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Samantha Samantha

Cara Samantha, ho letto divertito (come sempre) la tua risposta a quelle poche semplici domande che avevo fatto (non a te a dire il vero) sulla Palestina le quali non fanno altro che confermarmi che c’è un mondo che vive e si nutre di odio e di ignoranza. Ma non è su questo che volevo scriverti, non è sulla teoria del “Gesù palestinese” o sul fatto che tu creda che ai suoi tempi ci fosse anche chi parlasse arabo e che ci fossero già musulmani, no, volevo un attimo spigarti, da quel “coglione” che sono, alcune cose.

Prima di tutto, io non odio i palestinesi, anzi, vorrei proprio che si facessero un loro Stato e la finissero di rompere i coglioni a mezzo mondo. Vorrei che la smettessero di fare le sanguisughe e che si rimboccassero le maniche per creare, da soli, uno Stato moderno e democratico. Lo potevano fare 60 anni fa, lo potevano fare tante altre volte ma non lo hanno fatto, anzi, non lo hanno voluto fare. Quindi, cara Samantha, con me su questo argomento sfondi una porta aperta.

Quello che detesto è invece l’odio a prescindere che sprigioni da ogni tuo poro.

Io posso accettare la posizione anti-israeliana che tanti, come te, hanno e so come contrastarle. Ho avuto a che fare molte volte con gente che non la pensava come me a riguardo. Vittorio Arrigoni, buon’anima, era una di queste persone ma quando lo hanno ingiustamente incarcerato sequestrando anche un peschereccio, non ci ho pensato un momento a mettermi in contatto con lui (in carcere in Israele) e fare il possibile per aiutarlo scatenando anche un certo putiferio e perdendo amicizie nel mondo sionista. Ma mi sembrava giusto farlo anche se io e Vittorio avevamo due idee diametralmente opposte. Ma lui aveva, a differenza tua, una cospicua identità morale che poteva non piacere ma era forte, salda e determinata. Quando ho parlato con lui in carcere (prima avevo parlato con la sua fidanzata di allora) ci siamo quasi messi a ridere tanto erano evidenti le distanze delle nostre idee. Ma ci siamo parlati e non ci siamo mai offesi. MAI nemmeno quando lui scriveva cose al limite dell’assurdo. E quando ha scritto quello che poi gli sarebbe costato la vita l’ho anche ammirato per il coraggio che aveva avuto, pur rimanendo lontanissimo dalle sue idee.

Tra i miei amici ci sono tanti antisionisti, anche i più acerrimi nemici di Israele e del sionismo. Parlo con loro perché anche se non la pensiamo allo stesso modo non mi verranno mai a dire che Gesù Cristo era palestinese e che in Giudea si parlava l’arabo. Non sosterranno mai che la Palestina va dall’Egitto alla Siria (magari passando per la Giordania), non perché non siano anti-sionisti ma perché sanno benissimo che è una cazzata enorme, una allucinazione.

L’altro giorno sul tuo profilo Facebook ti lamentavi che le donne non diventano mai “icone della sinistra” alludendo probabilmente a te stessa. A parte che non è vero, ma per diventare una icona devi fare qualcosa di serio, non puoi andare avanti a storielle come quella del Gesù palestinese. Serve ben altro anche per la sinistra. Non basta l’odio che tu, molto abilmente, fai passare per amore per la Palestina. Se volessi bene alla Palestina faresti qualcosa per loro invece di sputare odio e dire oscenità storiche.

Detto questo ti saluto, non volevo proprio farti pubblicità e francamente non oso nemmeno considerati una nemica. I nemici, e ne ho, hanno argomenti di ben altra portata e non li sottovaluto mai. Penso invece che tu sia una bomba a orologeria per gli stessi palestinesi. Speriamo che quando se ne accorgeranno non sia già troppo tardi (per loro).

