Secondo quanto si apprende dall’International Committee Against Execution, Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la donna iraniana accusata dell’omicidio del marito che tanta solidarietà ha trovato nel mondo, potrebbe essere giustiziata domani. C’era forse qualche dubbio che ciò avvenisse? C’era qualcuno che pensava di impietosire gli assassini iraniani dopo a tutto quello a cui abbiamo assistito nei mesi scorsi?

Lasciatemi dire che l’ipocrisia globale sul caso di Sakineh Mohammadi-Ashtiani ha superato davvero la soglia di guardia. Si è pensato di voler intervenire su un singolo caso quando si sono chiusi gli occhi su migliaia e migliaia di fatti ancora più gravi commessi dal sanguinario regime iraniano. Sul caso di Sakineh si è andati addirittura oltre trattando direttamente con il regime per la sua liberazione infischiandosene totalmente di tutte le altre “Sakineh” iraniane. Perché? Perché si è fatto questo per una sola persona dimenticando tutte le altre e arrivando addirittura a fornire al regime iraniano la possibilità di proporsi come “magnanimo” (nel caso avesse concesso la grazia a Sakineh) mentre il sangue sulle strade di Teheran è ancora fresco?

Sarà perché il caso è mediatico che si sono mossi addirittura Ministri degli Esteri e prime donne mondiali, perché per esempio nessuno si è mosso per fermare la lapidazione di Azar Bagheri, arrestata quando aveva solo 14 anni per una denuncia del marito che l’aveva ripudiata (da notare cje a 14 anni era già sposata), fatta abortire all’ottavo mese di gravidanza per poterla giustiziare e poi quasi sicuramente lapidata. Azar non meritava forse la grazia? Eppure nessuno ha avuto pieta di quella bambina. Sarà perché nessuno ne ha parlato o ci ha speculato sopra.

Oggi ci si scandalizza per l’esecuzione di Sakineh (ammesso che non arrivi un colpo a sorpresa proprio per dimostrare la magnanimità del regime), ma non ci si è scandalizzati per le esecuzioni di centinaia di omosessuali, per quelle di centinaia di oppositori dell’Onda Verde e nemmeno per le  quotidiane lapidazioni che il regime iraniano approva nel silenzio più totale. Cos’è questa se non ipocrisia?

Ma quello che mi fa più rabbia e che gli stessi che sono stati in silenzio di fronte ai massacri dei ragazzi dell’Onda Verde, di fronte allo sterminio degli omosessuali in Iran e di fronte alle centinaia di condanne a morte di donne colpevoli solo di essere tali, oggi si indignano per l’esecuzione di una singola donna (magari pure colpevole) come se la cosa non fosse nell’ordinario quotidiano in Iran. Beh, svegliatevi. Le esecuzioni in Iran avvengono ogni giorno e per i motivi più disparati. E allora…di cosa ci si meraviglia?

Miriam Bolaffi

4 Comments

  1. Hai ragione da vendere.. ma cosa può fare un paese come l’Italia ridotto allo stremo su ogni fronte??Ormai è costretto a guardarsi l’ombelico perchè sta andando in cancrena

  2. Gianluca

    Cara Anna, per esempio potrebbe smettere di essere ipocrita cercando di apparire quello che non è quando nelle nostre carceri (solo per fare un esempio) la gente muore con una facilità disarmante. L’interessamento alla vicenda di Sakinh da parte del Ministro Frattini è del tutto strumentale e fasulla, solo che siccome i media ne parlano allora fa comodo una bella dichiarazione ad effetto. Ha ragione Miriam, questa è ipocrisia pura e semplice. Poi alla fine di Sakineh non interessa a nessuno o quasi

  3. concordo con tutti e due. Da un lato l’Italia non può fare niente ma dall’altro si assiste a una ipocrisia impressionante, una specie di sciacallaggio sul destino di questa poveretta. E’ davvero triste…

  4. Marco S.

    In effetti i “grandi” si sono interessati alla faccenda solo ed unicamente perché ne hanno parlato giornali e TV altrimenti sarebbe stata solo una delle tante. E’ vergognoso poi far finta che il problema si esaurisca a Sakineh come se fosse la sola. Condivido l’articolo e il concetto espresso