Salvagente al terrorismo: l’assurda richiesta della Lega Araba di una “no fly zone” per Gaza

Sarebbe sin troppo facile sostenere che la richiesta avanzata ieri dalla Lega Araba di istituire una “no fly zone” su Gaza è inaccettabile sotto tutti gli aspetti e punti di vista, ma a noi non piacciono le cose semplici per cui andremo ad argomentare perché tale richiesta non ha alcun fondamento né sotto l’aspetto giuridico né sotto quello prettamente umanitario, ragione che spesso viene usata per avanzare queste richieste.

Ma andiamo con calma. Ieri la Lega Araba si è riunita in seduta straordinaria al Cairo per affrontare l’escalation di violenza alla quale è sottoposta la zona sud di Israele, violenza che immancabilmente ha portato ad una legittima risposta militare israeliana. E’ chiaro che gli arabi non hanno descritto in questo modo la situazione ma, come sempre, hanno invertito i ruoli cercando di far passare gli aggressori come aggrediti e viceversa. La relazione del Segretario Generale della Lega Araba, Amr Moussa, è stata semplicemente scandalosa proprio perché ha deliberatamente scambiato le azioni di difesa delle forze armate israeliane come un atto di attacco. In realtà gli attacchi sono venuti dalla Striscia di Gaza da dove negli ultimi giorni sono stati lanciati decine di missili verso le città israeliane oltre a decine di colpi di mortaio e persino granate anticarro che, solo qualche giorno fa, hanno colpito uno scuolabus israeliano ferendo gravemente un ragazzino ma evitando per un soffio una strage di bambini. La reazione israeliana, a differenza degli attacchi indiscriminati di Hamas contro i civili, ha preso di mira solo ed esclusivamente obbiettivi militari o i tunnel da dove vengono contrabbandate le armi verso Gaza. Questa è la situazione sul terreno.

Amr Moussa ha invece descritto tutta un’altra situazione che non corrisponde affatto alla realtà ed è fortemente strumentale a colpire il legittimo Diritto alla difesa dello Stato di Israele. Per questo motivo ha detto che la Lega Araba si appresta a chiedere alle Nazioni Unite l’istituzione di una “no fly zone” su Gaza per “supposte ed inesistenti ragioni umanitarie”. E qui veniamo alle argomentazioni per le quali la richiesta della Lega Araba è del tutto inaccettabile oltre che priva di qualsiasi fondamento legale:

1.       Non c’è una crisi umanitaria a Gaza legata alla reazione militare Israeliana agli attacchi terroristici portati da Hamas contro il territorio israeliano. Gli aerei dello Stato di Israele hanno infatti colpito solo ed unicamente obbiettivi militari e non hanno mai fatto fuoco deliberatamente contro civili (a differenza di Hamas che invece prende di mira unicamente i civili).

2.       La Striscia di Gaza è governata “de facto” da un gruppo terrorista riconosciuto come tale da Nazioni Unite, Unione Europea, USA e altri Stati. Non ha alcun riconoscimento giuridico per governare la Striscia di Gaza ed è quindi da considerarsi fuori da ogni legittimo contesto inerente al Diritto Internazionale. Cercare di limitare le azioni terroristiche verso Israele è quindi un legittimo Diritto dello Stato Ebraico, anzi, sarebbe un dovere della comunità internazionale agire contro Hamas e non cercare di difenderlo con una “no fly zone”.

3.       L’obbiettivo dichiarato per statuto da Hamas è la distruzione di Israele. Lo Stato Ebraico ha quindi ogni legittimo Diritto di difendersi con ogni mezzo e in ogni luogo dalle azioni del gruppo terrorista. Per questo motivo la Striscia di Gaza è considerata “territorio ostile” da Gerusalemme e come tale soggetto a tutte quelle azioni necessarie a garantire la sicurezza dei cittadini israeliani.

4.       L’esperienza libanese dovrebbe dimostrare con chiarezza come l’istituzione di una “no fly zone” favorisca il riarmo dei gruppi terroristici che ne beneficiano. Anche in Libano è stata istituita una zona di non volo nella zona sud del paese alla quale è stata addirittura abbinata la presenza di un contingente di pace dell’Onu (UNIFIL 2). Il risultato è stato un pesante riarmo di Hezbollah con conseguente destabilizzazione del Libano e dei Paesi confinanti. Nella Striscia di Gaza succederebbe la stessa cosa.

A parte queste argomentazioni va detto anche che la richiesta della Lega Araba rischia paradossalmente di ottenere l’effetto contrario di quello dichiarato. E’ di sabato la richiesta del Ministro degli Esteri israeliano, Lieberman, di considerare il rovesciamento di Hamas come un “obbiettivo strategico”. Se la richiesta della Lega Araba arrivasse davvero all’Onu potrebbe accelerare le azioni militari israeliane volte al rovesciamento di Hamas. Di fatto potrebbe quindi accelerare una guerra e non evitarla. Gli israeliani infatti non farebbero l’errore fatto con Hezbollah in Libano e cercherebbero legittimamente di eliminare il gruppo terrorista prima che sia coperto da qualsiasi protezione internazionale.

Detto per inciso, ritengo che la richiesta fatta dalla Lega Araba sia del tutto strumentale ed esclusivamente ad “uso interno” e senza alcuna possibilità di essere accolta, tuttavia è una bella furberia mirata a gettare ulteriore discredito verso Israele (tattica consolidata di recente dai nemici di Israele). Al contrario ritengo che porterà ad un ulteriore inasprimento della lotta dello Stato Ebraico contro i terroristi di Hamas. Indicative, a tal proposito, le parole dette ieri dal Ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, il quale ha ricordato che in questo momento almeno 750.000 cittadini israeliani sono sotto il fuoco palestinese e che la cosa “è inaccettabile”. Chi vuol intendere intenda.

Miriam Bolaffi

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