18 Comments

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  • Caro Franco, se Gesù non era palestinese, ti prego di colmare la mia ignoranza dicendomi di quale nazionalità fosse!
    Io non capisco proprio come una persona con un minimo di cultura possa scrivere un articolo pieno di ignoranza come il tuo! Per di più un adulto, che ha sviluppato ideologie e senso critico già da un bel pezzo.
    Io tra 4 giorni compio 18 anni, e sono sempre più schifata dal mondo ”adulto”, da questa ignoranza che incombe sulle persone ottuse, da queste sciocche litigate sul web ecc..
    Ma soprattutto sono SPAVENTATA, sì, molto, perché penso che chi appoggia il sionismo sia nazista. E quindi mi fanno paura tutti questi nazisti attorno a me. Come spiegò la Arendt, il male è banale e tutti possono essere dei nazisti, invasori, oppressori, assassini. Chi chiude gli occhi dinnanzi alla realtà dei fatti si rende complice del genocidio.

    • Gesù Cristo era ebreo, figlio di Maria, ebrea. Se volete riscrivere la storia con le allucinazioni di qualche pazza lo potete anche fare, ma non mi infilerò in una discussione allucinogena di tale portata.
      Hai detto che hai 18 anni e questo purtroppo mi rattrista, non per la tua età, ma perché se proprio a quell’età credete ancora alla favola della Palestina e non andate nemmeno a vedere i dati storici allora ilfuturo del mondo è messo davvero male.
      Buon Natale e felice compleanno tra quattro giorni.

    • Alice…come ti si può rispondere?! Hai sputato in faccia alla civiltà e alla storia, alla verità e alla decenza. Gesù palestinese…magari arabo musulmano? Magari, come te, odiava gli ebrei sionisti perché sono dei cattivi assassini?!
      Alice sembri un riassunto del Mein Kampf misto ai protocolli dei Savi di Sion scritto da un bambino di 12 anni! Buona crescita… :'(

  • Gesù è nato nel Regno di Giudea, protettorato romano, con re Erode a capo. E ci è morto pure.

    il nome Palaestina fu messo solo nel 135 dall imperatore Adriano.
    anzi Syria-Palaestina

  • E prima la palestina o filastina o ancora terra dei fistei era un lembo di terra tipo la striscia di Gaza…
    i filistei un popolo di invasori che gli ebrei hanno annientato
    “Muoia Sansone con tutti i Filistei”

  • Un Rabbino incontra un prete e gli chiede…dimmi cosa vorresti diventare tu ?? il prete dice..beh sicuramente vescovo…il rabbino..e poi ?? beh sicuramente Papa…e poi?? chiede di nuovo il Rav….beh mica posso chiedere di diventare D..o…risponde sorpreso il prete…il Rav si avvicina a lui e a bassa voce gli dice.. ,,,padre nn lo dica a nessuno ma..un ebreo ci è riuscito….Buon Natale a tutti…

  • aggiungo solo che i deliri delle Alici, Samante ecc., che hanno appreso la loro Weltanschauung dalla rete o al massimo durante qualche pregevole occupazione / autogestione scolastica, sono lì a sottolineare il fallimento della scuola italiana che qualche nozioncina su questi argomenti potrebbe ben distribuirla (oddio direi pure un elementare catechismo ma chissà dov’è finito) … e lo dico con amarezza, visto che nella scuola lavoro

  • Impressionato dalla mancanza di “informazione” della sig.rina Alice. Come mai a 18 anni sei completamente fuorviata da ogni tipo di informazione reale? Non possiede libri in casa tua? Non ci sono biblioteche nella tua città? Nutri il tuo intelletto solo con internet.. ??
    E’ inquietante.. ed impressionante..
    Impressionante.. perché non sei la sola.. non sei l’unica della tua generazione (ma anche di altre generazioni) a credere ad una cosa del genere.

    Comprati un bel libro.. ce ne sono diverse.. ma ti consiglio Giuseppe Flavio o le Cronache di Tito e riguarda la storia.. Riguardala..
    Ricordati che i Palestinesi erano gli ebrei del mandato britannico di Palestina fino al 1948 e gli arabi erano arabi..
    Il resto è fuffa.. semplice fuffa che avrai visto su i vari siti di complotti o su mistero.
    Meno illuminati e complotti e più lettura e cultura..

    a dank

    AM ISRAEL CHAI!

