Report di Giorgio Trombatore (guarda il servizio fotografico – non adatto a un pubblico di minori)- Arrivo nell’Haut Uele` a fine giugno 2010. Sono nella provincial Orientale del Congo. L’obiettivo del mio viaggio è fare un assessment sanitario nel nord della provincia orientale del Congo per rendermi conto della situazione che centinaia di migliaia di congolesi dell’etnia Zande stanno vivendo da diversi anni a causa della presenza nel territorio di truppe del LRA di Koony.

Giunto a Dungu con un volo delle Nazioni Unite mi sistemo presso la parrocchia del potente Abbe` Kom conosciuto da tutta la comunità per l’impero che la Chiesa esercita in questa piccolo villaggio sperduto nel nord del Congo.

A Dungu rimango colpito dalla bellezza di questo paese immerso nel verde . Il paese sembra uno di quei paesaggi dei film di Tarantino…strade polverose, una chiesa nel centro del villaggio ed in qualsiasi momento ti aspetti di vedere un duello da due pistoleri, ed invece del duello sei sopraffatto dalla presenza di macchine delle Nazioni Unite. Qui la Monuc è rappresentata dall’esercito del Marocco. I marocchini si sono installati nei pressi di un antico castello abbandonato.

A Dungu parlo con dei missionari italiani che da oltre 35 anni si trovano in Congo. Padre Sergio mi mostra la parrocchia di Bamukande mentre mi parla della situazione catastrofica dei villaggi di Kiliwa, Duru, Paiko, e Bitima. Mi invita a prendere un caffè e poi mi guida attraverso i quadri della parrocchia fatti da un missionario olandese. Rimango colpito dalla bellezza di questi quadri…scene del vangelo ma il tutto dipinto come se fosse successo per le strade di Kisangani invece di Gerusalemme. Gesù , la Madonna , gli apostoli sono tutti disegnati come dei congolesi in poveri villaggi . Padre Sergio mi informa che nessuna delle agenzie umanitarie si avventura per l’asse che lega Dungu con Bitima. Il LRA è attivo e continua a mietere vittime e terrore. Chiedo informazioni sul centro di salute e tutto ciò che ottengo è un nome: Dr Benjamin.

Finalmente raggiungo l’ospedale centrale di Dungu. Il dottor Benjamin mi riceve nell’ufficio del suo ospedale. E` contento di vedermi. “Abbiamo bisogno di partners nel settore sanitario. International Medical Corps è la benvenuta.” Ringrazio e chiedo subito di discutere con lui sulla situazione sanitaria di Kiliwa, Duru e Bitima. Mi dice che non visita quei villaggi dal 2008, dall’ultimo attacco del LRA . Chiedo di visitare quei luoghi, mi risponde non se ne parla nemmeno. Insisto, gli dico: “portiamoci dei militari ma bisogna che andiamo su a vedere cosa succede”. Lascio il Dottore perplesso e mi organizzo il viaggio verso il nord.

Contatto il comandante delle FARDC che ha il suo accampamento vicino all’aeroporto di Dungu. Il colonnello si dice disponibile ad accompagnarmi ma mi dice che non ha mezzi come muoversi. Il giorno dopo mi presento con un pick up davanti all’accampamento militare. Con me c’è anche il Dottore Benjamin. Dopo due anni si decide a visitare i centri di salute . Il colonnello porta con se quattro soldati, che si sistemano di dietro.

Il viaggio che separa Dungu per Kiliwa dura un paio d ore. Il colonnello continua a fermare il veicolo ogni qualvolta incontra un accampamento della FARDC. I soldati sono quasi sempre ubriachi, tra loro vedo anche dei soldati ugandesi che sono stati inviati dal governo di Museveni per cercare ed annientare ribelli di Kony.

Per strada non incontriamo nessuno, solo dei cacciatori. Il colonnello impartisce degli ordini a chiunque, persino ai civili, di uccidere qualsiasi elemento del LRA che osi girare per queste zone. Il Dottore del ministero mi guarda perplesso e mi dice che non appena la popolazione e l’esercito sanno che LRA è in zona scappano tutti.

Prima di arrivare a Kiliwa incontriamo un gruppo di cacciatori . Sono giovani zande con fucili fatti a mano. Cercano selvaggina. Il Colonnello chiede ai cacciatori di reagire alle incursioni delle LRA e gli conferma licenza di uccidere. Ho registrato il momento di quella conversazione, non credo alle mie orecchie, in queste zone chiunque può uccidere un LRA. Il problema è prenderlo.

Arrivo finalmente a Kiliwa. Il centro di salute è uno scandalo. Non c’è nulla. Mi riceve l’infermiere e noto che accanto alla sedia ha un arco con le frecce. Chiedo a cosa serva, mi risponde che è per la caccia. Chiedo di visitare il centro , ma non c`è nulla. Tutto abbandonato. Qui scappano tutti. In una stanza c’è una donna con la malaria. La Flebo è stata collocata in un ramo. Lascio DR Benjamin a discutere con l’infermiere e faccio un giro per il villaggio. Ovunque incontro soldati congolesi , visibilmente ubriachi. Ci sono anche dei rifugiati, riconosco le capanne con i teli dell’UNHCR.

I soldati ugandesi sono riconoscibili per le loro belle uniformi, sono per lo più Acholi come il gruppo del LRA. Ufficialmente non sono in Congo , ma in queste zone sono dappertutto. Mi fermo a parlare con dei deplace` mi dicono che la situazione è terribile hanno paura. Il LRA arriva si prende i bambini e se li inghiotte nella foresta.

Parlo con più rifugiati, molti di loro sono stati separati dai loro figli. Le storie sono le stesse, LRA che arriva tutti fuggono compresi i soldati. Loro, i guerrieri del Lord’s Resistance Army si precipitano nelle scuole e legano i bambini che vengano portati via come schiavi.

Giro per il villaggio di Kiliwa e mi imbatto in una splendida chiesa. Ovunque distruzione,ma la chiesa è rimasta intatta. Entro e riconosco gli affreschi che avevo visto qualche giorno prima a Dungu. Fuori nel frattempo trovo il colonnello che ha raggruppato gli uomini. Sono giovani, alcuni scalzi, tutti mi chiedono sigarette.

La sera mentre rientro per Dungu incontro padre Ferruccio lungo la strada per Kiliwa. Il padre, un anziano missionario comboniano, è in sella alla sua moto. Gli chiedo: padre dove va? Lui mi risponde che vuole raggiungere Kiliwa in moto per dire messa domenica mattina. Rimaniamo a parlare ancora un attimo, ma il colonnello mi fa segno che e` tempo di rientrare. La sera faccio ritorno alla parrocchia di Dungu. L’Abbe` Qom e` come al solito circondato da postulanti. Mi vede mi fa un sorriso “De retour? Tout va bien?, Tutto bene rispondo.

Giorgio Trombatore

Guarda le fotografie di Giorgio Trombatore (non adatte a un pubblico di minori)

 

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