colpire proprio il presunto simbolo del multiculturalismo occidentale, la Svezia.

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