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Riconoscimento Palestina: voto ambiguo e contrario a Israele

Facciamo una ipotesi fantasiosa: mettiamo che oggi il Parlamento israeliano (o di qualsiasi altro Stato) sia stato chiamato a votare una risoluzione per il riconoscimento della Padania sui confini del 1861 con Roma come capitale condivisa. Come la prenderebbe il Governo Italiano? Naturalmente la prenderebbe male e, soprattutto, la prenderebbe come una “decisione ostile al Governo Italiano”.

Orbene, secondo voi come la dovrebbe prendere il Governo Israeliano la mozione votata oggi dal Parlamento Italiano nella quale si scrive che:

“impegna il Governo: a continuare a sostenere in ogni sede l’obiettivo della costituzione di uno Stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele, sulla base del reciproco riconoscimento e con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo;
a promuovere il riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa…..”

Ora, dovete sapere cari amici che le questioni del contendere tra Israele e Palestina sono tre:

  • Confini
  • Gerusalemme
  • Ritorno dei cosiddetti profughi

La mozione votata oggi dal Parlamento italiano, decisamente ambigua, tocca due di questi punti, cioè i confini e Gerusalemme capitale. Israele tratta e può trattare sui confini, non può e non deve trattare su Gerusalemme come capitale indivisibile. Questo i signori che hanno votato la mozione (tra i quali guarda caso anche quelli di SEL) lo sanno benissimo. Di fatto quindi è un regalo ai palestinisti e un atto ostile a Israele. Punto, non c’è null’altro da discutere a riguardo.