Ragazze rapite in Siria: quante stupide e inutili polemiche

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Ho già scritto in passato di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due ragazze italiane rapite in Siria mentre cercavano di portare aiuto e già in passato avevo detto che le polemiche da “leoni da tastiera” della serie “lasciamole li così imparano” mi sembravano proprio fuori luogo, un concetto che ribadisco oggi dopo aver dato una guardata veloce ai social media in seguito alla comparsa di un video che le ritrae (per fortuna) ancora vive.

A prescindere che uno può non essere d’accordo con le scelte fatte da Greta Ramelli e Vanessa Marzullo (e io sono tra questi), mi sembra francamente di assistere all’ennesimo capitolo della saga tutta italiana del tifo da stadio secondo la quale uno o sta da una parte oppure sta dall’altra. Non stiamo parlando di due bambole di pezza, stiamo parlando di due ragazze italiane (io le definirei ragazzine) che seguendo una idea, giusta o sbagliata che sia, si trovano in gravissimo pericolo. Potrebbero essere le figlie di chiunque. Eppure leggo che c’è una foltissima schiera di persone che le vorrebbe abbandonare al loro destino, altri che dicono “prima i marò”, che poi mi dovrebbero spiegare il nesso tra la storia dei due marò e quella delle due ragazze rapite in Siria. Credo che alla Farnesina siano in grado di seguire tutte e due le storie contemporaneamente ben sapendo che sono due storie completamente diverse.

Non lo so, mi sembra francamente che si sia persa ogni idea di umanità. Cosa facciamo, le condanniamo a morte perché sono andate ad aiutare i musulmani? Beh, lasciatemi dire che è una stronzata megagalattica, e lo dice uno che i musulmani non li ama per niente. Ci si chieda piuttosto chi le ha mandate in Siria in bocca ai terroristi, ci si chieda se questo signore ha qualche responsabilità e si agisca di conseguenza. Ma le due ragazze devono essere riportate a casa.

Il paradosso è che molto spesso chi scrive sui social media che “devono essere lasciate in mano ai sequestratori” sono gli stessi che ogni giorno scrivono contro l’immigrazione e che il Governo non pensa agli italiani, pensiero legittimo per carità, ma scusate, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo non sono forse due ragazze italiane?
Sarà che io sono abituato con gli israeliani che non lasciano mai indietro nessuno, neppure i morti, e quindi mi fa specie leggere in certe bacheche frasi di questo tipo, mi sembra un paradosso, ma questo è internet, il web delle stupide polemiche.

Last modified: Dic 3, 2017

16 Responses to :
Ragazze rapite in Siria: quante stupide e inutili polemiche

  1. Moreno ha detto:

    Spero che se la cavino, ma che il conto non lo paghiamo noi. Mi auguro anche che al ritorno non comincino a decantare i pregi di cotanta civiltà. Ho ancora un brutto ricordo delle due Simone. Ritengo comunque che le parole dette nel video non siano farina del loro sacco; “I mediatori e il governo sono responsabili”? Sembra un sollecito di pagamento…

    1. Franco Londei ha detto:

      certo Moreno che è un invito al pagamento, si vede chiaramente che la ragazza leggeva.
      Non so se faranno come le due simone, spero solo che vengano liberate a prescindere dal fatto che personalmente non sia d’accordo con loro. Ma mai e poi mai mi sognerei di augurare la loro morte o di chiedere che lo Stato non faccia nulla per loro

      1. Moreno ha detto:

        D’accordo con Lei, per quanto stupide o in malafade, sono pur sempre due esseri umani e pure ragazze.

  2. giuseppe napolino ha detto:

    Si parla di “pagamento” che lo Stato deve fare per liberare le due ragazze e mi viene un legittimo dubbio, dato che non è il primo riscatto che si paga, per la liberazione di ostaggi di varia estrazione politica o sociale. Si tratta di un dubbio e non di una certezza e va considerato come tale: se, per ipotesi, l’ufficio che dispone il pagamento di tali tangenti, fosse condizionato da un politico messo lì per volontà di gruppi malavitosi (chiaramente è pura fantasia, in Italia del tutto impossibile) che possano avere il potere di condizionare la politica, al punto di “organizzare” i rapimenti in terre straniere, per poi chiedere allo Stato italiano (a tutti noi) il riscatto, da spartire con i complici che operano all’estero, non sarebbe un modo geniale di arricchirsi gabbando gli italiani? Possono esistere nel nostro Paese furbacchioni del genere, perdipiù privi di quel minimo di coscienza civile, che dovrebbe portare a rifiutare solo il pensiero ad un tale delitto? Io penso di no, ma in un paese corrotto, che non è certo l’Italia, forse sì.

