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Quando Israele voleva bombardare le centrali iraniane

obama-iran-nucleare-israeleMi perdoneranno gli amici di BUTAC se per una volta racconto qualcosa di cui non c’è traccia ma solo qualche“si dice” e alcuni gustosi retroscena. Voglio parlare di quando Israele voleva bombardare le centrali nucleari iraniane e Obama fece il diavolo a quattro per impedirlo.

Allora, parliamo di un racconto non confermato risalente al 2012 secondo il quale al culmine della ennesima tensione diplomatica tra Obama e Netanyahu il Premier israeliano decise di far partire l’attacco alle centrali nucleari iraniane. L’Arabia Saudita aveva dato l’OK per l’utilizzo del suo spazio aereo mentre altri aerei sarebbero partiti da una base in Azerbaijan. Si dice che Obama fu svegliato nel cuore della notte da un consigliere della difesa che lo avvertiva che i caccia israeliani erano già in volo e si trovavano già nel cielo saudita. Panico da parte di Obama che immediatamente si precipitò a chiamare Netanyahu per fare in modo di convincerlo a far rientrare gli aerei, missione in cui a quanto pare riuscì dando al Premier israeliano ben precise garanzie sul fatto che se nel giro di pochissimo tempo gli iraniani non avessero ceduto alle pressioni internazionali gli Stati Uniti avrebbero appoggiato l’attacco alle centrali nucleari.

Episodio vero? Episodio falso? Non si sa, è una storia che ha circolato per parecchio tempo negli ambienti delle intelligence, storia mai smentita o confermata dai diretti interessati. Vera o falsa che sia ci sono però alcuni fatti successivi che in parte potrebbero avvallarla. In primo luogo Obama si prodigò nel convincere i sauditi a togliere agli israeliani il permesso di sorvolare il loro spazio aereo, si diede da fare con l’Azerbaijan affinché non concedessero più a Israele l’utilizzo delle loro basi (c’erano già diverse squadriglie israeliane basate in Azerbaijan) e infine iniziarono “inspiegabili” fughe di notizie sulla politica di difesa israeliana. Insomma, Obama si impegnò parecchio per fare terra bruciata intorno a Israele e alla sua volontà di bombardare le centrali nucleari iraniane. E con il senno di poi possiamo datare proprio al 2012/2013 l’inizio dello scontro senza esclusione di colpi tra Obama e Netanyahu, uno scontro già in atto da prima ma che con il passare del tempo è arrivato a livelli inimmaginabili.

Oggi, dopo il raggiungimento del pessimo accordo sul nucleare iraniano tornano in mente quei momenti in cui tutti si dicevano convinti che Israele avrebbe attaccato le centrali iraniane da un momento all’altro e ci rendiamo conto di quanto subdola sia stata la politica di Obama negli ultimi anni nei confronti di Israele, l’ultimo episodio è di appena qualche giorno fa, ma con il senno di poi ne potrei elencare almeno una decina di episodi simili anche se di diversa natura. E allora ci chiediamo: cosa sarebbe successo se quella volta Netanyahu non avesse ceduto alle pressioni di Obama? Sempre ammesso e non concesso che la storia sia vera (ricordo di un articolo su Debka che lo raccontava ma non sono riuscito a ritrovarlo). Probabilmente sarebbe successo quello che è successo quando Israele il 6 settembre del 2007 bombardò il reattore nucleare di Assad che la Siria stava costruendo con l’aiuto della Corea del Nord, cioè nulla. Gli iraniani non avrebbero fatto la guerra contro Israele semplicemente perché allora non potevano. Oggi invece sarebbe tutto diverso proprio grazie alla politica di Obama/Chamberlain che ha permesso all’Iran di posizionare i suoi pasdaran sul Golan, cioè proprio sui confini con Israele. E allora penso che abbia ragione Liberman quando dice che sull’Iran sono state dette troppe parole e pochi fatti. Ma ormai probabilmente è troppo tardi. Come si dice dalle mie parti, Obama ce lo ha messo in quel posto.

1 Comment

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  • l’analisi mi pare quanto mai credibile, che Obama sia subdolo e vendicativo è verificato, che sia troppo tardi per uno strike pure.
    Non conosco più di tanto l’America, ma conosco e capisco ancora meno quella che ha eletto un simile figuro, ammesso che si renda conto del danno che ha prodotto