Blog Opinioni

Razzismo imbecille, assistenzialismo, sviluppo e terzomondismo

razzismo-foro-erute-nord-uganda

Credo di non vantarmi a vanvera se dico di aver dedicato una parte importante della mia vita a combattere il razzismo. Credo anche che la stessa importante parte di vita sia stata dedicata allo sviluppo di alcuni Paesi africani, mi ripeto, allo sviluppo non all’assistenzialismo che è ben altra cosa.

Ho sempre creduto che una delle migliori armi per evitare le fughe di massa dai propri Paesi d’origine sia lo sviluppo e per questo mi sono battuto in tutti gli ambiti in cui ho avuto modo di spiegare le mie ragioni, spesso scontrandomi con chi, per pure ragioni di interesse,  voleva invece fare dell’assistenzialismo l’unica politica dei Paesi in via di Sviluppo (Psv). A giudicare dai fatti, io ho perso e loro hanno vinto.

Perché faccio questa premessa quando il titolo parla di razzismo? Perché ritengo che gli ultimi attacchi razzisti contro la Kyenge finiscano per favorire l’idea terzomondista dell’assistenza piuttosto che una politica di cooperazione e sviluppo, perché penso che persone abituate proprio a quella idea terzomondista che sfocia nel puro assistenzialismo ci sguazzino in queste provocazioni e se ne approfittino per perorare la loro assurda causa.

Persone come la Kyenge e la Boldrini (cito queste due perché sono le più in vista) vengono da realtà di puro assistenzialismo (la prima da strutture sociali di assistenza, la seconda dall’UNHCR che è il simbolo dell’assistenzialismo) quindi non possono ,per la loro cultura, vedere nello sviluppo la soluzione del problema. E’ troppo complicato e comunque va contro la loro ideologia. Chiaro quindi che si facciano promotrici di leggi che si basano esclusivamente sull’assistenza e su presunti Diritti vantati a prescindere dagli immigrati. Non pensano minimamente di fare in modo che questi disperati abbiano quello che gli serve nel loro Paese d’origine, anzi, sono ferme fautrici dell’emergenza piuttosto che dello sviluppo nel lungo termine. Ci sono diverse ragioni dietro a questa ideologia, per buona parte ragioni economiche legate a business (immenso) degli interventi emergenziali, ma ne parleremo in futuro. Adesso il mio obbiettivo è un altro, cioè spiegare che gli attacchi razzisti contro la Kyenge finiscono per favorire l’assurda idea terzomondista che questa gente porta avanti.

Fateci caso, ogni volta che la Kyenge e la Boldrini vengono attaccate (in maniera del tutto vergognosa, volgare e decisamente razzista) la loro idea terzomondista prende quota. Cioè, tre/quattro imbecilli razzisti credendo di farsi belli finiscono per fare il loro gioco, che non è quello di risolvere il problema delle migrazioni alla fonte e alla base, ma di renderlo un “problema comune” e possibilmente emergenziale. E chissà perché ogni volta che queste idee prendono quota aumentano gli sbarchi e soprattutto gli ingressi illegali via terra, che sono la maggioranza anche se meno mediatici.

Cosa chiedo allora? Finiamola con queste dichiarazioni da comizio e affrontiamo il problema immigrazione con la giusta visione, perché il problema c’è e non si risolve con ricette assistenzialistiche che possono essere valide in Darfur o in Congo, ma non in Europa, tantomeno in Italia che è Paese di confine. Non facciamo il gioco di questa gente che ha grossi vantaggi dal promuovere l’assistenzialismo, ma soprattutto non facciamo di questa politica terzomondista l’unica politica della immigrazione. Togliamo fondi all’assistenzialismo di conboniana memoria e torniamo al concetto di sviluppo, i cui fondi sono stati letteralmente decimati. E’ una strada certamente più difficile, ma nel lungo periodo più pagante.

1 Comment

Click here to post a comment
  • Proprio un bell’articolo, esauriente , chiaro, scevro da perifrasi inutili.
    per secoli si è dato cibo(poco) agli affamati, negando loro i mezzi per procurarselo, si è dato poco di tutto perché non potessero essere liberi nei loro paesi. il risultato lo abbiamo sotto gli occhi.
    E se non si cambiano visione e pratica, non se ne uscirà più