    1. Franco Londei ha detto:

      Di certo nel nostro paese c’è di tutto e può succedere di tutto, ma francamente questa mi sembra parecchio improbabile

      1. giuseppe napolino ha detto:

        Più che improbabile, direi impossibile, perchè in un Paese come l’Italia, dove la corruzione dei politici ed il condizionamento malavitoso dei servizi segreti, non esiste, non è pensabile qualcosa del genere. Tuttavia, onde evitare continui esborsi pubblici, suggerirei di emanare una legge che imponga a coloro che vanno a svolgere missioni umanitarie, per “conto loro”, di doversi assicurare, per proteggersi da eventuali richieste di riscatto, a carico della collettività. Si è fatto così per chi usa un mezzo a motore, costringendoci ad esborsi notevoli; per chi possiede una casa, c’è l’obbligo di assicurarla contro gli eventi negativi; siamo obbligati ad usare il casco anche se viaggiamo in città a passo di lumaca, per evitare esborsi della collettività. E’ prevista l’assicurazione per gli sport violenti o pericolosi. Perchè si dovrebbe escludere chi si mette in condizioni di pericolo, per conto suo e non della collettività?

        1. Franco Londei ha detto:

          In realtà Giuseppe questa è una proposta già fatta in passato, ma non si sono trovate assicurazioni disposte ad accettare il rischio. C’è una polizza del genere alla Lloyd di Londra ma ha un prezzo del tutto inaccessibile

  3. EMULMAN ha detto:

    nessuno le ha costrette ad andare…con tutto il volontariato di cui c’è bisogno qua in Italia non ci sono scuse, lo sapevano bene di cacciarsi in un guaio! questo è il risultato del buonismo imperante e a me scoccia che magari le liberano riscattandole coi MIEI soldi coi quali quelli dellì’ISIS compreranno altre armi…e mi scoccia pure che ritornerebbero qua in italia come “eroine”…gli piaceva tanto l’islam? che se lo godino e che ci restino… E AI DUE MARO’ PRIGIONIERI IN INDIA CHI CI PENSA????

    1. Stefano ha detto:

      Francesi,Inglesi,Russi e Americani non trattano con i terroristi,eppure hanno loro concittadini in mano nemiche.Perchè noi invece trattiamo?

      Lasciarle là.Le foto con bandiera siriana e cartelli inneggianti alla jihad postate dalle eroiche signorine sono ancora ben presenti nei social

  4. Milano ha detto:

    In linea di principio sono pienamente d’accordo con la tesi di londei.
    Non sarei però sincero se non esprimessi i dubbi che da fin dall’inizio nutro su questa vicenda.
    Se per esempio si sapesse (ma io non lo so) che le due ragazze si fossero di fatto convertite all’Islam prima di partire per la loro missione di soccorso, non pochi oggi penserebbero che il loro sequestro sia avvenuto con il loro consenso:
    un sequestro previsto senza rischi, che però costituirebbe una buona fonte di finanziamento per i tagliagole che le hanno rapite, oltre che un sostanziale reato di natura penale, forse non previsto dal codice per la sua «novità».
    Quello che sappiamo é che le due ragazze erano affettivamente molto attratte dalle popolazioni e dalla cultura arabo – islamica.
    Ho letto che una delle due studiava perfino l’arabo per essere loro culturalmente e affettivamente più vicina.
    Noi tutti ci siamo accorti in questi anni che non pochi italiani non considerano nostri nemici i terroristi che operano sequestri di italiani o attentati, come quello di Nassirija.
    Una parlamentare pentastellata ha perfino mostrato comprensione in Parlamento per il marocchino (non un iracheno) che si fece esplodere a Nassirija.
    Quindi si deve concludere che per costei la «causa politica ecumenico-islamica» del marocchino era moralmente superiore alle ragioni dell’intervento umanitario e ricostruttivo dell’Iraq operato dai nostri soldati.
    Ora é vero che si dice che tutte le culture e opinioni vadano rispettate, ma questo non significa che alcune vadano predilette anche laddove confliggono in modo evidente con i «nostri» valori fondanti.
    Ma ci sono poi questi valori negli italiani come le due ragazze di cui parliamo e tanti altri?
    Se invece riteniamo che «essere italiani» abbia solo una valenza giuridica – peraltro irrinunciabile- forse dovremmo dircelo più spesso, in modo da evitare che questo aspetto si appropri di significati che superino il confine strettamente giuridico.
    Naturalmente non spetta a me stabilire per tutti chi possa essere considerato «italiano» o meno.
    Non posso però non domandare e non domandarmi se a questo punto abbia ancora un senso definirsi all’ingrosso italiani o occidentali, per lo meno da un punto di vista etico-culturale, anch’esso irrinunciabile.

