Rossella Urru e Maria Sandra Mariani: l’8 marzo dedicato a loro

Sono una decina gli italiani sequestrati in tutto il mondo, dodici se consideriamo i due marò attualmente sotto sequestro in India, ma oggi nella giornata della donna vogliamo dedicare un pensiero particolare alle due donne che fanno parte di questa pattuglia di italiani troppo spesso dimenticati: Rossella Urru e Maria Sandra Mariani.

Secondo Protocollo come associazione si è interessata in passato e si interessa tutt’ora (anche se in maniera minore rispetto a prima) dei Diritti degli italiani all’estero e in alcune occasioni abbiamo avuto modo di interessarci anche di italiani sequestrati. Non è il caso però delle due italiane rapite da Al Qaeda in Africa, casi che abbiamo seguito solo attraverso le notizie di stampa. La prima, Maria Sandra Mariani, è nelle mani dei sequestratori da ben 13 mesi, mentre la seconda, Rossella Urru, è nelle mani dei terroristi dallo scorso ottobre. Proprio ieri i genitori di Maria Sandra Mariani hanno lanciato un appello attraverso l’ANSA denunciando l’abbandono di cui si sentono vittime da parte delle istituzioni italiane. Di Rossella Urru non se ne è parlato fino a quando la bravissima Geppi Cucciari non l’ha nominata al Festival di Sanremo. I giorni scorsi sembrava essere stata liberata, notizia poi risultata falsa.

Intendiamoci, ci rendiamo perfettamente conto delle difficoltà che le autorità italiane devono affrontare per arrivare alla loro liberazione, ne siamo consapevoli perché conosciamo il problema. Tuttavia temiamo che dietro alla sacrosanta e legittima richiesta di riservatezza più volte ribadita dalla Farnesina vi siano anche altri motivi che possono andare dalla impossibilità di trattare con i sequestratori fino alla incapacità effettiva di gestire questo tipo di sequestri. Per intenderci, non ha alcun senso inviare Margherita Boniver nella zona dei sequestri se prima non si invia un negoziatore. E’ solo fumo negli occhi a favore di stampa. I sequestrati non li riporta a casa la Boniver (per quanto bravissima e preparata) e non si riportano a casa con trattative tra organi di Stato.

Detto questo e assolutamente senza alcuna volontà di fare polemica, nel nostro piccolo volevamo dedicare questa giornata della donna a queste due ragazze italiane che stanno vivendo una esperienza certamente allucinante. A loro va il nostro pensiero sperando che non vengano lasciate al loro destino. Qualsiasi cosa debba essere fatta per riportarle a casa va fatta e in tempi brevi. Niente scuse, niente discorsi di riservatezza, lo Stato deve fare il suo dovere.

Bianca B.

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