Roma per Shalit: successo della manifestazione nel silenzio dei media. Provocazione dei pacifinti

E’ stata un successo la manifestazione organizzata ieri sera a Roma per chiedere la liberazione di Gilad Shalit. Peccato che come al solito la “grande stampa” l’abbia completamente trascurata. Magari se si fosse manifestato per la liberazione di qualche terrorista palestinese le cose sarebbero andate diversamente.

Oltre cinquemila persone si sono radunate sotto al Colosseo per chiedere la liberazione di Gilad Shalit a quattro anni dal suo rapimento da parte del gruppo terrorista di Hamas. Noam Shalit, il padre di Gilad, ha parlato rivolgendosi alla Comunità Internazionale e chiedendo la liberazione del figlio. Molto toccante il discorso di papà Noam specialmente quando ha invitato il mondo a non dimenticare suo figlio Gilad e quando, rivolgendosi ai suoi rapitori, ha chiesto che sia permesso alla Croce Rossa di visitare il giovane israeliano e di constatare il suo stato di salute. Noam si è rivolto anche all’Unione Europea, dato che suo figlio ha il doppio passaporto (franco-israeliano) ed è quindi a tutti gli effetti un cittadino europeo oltre che cittadino onorario di Roma, chiedendo un intervento dell’Europa per la liberazione di Gilad. “Mi sto chiedendo – ha detto papà Noam – se la comunità internazionale , e quella europea in particolare , che ha messo sotto forte pressione Israele affinché prendesse misure umanitarie per Gaza, ha fatto altrettante pressioni su Hamas per fare un piccolissimo passo umanitario a favore di un suo cittadino”.

Manifestazioni per la liberazione di Gilad Shalit si sono svolte anche in altre città italiane e nel mondo. Milano, Torino, New York e altre città hanno ricordato il giovane israeliano detenuto illegalmente da quattro lunghi anni da un gruppo di assassini senza scrupoli. Peccato che i media, anche questa volta, abbiano quasi completamente snobbato l’evento, salvo parlare diffusamente della provocazione messa in atto da alcuni pacifinti (esperti in provocazioni) i quali hanno organizzato una contro-manifestazione di fronte al Campidoglio, contromanifestazione sfociata in una rissa, nella migliori tradizioni di certi pacifinti che non perdono occasione per menar le mani e attaccare gli ebrei.

Per la cronaca, segnaliamo il netto rifiuto da parte di Hamas di far visitare Gilad Shalit da personale della Croce Rossa Internazionale, in aperto contrasto con qualsiasi legge internazionale, leggi internazionali invocate decine e decine di volte dai sostenitori di Hamas. Intendiamoci, la cosa è del tutto normale e quindi non stupisce. Hamas è un gruppo terrorista che occupa Gaza e che tiene in ostaggio 1,5 milioni di persone, non deve sottostare alle leggi internazionali. Però, sempre secondo i pacifinti, tutti gli altri dovrebbero applicare il Diritto Internazionale nei confronti di Hamas. Bravi eh?

Segnaliamo anche che sempre la Croce Rossa Internazionale sta cercando di consegnare un piccolo pacco di aiuti umanitari a Gilad Shalit attraverso suoi intermediari nella Striscia di Gaza. Un piccolo gesto simbolico che però Hamas non vuole che avvenga.

Le manifestazioni a favore della liberazione di Gilad Shalit non finiscono comunque qui. A New York è stata organizzata la “The True Freedom Flotilla”. Un atto simbolico è stato fatto dall’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Gabriela Shalev, che in una conferenza stampa ha ricordato al mondo e all’ONU come sia vergognoso che “coloro che sostengono di difendere i Diritti Umani lo facciano solo a senso unico” rimarcando come nessuna delle cosiddette “grandi organizzazioni umanitarie” abbia mai speso una sola parola per Gilad Shalit a dimostrazione che dette organizzazioni adottano il sistema dei due pesi e due misure.

Altre iniziative sono in programma nelle prossime settimane. Per coloro che vogliono seguire la vicenda lo possono fare nella pagina di Facebook gestita dal gruppo di “Sostegno italiano per il raggiungimento della liberazione di Gilad Shalit”.

Noemi Cabitza

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