  • Ma…dico….a prescindere dalle posizioni personali, voi vi rendete conto della confusione che state facendo tra fantasie bibliche ed evangeliche su Gesù Cristo e la Storia della Palestina dal 1917 ad oggi? E del Concilio di Nicea, per caso, avete mai sentito parlare? Fatevi una bella lettura e delle belle riflessioni, va’. Che magari ci capite qualcosa anche voi.

  • E vorrei ricordare a chi cita il mandato britannico che la Storia, se la si vuole comprendere nella sua oggettività, va esaminata a partire dal 1917 (Dichiarazione di Balfour)…. I palestinesi erano ebrei? Siete pazzi. In quel periodo in Palestina c’erano molti più arabi che ebrei o cristiani (che erano delle minoranze ma che, a quei tempi, convivevano pacificamente con gli arabi). La situazione attuale si deve all’ingerenza degli inglesi e dell’Europa, che hanno perso il controllo dell’immigrazione ebraica e contro cui, una volta addestrati ed armati (dagli inglesi), gli ebrei stessi si sono ribellati (avete mai sentito parlare dell’attentato all’Hotel King David in cui morirno quasi 100 persone? Lo hanno organizzato quegli ebrei-israeliani).
    Tra il 1917 ed il 1922, l’ondata migratoria innescata dal mandato britannico ha portato gli ebrei a crescere numericamente, ma nel 1922 erano poco più di 83000 persone su una popolazione totale di quasi 780000.
    Solo che, a quel punto, gli ebrei ci avevani preso gusto…per così dire…e nessuno è più stato in grado di bloccare l’immigrazione, nonostante il maldestro ed inutile tentativo col Libro Bianco.
    I fatti della Seconda Guerra mondiale e della tragedia del nazismo e dell’Olocausto degli Ebrei in Europa, ha fatto il resto.
    Questi sono i fatti basilari.
    E vorrei vedere come vi sentireste voi se qualcuno, domani, decidesse di mandare nel vostro paese qualche centinaio di migliaia di persone che reclamano la vostra terra come loro.

    Avete voglia di leggere? Leggete.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Palestina

    http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_Balfour_(1917)

    Sono fatti storici eh….non invenzioni di qualche pazzo.

    E fate molta, molta attenzione a non cadere nell’equivoco che volutamente confonde anti-sionismo con anti-semitismo.
    E’ una trappola molto pericolosa e ci cascano in molti.

    Chiudo dicendo alla Signora Elisabetta che la Samantha (con l’H) in questione si trova in Cisgiordania, a testimoniare accadimenti di cui nessuno parla (anzi, dei quali i media si guardano bene dal parlare…), a rischio della sua stessa vita. Le posso garantire che avrebbe molte cose da insegnare anche a lei….che sembra essere un’insegnante con una mentalità che mi fa temere per il futuro dei suoi allievi.

  • E’ un bambino palestinese di 5 anni, cui i soldati israeliani hanno sparato un rubber bullet dritto in faccia.
    Ci sono centinaia e centinaia di casi come questi, in tutta la Palestina.
    Questo per voi è accettabile? E’ colpa degli arabi? E’ umano?

  • Voi naturalmente vi rendete conto di cosa voglia dire vivere un quotidiano fatto di queste cose ed essere quelli che stanno davanti alla canna del fucile e non dietro al mirino, vero?
    Voi siete capaci di immaginare una vita fatta di niente, di provocazioni, sopprusi, rapimenti, espropriazioni e violenze continue, no?
    Voi sapete cosa voglia dire vivere in una posto in cui ci sono esercito israeliano, coloni israeliani, polizia palestinese ed un sacco di altri bei personaggi armati che colgono ogni pretesto per spararvi addosso, devastarvi la casa, bruciarvi gli ulivi, ammazzarvi il bestiame, allo scopo di buttarvi fuori da casa vostra e costruire dei nuovi insediamenti coloniali, giusto?

    Allora….se vi rendete conto di tutte queste cose, come diamine fate a partorire una marea di puttanate?
    I palestinesi rompono i coglioni? Sono delle sanguisughe? Non hanno voluto costruire il loro Stato con le loro forze? E quando mai ne hanno avuto occasione, di grazia?
    E di quali palestinesi parliamo?
    No, perchè ci sono da fare dei bei distinguo tra il popolo palestinese e la politica palestinese, che sono ahimè due cose parecchio diverse ed in totale disaccordo tra loro.
    Purtroppo per i palestinesi (quelli del popolo), il 95% dell’attuale politica palestinese, per un motivo o per l’altro, ha qualcosa da guadagnare dal mantenimento dello status quo.

