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Perché combattono in Sud Sudan?

Quello che sta avvenendo in Sud Sudan è un vero confronto politico/militare tra due uomini, Salva Kiir da un lato e Riek Machar dall’altro, che non si sono mai amati e non, come dicono i media, una lotta intestina tra etnie diverse. Certo non si può negare che la rivalità etnica conti, ma in questo caso è secondaria.

Sud-Sudan-Riek-MacharRiek Machar ha sempre puntato alla leadership del Sud Sudan, prima cercando di sormontare l’insormontabile John Garang poi, visto che gli era impossibile anche quando Garang è morto, cercando di prendere il potere politicamente contro l’erede naturale di Garang, Salva Kiir. Anche in questo caso ha fallito e si è dovuto accontentare del ruolo di vice-presidente. Solo che Riek Machar non è uno che si accontenta. Già dai tempi di Garang si era formato una propria milizia personale composta da soli elementi di etnia Nuer e con quella aveva tentato la scalata al Sudan People Liberation Movement (SPLM) arrivando allo scontro armato con Garang. Ridimensionatosi forzatamente ha comunque continuato a lavorare nell’ombra prima contro lo stesso Garang poi contro Salva Kiir, anche quando lo stesso Kiir in un’ottica di fratellanza nazionale lo aveva eletto vice-presidente. Non ha mai congedato le sue milizie denominate Sud Sudan Independence Movement / Army (SSIM / A) armate e finanziate da Khartoum allo scopo di creare scompiglio tra i Nuer e i Dinka. Per questo motivo Salva Kiir lo ha destituito dalla carica di vice-presidente anche se tra le altre accuse c’era anche quella di corruzione.

Personalmente, e magari sarò un po’ complottista, nessuno mi toglie dalla testa che dietro all’inspiegabile incidente che ha provocato la morte di John Garang ci sia la mano di Riek Machar insieme a quella onnipresente di Hassn al-Turabi, ambedue contrari all’accordo raggiunto tra lo stesso Garang e il dittatore sudanese, Omar al-Bashir, anche se ufficialmente ne avevano accettato i contenuti. Quell’accordo, che nel 2011 portò all’indipendenza del Sud Sudan, non andava bene a Machar perché non concedeva il controllo totale dello Stato di Unity lasciando la parte ricca di petrolio al Sudan e perché non era chiaro sul destino della zona di Abyei, ambedue regioni a prevalenza Nuer. Di contro Hassan al-Turabi non voleva la separazione del Sud Sudan. Quando poi sono scoppiati i primi scontri tra Dinka e Nuer proprio nelle zone di Unity e di Abyei, e quando poi il Sudan ha schierato il proprio esercito lungo i confini con il Sud Sudan (per la questione del controllo della zona petrolifera di Abyei) Riek Machar non ha saputo far altro che riprendere i finanziamenti da Khartoum al fine di esasperare lo scontro etnico tra Dinka e Nuer.

Chiaramente la storia è molto più lunga e complessa e ci vorrebbero molte pagine per raccontarla, ma la sintesi è che, se è vero che Dinka e Nuer si combattono in Sud Sudan, alla base non c’è un vero e proprio scontro etnico ma uno scontro politico per il controllo del Sud Sudan.

Ora, per quel poco che ne so leggendo i media sudanesi Rebecca Garang, vedova di John Garang e attuale membro del Governo sud-sudanese, starebbe mediando tra Salva Kiir e Riek Machar per fare in modo che i due risolvano pacificamente le loro questioni. E’ l’unica forse che ci può riuscire perché rappresenta quell’unità del popolo sud-sudanese voluta fortemente dal marito a prescindere dalla etnia. Onestamente credo poco alla buona riuscita della mediazione, non fosse altro perché arrivati a questo punto Riek Machar è uscito allo scoperto e non credo possa tirarsi più indietro. Di una cosa però sono certo: se John Garang fosse stato vivo Machar sarebbe in fondo al Nilo Bianco da un bel po’.