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Rifugiati e clandestini: il grande inganno europeo ai danni dell’Italia

Permettetemi prima di tutto, prima cioè di sparare a zero sullo pseudo accordo raggiunto ieri dall’Unione Europea sui richiedenti asilo, di fare alcune piccole precisazioni di merito:

  • C’è una immensa differenza tra un richiedente asilo e un normale migrante. Il primo fugge da situazioni di guerra o da persecuzioni e ha Diritto alla protezione internazionale, il secondo fugge semplicemente dalla povertà o ancora più semplicemente non vede nel suo Paese natale delle prospettive di vita tali da convincerlo a rimanere li.
  • Non credo affatto che l’ISIS usi i barconi per introdurre terroristi in Europa (e in Italia). Credo però che tra le decine di migliaia di clandestini ci siano molti “simpatizzanti” dello Stato Islamico, il che non mi tranquillizza molto.
  • Il soccorso in mare è un atto dovuto e previsto dal Diritto Internazionale, quindi se un barcone lancia un SOS abbiamo il dovere legale di intervenire prima ancora che il dovere morale di non lasciarli morire. Questo per tutti coloro che parlano a vanvera di “respingimenti in mare”.

Detto questo e fatte le giuste distinzioni tra richiedenti asilo e migranti clandestini, lo pseudo accordo raggiunto ieri dall’Unione Europea non parla di migranti ma solo di richiedenti asilo, cioè appena il 10% (a essere larghissimi) di quelli che sbarcano sulle nostre coste. Certo, tutti appena sbarcano si dichiarano richiedenti asilo, ma alla fine solo una piccola percentuale di questi ne ha Diritto. Quindi la tanto pubblicizzata ripartizione tra gli Stati Europei riguarda solo ed esclusivamente i richiedenti asilo e non i migranti clandestini che chiaramente rimarranno a carico dell’Italia. Se mi sbaglio correggetemi, cioè, se ho capito male (ma non credo) spiegatemi bene il senso vero di questo accordo perché a me sembra tanto una presa per i fondelli.

Per esempio, il termine “quote di ingresso” sembra essere completamente sparito dal vocabolario italiano ed europeo. Qualcuno sa dirmi quanti extracomunitari possono entrare legalmente in Italia? E le tanto criticate regole per ottenere il visto di ingresso vengono fatte rispettare solo a quei pochi che rispettano le leggi italiane perché ai clandestini nessuno si sogna di chiedere nulla. Paradossalmente l’immigrato clandestino ha vita più facile dell’immigrato regolare. Questo è davvero un controsenso.

E badate bene, non ne sto facendo una questione di razza, religione o di quant’altro (sono sicuro che ci sarà il cretinoide che non perderà occasione per accusarmi di razzismo), sto semplicemente analizzando i fatti nella maniera più possibile obbiettiva.

Insomma, mi farebbe piacere sapere qual è il limite di clandestini che, secondo l’Europa e secondo i gestori di questo lucroso traffico, l’Italia può sopportare. E perché nessuno parla più di cooperazione allo sviluppo, nemmeno quelle ONG che fino a qualche anno fa avevano signori programmi di cooperazione? Lo ha fatto ieri la Mogherini, ma senza avere la più pallida idea di cosa parlasse perché un piano serio di cooperazione allo sviluppo non ce lo si inventa in un pomeriggio e di certo non serve a risolvere il problema nel medio/lungo periodo, ma parliamo di anni (forse decenni). E poi adesso è più lucroso “assistere” i clandestini piuttosto che aiutarli a casa loro.

E adesso? Come si ferma la marea di disperati che punta alle coste italiane e le centinaia di migliaia che si apprestano a passare il Sahara per arrivare in Libia col miraggio di arrivare in Europa? Si è discusso di questo ieri all’Unione Europea? Naturalmente no. Tanto quei poveracci sbarcano in Italia, ammesso che ci arrivino.

2 Comments

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  • Scrive Londei; “Insomma, mi farebbe piacere sapere qual è il limite di clandestini che, secondo l’Europa e secondo i gestori di questo lucroso traffico, l’Italia può sopportare.”
    Aggiungo che a me farebbe altrettanto se non di più, piacere sapere quale è il limite dei clandestini che l’Italia può sopportare secondo il governo italiano.
    E che cosa intenderebbe fare qualora si superasse questo limite.
    Mi viene anche da domandare:
    perchè questa risposta la deve dare l’Europa, se per primo non la dà il governo interessato?
    Sono forse decisioni che non attengono più alla nostra sovranità?
    Dobbiamo forse pensare che gli altri paesi europei abbiano dei governi tranne il nostro?
    E sì che abbiamo un presunto decisionista a Palazzo Chigi.
    Intanto nel Paese c’è chi si è organizzato per trovare un proprio reddito pagato da denaro pubblico assistendo i migranti a spese della collettività e dei nostri poveri.
    Per di più ne mena vanto e sale in cattedra per meriti morali nei dibattiti delle piazze televisive, accusando gli altri di pregiudizio razziale. e di speculazione politica.
    Questo tipo di persone si occupa del “sociale” lucrativo” per sè e nello stesso tempo, finge di accusare il governo, che gli dà un reddito, per alzare polveroni e nascondere la sua complicità con la politica dell’accoglienza indiscriminata, che è . propria del Governo.
    Il sistema della truffa e del tornaconto personale travestito da ideale umanitario non cessa mai, mentre il paese va a ramengo.
    E’ davvero una bestemmia dire che l’accoglienza deve cessare di essere un dogma?
    Eppure questo sarà l’unico modo per risalire la china, quando sarà capito dalla maggioranza dei cittadini, intrappolati per il momento nelle trappole dell’autocensura per motivi morali.
    Tra l’altro è proprio l’attuale processo che potrebbe innescare spiacevoli reazioni indiscriminate. ed esecrabili.

    • concordo in toto con il commento di Milano. Il termine “sociale lucrativo” mi sembra oltretutto perfettamente azzeccato.
      Siamo arrivati al punto (come dice bene Londei) che non appena provi a parlare vieni tacciato di razzismo quando invece il problema è serio.
      E il pseudo-decisionista Renzi sembra al palo. Che non vogli far alterare le Coop rosse dopo aver perso una buona parte della sua sinistra?