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Qualche riflessione sui migranti. Attenzione, post ad alto tasso di “fascismo”

Naturalmente non è affatto un post fascista, ma sono certo che ci saranno coloro che non perderanno occasione per etichettarlo come tale perché, si sa, quando qualcuno non è d’accordo con l’accoglienza incondizionata di centinaia di migliaia di finti richiedenti asilo e migranti economici, la parola “fascista” è quasi un obbligo. E allora tanto vale prevenire i possibili fenomeni da baraccone ammettendo che secondo i loro “incontestabili” parametri chi non accetta questo incredibile fenomeno debba essere per forza un fascista e un troglodita.

Primo punto di riflessione. Cominciamo dai termini usati da chi è favorevole alla immigrazione selvaggia e senza regole. Non possono certo dirci che le centinaia di migliaia di immigrati che arrivano sulle nostre coste sono nella maggioranza dei casi migranti economici. E allora cosa dicono? Per mesi ci hanno detto che erano siriani, poi la cosa non ha retto più. Allora, fuggono dalla guerra e dalla miseria, sono rifugiati climatici (questa è l’ultima tendenza legata al global warming), sono minori non accompagnati. Senti un servizio alla TV e sembra che ci siano solo donne incinta e bambini a bordo delle navi. Tutto questo è assolutamente fuorviante e cerca di legittimare la sistematica richiesta di asilo da parte dei migranti, una richiesta legata esclusivamente alla volontà di prendere tempo e ben imbeccata da parte dei cosiddetti “volontari” i quali appena i migranti arrivano gli spiegano nei dettagli come fare ad aggirare tutte le regole nazionali e ad approfittare, abusandone, del Diritto Internazionale (questa è la cosa mi mi urta più di tutte perché ostacola chi è veramente un rifugiato e ha il diritto di fare richiesta di protezione internazionale).

Secondo punto di riflessione, chi è stato in Africa sa benissimo che difficilmente gli africani onesti lasciano la loro terra. Persino in mezzo a una guerra cruenta e sanguinosa tendono ad allontanarsi il meno possibile dai loro villaggi. A volte, per la loro sicurezza, vanno addirittura forzati ad allontanarsi. Quindi, chi sono questi che arrivano sulle nostre coste? Dove prendono i mezzi per arrivare in Libia considerando che 100 euro in Africa sono un capitale? Figuriamoci poi per chi fugge dalla guerra, quella vera, che spesso non ha con se nemmeno lo stretto indispensabile e riesce a malapena ad arrivare agli IDP camp’s più vicini. Guardate a quello che sta succedendo in Uganda con la guerra in Sud Sudan e ditemi se pensate veramente che questa gente possa essere in grado di raggiungere le coste della Libia e pagare anche i trafficanti di uomini. Quindi ripeto la domanda: chi sono questi che arrivano sulle nostre coste?

Terzo punto di riflessione: il Diritto Internazionale. L’abuso del Diritto Internazionale di cui ho parlato prima, perché di abuso si tratta, da parte dei migranti economici e da parte di chi fa business con questa vicenda viene pienamente a galla con le richieste di asilo. Ne ho già parlato in tempi non sospetti, i cavilli legali che permettono ai migranti economici di trasformarsi in richiedenti asilo (almeno per un paio d’anni) sono tantissimi e, checché se ne dica, il Governo può fare poco o nulla per impedirlo. Appena arrivano in Italia (e persino sulle navi) i migranti vengono immediatamente istruiti a dovere su come fare richiesta di asilo. Intendiamoci, è un Diritto di chiunque fare tale richiesta, ma è un dovere non abusare del Diritto Internazionale avanzando richieste di protezione internazionale quando non se hanno i requisiti. Chi incentiva i migranti economici ad avanzare richieste di asilo basate sul nulla compie quindi un abuso, non un reato (almeno credo), ma un abuso certamente. Non solo, così facendo danneggia coloro che veramente hanno i requisiti per chiedere la protezione internazionale costringendoli ad anni di attesa a causa delle migliaia e migliaia di richieste di asilo farlocche. Questo credo che sia lo scandalo più grosso di tutta questa faccenda perché permette a coloro che dicono di voler difendere i diritti dei richiedenti asilo di violare proprio quel diritto al quale si appellano abusandone per meri scopi economici.

Quarto punto di riflessione: gli immigrati sono risorse indispensabili. Nessuno mette in dubbio che gli immigrati regolari siano risorse indispensabili per il Paese. Lo sono veramente, qui in Italia come nel resto del mondo e non certo per raccogliere pomodori come dice un noto figlio di attore. Ma non si può confondere un tipo di immigrazione controllata e qualificata con quello che sta succedendo da un paio d’anni a questa parte in Italia. Il fenomeno è andato totalmente fuori da ogni controllo scatenando un conflitto sociale che non ha niente a che vedere né con il razzismo né con il bisogno di immigrati che può avere un Paese come il nostro. E’ una mera questione di numeri dove il razzismo non c’entra proprio nulla. Semplicemente non possiamo né accoglierli né tanto meno garantire loro un lavoro quando noi stessi abbiamo milioni di disoccupati. Chi afferma il contrario mente sapendo di mentire oppure gli immigrati gli interessano solo per raccogliere i pomodori in condizioni da schiavi, sottopagati e in balia dei caporali.

Quinto punto di riflessione: lo scontro sociale. Ebbene si, si rischia uno scontro sociale di proporzioni immani. La percezione tra la gente, a prescindere dalla loro fede politica, è che lo Stato pensi più agli immigrati che ai bisogni degli italiani. Magari non è così, anzi, sicuramente non è così, ma la percezione è questa. E’ una sensazione assolutamente trasversale alla fede politica. Basterebbe che alcuni sostenitori dell’immigrazione selvaggia uscissero dalle loro spiagge private o dai loro salotti per percepire con chiarezza questa sensazione. Ormai tra la gente comune non c’è più nessuno che nega la gravissima emergenza, né a destra né a sinistra. Solo il PD e la sinistra radicale si ostinano a negare l’evidenza facendo oltre tutto un errore politico a dir poco clamoroso.

Non ho parlato del rischio terrorismo perché penso che il terrorismo islamico non abbia bisogno di usare i flussi migratori per infiltrare jihadisti in occidente, per altro già ben presenti, ma anche in questo caso la percezione tra la gente è quella, sbagliata quanto volete, ma è quella. Ho l’impressione che sulla faccenda degli immigrati tra chi governa e la gente della strada si sia formato un solco insormontabile. Sono ormai anni che accettiamo inermi le decisioni dei governanti italiani in merito alla immigrazione, anni che vediamo le navi andare a prendere i migranti quasi sulle coste libiche, anni che assistiamo allo sperpero di soldi pubblici quando abbiamo una larga fetta della popolazione che vive sotto il livello di povertà. Qui non c’entra il razzismo, il fascismo o il populismo, si tratta per una volta di affrontare il discorso con un minimo di buon senso. Non possiamo più reggere a questa pressione migratoria che, se non si fa qualcosa in fretta, non può far altro che aumentare. Poi datemi pure del fascista…