Profughi curdi in Turchia: i disperati (veri) di cui nessuno parla

Quando negli anni novanta l’esercito turco fece tabula rasa dei villaggi curdi, quelli che non morirono ammazzati dalle bombe e dal gas nervino, si riversarono in massa nei campi allestiti “magnanimamente” per loro da Ankara attorno a Diyarbakir e Batman. Oggi sono ancora li e nei giorni scorsi centinaia, migliaia di nuovi profughi si sono aggiunti a questi diseredati di cui nessuno osa parlare per non irritare i califfi turchi.

Negli ultimi giorni l’esercito turco ha ripreso a bombardare e ad incendiare i villaggi curdi rei, secondo le autorità turche, di nascondere gli indipendisti del PKK. I morti tra i civili sono stati decine e decine ma non una sola goccia d’inchiostro è stata spesa per loro, non una sola denuncia da parte delle cosiddette “grandi organizzazioni per la Difesa dei Diritti Umani”. Chissà, sarà perché sono tutte concentrate sulla questione palestinese e non hanno il tempo di pensare anche ai curdi. Sarà perché ancora sono dietro alla storia della Marmara. Oppure sarà perché Ankara è tanto generosa (generosissima) con gli amici?

Fatto sta che nessuno sentirà mai parlare di Pasanca, di Gunesli o di Mesheli. Nessuno sentirà parlare di Narli o di Cukurca, di Uzumlu o di Kavakli, tutti nomi di villaggi che non ci sono più, letteralmente rasi al suolo e bruciati, una tabula rasa senza precedenti. E come negli anni novanta i sopravvissuti si sono diretti verso l’unico posto in grado di accoglierli e di dar loro un riparo, i campi profughi di Diyarbakir e Batman. Ma attenti, se vi immaginate dei campi profughi come quelli che ci sono in Libano o a Gaza, vere e proprie città, vi sbagliate di brutto. Qui non vivono nelle case, non hanno mercatini rionali con ogni ben di Dio, qui vivono nelle tende, piccole canadesi da due posti che accolgono una decine di persone. Campi profughi nel vero senso della parola.

E l’Onu? L’UNHCR? La Croce Rossa? La mezza Luna Rossa? Non possono entrare in questi campi. Anzi, a dire il vero potrebbero, lo facevano fino a qualche anno fa. Poi la Turchia, nel timore che la voce di civili ammazzati si diffondesse, ha iniziato a togliere qualche permesso di troppo e loro, offesi, se ne sono andati. Che cavolo, sono curdi mica palestinesi. Se la possono cavare benissimo da soli.

I più fortunati si sono costruiti una casa a Batman, hanno sfornato qualche figlio e magari hanno aperto anche una attività. I meno fortunati hanno cercato di far ritorno ai villaggi bruciati per ricostruirli, ma appena succede qualcosa, appena qualche comandante dell’esercito turco si alza con la luna storta e decide di incendiare un villaggio, tornano alla loro canadese, sempre che nel frattempo non sia stata occupata da qualche altro sfortunato del villaggio vicino incenerito il giorno prima.

Questo è il Kurdistan, non è la Palestina. Il Governo turco chiede il silenzio e il silenzio gli viene dato. Ogni tanto qualche voce si alza ma viene subito sommersa dalle imperterrite urla dei marinai delle varie flotilla. Qui non servono navi per aiutare questi poveretti, basterebbe una bella colonna di camion. Ma qui non entra nessuno e si muore con una facilità disarmante, riscontrabile solo nei campi profughi africani. Ma sono solo curdi, non meritano una goccia d’inchiostro.

Miriam Bolaffi

Recently Published Stories

kurdistan referendum

Kurdistan: forse non è proprio il momento migliore

Non basta essere determinati, forti e senza paura per affrontare una situazione come quella che si prospetta subito dopo il referendum, serve essere supportati pesantemente, serve avere sostegno militare e diplomatico, cosa che il Kurdistan oggi non ha

nazifascismo islamico

Vogliamo combattere il nazifascismo? Cominciamo dalla Fratellanza Musulmana

Vogliamo veramente parlare di nazifascismo contemporaneo e di come combatterlo anche attraverso la nuova legge Fiano? Bene, facciamolo, ma facciamolo seriamente partendo dal combattere la Fratellanza Musulmana

iran corea del nord

Iran e Corea del Nord: stesse minacce, reazioni diverse. Perché?

Come mai il mondo ignora completamente le gravissime minacce iraniane a Israele mentre per la Corea del Nord non si contano più le reazioni e le riunioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu?

Apologia del fascismo e il pericoloso DDL Fiano

Non mi piace il DDL Fiano, lo dico da antifascista convinto. Si presta a troppe interpretazioni e assomiglia tanto a un escamotage per silenziare il dissenso, fa cioè una cosa fascista che è proprio quello che dice di voler punire

11 settembre jihad globale

16 anni di Jihad globale e stiamo perdendo la guerra

A 16 anni dall’attacco alle torri gemelle ancora ci rifiutiamo di vedere la realtà e cioè che siamo in guerra con l’Islam, una guerra che noi ci rifiutiamo di combattere diventando facili prede della Jihad globale

nazifascismo italia

Nazifascismo in crescita in Italia. Le responsabilità della sinistra

Non sarebbe male per la sinistra fare un sano “mea culpa” sulla situazione che si è venuta a creare in Italia a causa di una politica stupida e arrogante

Profughi curdi in Turchia: i disperati (…

by Franco Londei tempo di lettura: 2 min
0