    1. Franco Londei ha detto:

      Milano ha centrato, come sempre, il punto

      Io non sono nemmeno entrato nel discorso “convertite o meno” né in quello del “presunto sostegno”, ho fatto un ragionamento prima da padre e poi da persona che sa cosa significa essere cooperante. Ho detto che mi fa specie vedere (anche oggi) su certe bacheche incredibili frasi di odio, frasi dette probabilmente senza nemmeno conoscere la storia di queste ragazze (io non ne so niente) o prendendo per buoni alcuni articoli al limite del ridicolo (ce n’è uno molto condiviso che parla addirittura del fatto che siano state inviate dai nostri servizi segreti, che poi sarebbe una ragione in più per riportarle a casa). Ci lamentiamo degli “odiatori” ma poi alla prima occasione ci equipariamo proprio a quegli “odiatori” che così tanto combattiamo? Per me è un controsenso.
      L’Italia ha sempre trattato per riportare a casa i propri ostaggi. Lo sta facendo anche con i marò, lo ha fatto per tanti altri e questo lo sanno anche i tagliagole ed è probabilmente l’unica ragione che ancora tiene in vita le due ragazze. Può non piacere ma così è sempre stato e così è oggi.
      Poi sulla stupidità di queste due possiamo stare a discutere per ore, senza problemi, anche se io discuterei del ruolo del loro “arruolatore” piuttosto che di altro, ma questo è un mio pensiero. Quello che voglio significare (e io sono tutto fuorché un buonista) e che vedere tutte quelle frasi d’odio dette da chi poche ore prima attaccava gli “odiatori” mi sembra davvero un controsenso.

  5. Stefano ha detto:

    Tutti i commenti letti fino adesso sono condivisibili ,ma credo che l’ “astio ” che molti italiani provano per queste due signorine, sono anche dovuti a come loro si sono presentate e sopratutto come i media le hanno presentate.

    Se non sbaglio loro si sono apertamente schierate con i ribelli,chi porta aiuti non deve schierarsi per uno dei contendenti ma aiutare il popolo che solitamente sta nel mezzo.

    E anche questo ha fatto aumentare l’astio

    Di volontari ne sono partiti tanti e molti partiranno ancora ma non ho visto nessuno con bandiere o striscioni inneggianti a gruppi jihadisti,che poi bisognerebbe “guardare” anche alla mente dell’organizzazione mi trova perfettamente d’accordo.

    L’onorevole anzi il cittadino DiBattista – come vogliono farsi chiamare i M5S – in estate esordi’ con la frase che con l ISIS si deve trattare……..una frase che si commenta da sola

    Concludo ancora dicendo che non si dovrebbe trattare mai,poi per quello che riguarda i Maro’ e tutta un altra storia

    1. Franco Londei ha detto:

      concordo nella maniera più assoluta sul fatto che chi fa cooperazione non si debba schierare (anche se poi è difficile farlo specie se da una parte c’è una feroce dittatura), solo che come Lei ha ben detto quello che sappiamo di queste due ce lo hanno raccontato i media. C’è la possibilità che diventino due nuove “vispe terese” o, peggio, due nuove “Sgrena”? Niente di più facile. Ma con questo “sospetto” le vogliamo condannare a priori?

      Poi sul fatto che non si dovrebbe mai trattare mi trova d’accordo ma l’italia fino ad oggi ha scelto una strada diversa.

      Su Di Battista bisognerebbe solo stendere un velo pietoso. Cosa non si fa per due votarelli….

  6. Milano ha detto:

    Credo a questo punto che tutti possiamo concordare sul fatto che la decisione se trattare o meno con i terroristi un riscatto per la liberazione delle due ragazze sia una decisione di natura politica e non giuridica.
    Stabilito questo, ognuno opererà legittimamente la sua scelta.
    A meno che non si voglia stabilire per legge che non si tratta in casi del genere.
    Mi augurerei, però, che gli inquirenti abbiano nel frattempo indagato sia sulle ragazze che su quelle persone con le quali le due ragazze erano in rapporto in Italia.
    Se esistessero dei fondati elementi per ipotizzare la premeditazione del sequestro, anche eventualmente con il consenso delle interessate, non sarebbe incompatibile che si accettasse di pagare un riscatto per la loro liberazione , per poi processarle in Italia insieme agli ideatori del sequestro.
    Naturalmente in questo caso andrebbero comunque processati questi ultimi, anche senza la liberazione delle due prigioniere.
    Tuttavia non sappiamo nulla e non ci fanno sapere nulla per evidenti ragioni di riserbo.

  7. Ignis ha detto:

    Il modo di argomentare di Franco Londei mi sembra improntato a grande equilibrio.non si schiera con chi giudica le due ragazze cretinette e soprattutto pone l’accento sulla responsabilità di chi,organizza le partenze dei volontari
    Giudicare queste ragazze in modo malevolo , esprimo ovviamente un parere personale, significa negare o non ammettere che possano esistere persone che agiscono perché animateda grande altruismo.e non da interessi mercenari

    1. Franco Londei ha detto:

      Uno dei concetti di base della cooperazione è proprio l’altruismo, l’aiutare la gente nella loro terra. A qualcuno questo può non piacere, a qualcuno può non piacere che si aiutino musulmani, ma questi signori che spesso sono gli stessi che urlano contro “l’invasione dei clandestini” e che affermano con forza che “bisogna aiutarli a casa loro”, dovrebbero spiegarmi come si fa ad aiutarli a casa loro senza andare fisicamente sul posto. Poi sul fatto che serva preparazione, che servano ONG serie alle spalle o che sia sbagliato schierarsi ne possiamo anche discutere. Ma francamente non vedo differenza tra queste due ragazze e i medici di Emergency che lottano contro Ebola. Sono due lavori certamente diversi ma ambedue rischiosi.

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