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Quella ipocrisia di dichiarasi “solo” antisionisti

antisionisti

Premetto che sono fondamentalmente d’accordo con Deborah Fait in merito alla Giornata della Memoria e sul fatto che sia un festival della ipocrisia. Ne ho avuto conferma ieri nel vedere importanti personaggi pubblici e politici sinistri notoriamente antisionisti rilasciare dichiarazioni di “dolore” in merito all’olocausto, gli stessi personaggi pubblici e politici che non perdono occasione per attaccare Israele e difendere i terroristi.

Detto questo, quello che si è potuto vedere in questi giorni che hanno preceduto questa importante Giornata della Memoria andrebbe analizzato in maniera diversa e forse in maniera un tantino più allarmistica di come viene fatto. Quello che abbiamo potuto vedere è un marcato ritorno del nazismo e dell’antisemitismo sottoforma di antisionismo. Non parlo, volontariamente, dei negazionisti puri che sono obbiettivamente pochi e talmente imbelli che non meritano una menzione nemmeno nella Gazzetta di Topolinia, sto parlando di quello che nasconde veracemente il negazionismo che io definisco “indotto”, cioè quello che nasconde secondi fini, il negazionismo di chi afferma che esiste una fabbrica della Shoah non perché ci creda veramente ma per mere ragioni antisioniste. Contestare la Shoah significa contestare alla base la nascita di Israele ed è questo l’obbiettivo primario dei negazionisti indotti. Non è una questione di numeri, di camere a gas o di forni crematori, solo un imbecille o un demente potrebbe contestare quello che è avvenuto, è una questione di antisionismo. Si contesta la Shoah per contestare la nascita di Israele.

Il brutto di tutto questo è che in Europa ci si sia abituati a questa deriva, che la si sia quasi legalizzata. Se uno afferma di non essere antisemita ma di essere “solo” antisionista lo si accetta come se niente fosse, come se fosse la normalità quando invece sono la stessa identica cosa. Si legalizza l’antisemitismo spacciandolo per antisionismo. La scusa è che non tutti gli ebrei sono sionisti e non tutti i sionisti sono ebrei. Da un lato è vero, ci sono ebrei come Moni Ovadia o Gad Lerner (solo per citarne un paio di famosi) che odiano il sionismo e ci sono sionisti non ebrei come il sottoscritto. Non è questo il punto, il punto è che l’antisionista è tale solo per mettere in discussione Israele perché è uno Stato fondato proprio sul sionismo. E mettere in discussione l’esistenza di Israele significa essere antisemiti. Su questo non ci sono discussioni.

Faccio un esempio. Se io mettessi in discussione l’Iran in quanto Stato fondato sull’Islam sciita sarei accusato di essere anti-islamico e antisciita? Se io mettessi in discussione l’Arabia Saudita in quanto stato islamico fondato sull’islam sunnita sarei accusato di essere anti-islamico e anti-sunnita? Bene, la stessa cosa dovrebbe avvenire per Israele. Se io metto in discussione lo Stato ebraico di Israele in quanto fondato sull’ebraismo e il sionismo devo essere accusato di essere antiebraico e antisionista e quindi antisemita.

Ma questo non avviene, anzi, paradossalmente ci sono ebrei antisemiti, che già di per se è un assurdo controsenso.

Non ci si faccia quindi ingannare dall’antisemita che si dichiara “solo” antisionista, quello che nel Giorno della Memoria ricorda i milioni di ebrei trucidati dai nazisti ma che il giorno dopo torna a lavorare contro Israele. Sono solo ipocriti, antisemiti puri che un giorno l’anno cercano di lavarsi la faccia per le porcate che fanno gli altri 364 giorni.

1 Comment

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  • Bravo! Israele è Sion, e Sion è Israele. Pertanto, antisionismo e anti israelismo (scusate il neologismo) sono sinonimi : e Israele è la mia patria in quanto ebreo : quindi è anche sinonimo di antisemita.