    Lo avete letto che a Gaza stanno per aprire uno stabilimento Coca-Cola?
    A Gaza??? La Coca-Cola, uno dei maggiori rappresentati del potere sionista?
    Oltre al danno, la beffa. Oltra alla beffa, una nuova schiavitù.
    Eh si….perchè è così che finirà eh….
    Non vanno mica ad aprire lo stabilimento in Israele, dove la gente poi pretenderebbe di essere pagata bene per lavorare.
    No, certo che no…..Vanno a Gaza…..dove la gente ha di nuovo perso tutto….dove a Giugno di quest’anno gli F-16 israeliani bombardavano case ed ospedali, dando un preavviso irrisorio per le evacuazioni (e non venite a dire che sono balle, perchè ho passato diverse notti insonni a seguire direttamente queste cose…mentre accadevano…), dove c’è solo un cumulo di macerie.
    Vanno lì perchè ora è il momento di fare affari.
    Con la ricostruzione, si….ma anche con la manodopera a basso costo, perchè quella gente ha bisogno di vivere.
    E questo col benestare dei vertici di Hamas, che guadagneranno il loro…..come Abu Mazen spera di guadagnare il suo in Cisgiordania.

    Quando Sergio Marchionne ha aperto lo stabilimento Fiat in Serbia, secondo voi, ha fatto affari con gli operai o con il governo serbo?

    Vogliamo parlare oggettivamente di Palestina? Bene. Facciamolo pure.
    Ma alla luce della realtà, non di speculazioni basate su fantasie deliranti e presunti fatti risalenti a 3000 anni fa.

  • Caro Max, le rispondo in maniera breve ai vari commenti che ha scritto
    1 – I link della Comizzoli non li pubblico. Su questo blog ci sono sette (forse otto) lettori e di certo non vogliono vedere i commenti trasformati nella bacheca della Comizzoli piena di deliri.
    2 – mi sembra che l’unica a fare confusione con fantasie bibliche sia proprio la sua assistita
    3 – la Palestina non è mai storicamente esistita prima della sua invenzione da parte di Arafat, un egiziano che con questa storia si è arricchito non poco. I vari Wikipedia e link che riportano di una fantomatica Palestina prima di quel tempo danno una loro interpretazione che non è storica ma che appunto è una interpretazione. Tecnicamente posso andare su Wikipedia, fare il login e inventarmi una ricostruzione storica dello Stato di Topolinia ma ciò non vorrebbe dire che è vero. La storia è un’altra cosa.
    4 – fa sempre orrore vedere giovani uccisi, sia che siano palestinesi che siano israeliani o di qualsiasi altro popolo. Il punto sta nello stabilire come questi bambini muoiano. Piango i bambini innocenti magari uccisi a scuola come è successo pochi giorni fa in Pakistan, capisco molto di meno i bambini che invece di andare a scuola vanno a lanciare sassi o molotov contro le macchine. E meno ancora capsico i genitori “orgogliosi” dei loro figli shaid. Un genitore che si rispetti sarebbe orgoglioso se suo figlio diventasse un medico, un operaio, una persona che pensa al futuro, non un terrorista. Purtroppo da quelle parti li allevano così i figli e se poi finiscono in galera o peggio non è ci si possa lamentare più di tanto. Azione – Reazione. Fatto – Conseguenza
    5 – quello che pensa lei lo delinea perfettamente quanto cita il fatto dell’apertura di una fabbrica della Coca Cola a Gaza e si scandalizza del fatto. Perché si scandalizza? Perché daranno da lavorare a qualche centinaio di palestinesi? E chiaro che se lavorano non hanno poi il tempo di fare i terroristi. E’ questa la sua idea? E’ la stessa che hanno avuto quei geni del BDS quando hanno fatto spostare la fabbrica della Soda Stream (spostare non chiudere) lasciando senza lavoro e soldi oltre 600 famiglie palestinesi. Bravi, gli avete tolto il lavoro così adesso possono tornare a fare i terroristi.
    Vi dite amici del “popolo palestinese” ma siete solo dei fanatici invasati che non vede oltre il vostro naso e il vostro interesse. Dei palestinesi non ve e frega nulla, cioè non vi frega nulla di quella gente che da 60 potrebbe vivere in pace e progredire come un paese normale. Ma a voi questo non interessa, a voi interessa solo distruggere il “mostro sionista” e per farlo vi fate scudo proprio di quelle persone che dite di voler difendere. Ma quanto siete bravi.
    Buona giornata.
    PS
    Può pure evitare d rispondere, a me piace parlare con le persone che ragionano non con i fanatici

