Referendum Sud Sudan: un successo il primo giorno di voto

E’ stato un successo il primo giorno di voto in Sud Sudan dove la popolazione è stata chiamata a decidere attraverso un referendum se il Sudan Meridionale dovrà separarsi  o meno dal resto del Paese. Ne abbiamo reso conto ieri e alla conclusione della giornata è arrivata la conferma da parte delle autorità di Juba. Milioni di persone si sono messe in fila sotto il sole cocente per esprimere la loro opinione sulla secessione.

La scheda per votare con le istruzioni in iglese e arabo

I seggi sono stati chiusi alle 17 locali (le 14 GMT) quando ancora erano migliaia le persone in fila. Riapriranno questa mattina e per oggi si è pensato di spostare l’ora di chiusura un’ora avanti. Le votazioni dureranno fino al 15 gennaio per cui la popolazione  ha tutto il tempo per votare. File anche nei Paesi dove sono presenti grandi comunità di sud sudanesi della diaspora, in particolare in Uganda, Etiopia, Egitto e Kenya.

Purtroppo continuano ad arrivare notizie di scontri nella zona di Abyei. Anche questa mattina sono stati segnalati attacchi di milizie Misseriya nei confronti di Ngok Dinka. La troica delegata al controllo sulla situazione in Sud Sudan formata da Norvegia, Gran Bretagna e Stati Uniti ha espresso profonda preoccupazione per le tensioni in Abyei che rischiano di degenerare in scontri ben più gravi. Per questo hanno chiesto di potenziare la presenza di caschi blu dell’Onu nella regione. Nessuna notizia invece del temibili ribelli ugandesi del LRA (Lord’s Resistence Army) segnalati l’ultima volta vicino alla cittadina congolese di Aba, a pochi chilometri dal confine con il Sud Sudan.

Notizie positive arrivano al dal nord Sudan dove sembra che anche i più ostinati oppositori alla secessione del Sud si siano rassegnati. Ora si chiede che Nord e Sud Sudan lavorino insieme per il futuro della nazione e che vengano implementati accordi commerciali che consentano una separazione indolore.

Il Presidente americano, Barack Obama, ha fatto sapere di appoggiare totalmente la secessione meridionale e che difenderà la scelta della popolazione a qualunque costo ammonendo i Paesi contrari (Egitto e Lega Araba in particolare) a non interferire nelle faccende interne al Sud Sudan.

Intanto dalle nostri fonti ci arriva la notizia di una vera e propria corsa alla terra. Migliaia di sud-sudanesi del nord si stanno riversando in Sud Sudan  per accaparrarsi i pezzi di terra migliori, quelli per intenderci lontani dai laghetti ricchi di zanzare altamente nocive. Al momento non esiste in Sud Sudan una regolamentazione precisa sul possesso della terra, per cui il primo che arriva ne prende possesso. Anche questo in futuro potrà essere motivo di forti tensioni.

Secondo Protocollo

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