  • Caro Londei, io non sono un fanatico nè sono uno che assista Samantha.
    Non è certo una che abbia necessità della mia assistenza.
    Io cerco solo di informarmi nel modo più oggettivo possibile, ricorrendo alle fonti che mi sembrano maggiormente attendibili ed opportune (ed ascoltando tutte le campane, soprattutto….anche quelle “avversarie”).

    Sua facoltà rimuovere i link, ci mancherebbe…il blog è suo.
    Decontestualizza le cose, ma pazienza.

    Però, se davvero le interessa parlare con persone che ragionano (anche quando la pensano in modo diametralmente opposto), non mi deve invitare a non rispondere.
    Anzi, dovrebbe invitarmi a farlo…..sempre che il contraddittorio le interessi sul serio.
    In caso contrario, me ne farò certamente una ragione.
    Però, almeno per adesso, le rispondo ugualmente.

    E, se vogliamo parlare di Storia, lasciamo da parte i deliri a carattere religioso (soprattutto cristiano-cattolico), che, dal mio punto di vista personale, hanno la stessa valenza di Guerre Stellari o de Lo Hobbit (tutti…..anche quelli islamici eh….).
    Nessuno ha prove concrete dell’esistenza reale di Gesù Cristo o della Vergine Maria, ergo eviterei di mischiare continuamente queste probabili fandonie (questi si da veri fanatici!) con fatti storici reali.
    Soprattutto quelli degli ultimi 100 anni, se permette.

    Dunque secondo lei ciò che è scritto su Wikipedia a proposito della Palestina e di Israele sarebbero fandonie o invenzioni à la Walt Disney?
    Per la par condicio:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Israele

    Non le piace parlare di Stato di Palestina (peraltro riconosciuto anche dalla stessa Europa e da molte altre Nazioni)? Benissimo.
    E allora non parliamo neppure dello Stato di Israele però….perchè esiste ancora meno di quello palestinese, se me lo concede.
    E se non me lo concede fa lo stesso.

    Parliamo semplicemente di TERRA, le sta bene?
    Ok….
    Fino al 1915, in quella TERRA, di ebrei ce n’erano pochissimi (e la prego di non farmi riprendere la Storia a partire dalla diaspora ai tempi dei romani).
    C’erano però moltissimi arabi…almeno su questo siamo d’accordo?
    E siamo anche d’accordo sul fatto che, prima del 1917, gli arabi non si sognavano nemmeno di muovere guerra contro gli ebrei ed i cristiani che convivevano PACIFICAMENTE con loro?
    Nessuno aveva ragione di sparare o lanciare pietre….perchè nessuno toglieva niente a nessuno.

    Ma, guarda un po’, ad un certo punto il numero degli ebrei è aumentato a dismisura…hanno cominciato a rubare terre e risorse…hanno cominciato a far sentire quegli arabi in minoranza.
    In casa loro.
    Nessuno di quegli inglesi ed europei ipocriti, forse, aveva valutato bene le conseguenze…o forse si, che sarebbe anche peggio.

    Le faccio una domanda: lei come si sente nei confronti di tutti quei poveri cristi che sono costretti a fuggire dal medio oriente o dal nord Africa, spinti dalla paura di morire, per rifugiarsi in Europa? Come la vive? Come li considera?

    Io li considero delle povere persone, usate come pedine sullo scacchiere globale (se non lo avesse ancora fatto, vada a documentarsi a proposito di quanto accaduto in Svezia pochi giorni fa).
    Ma la gente ne è spesso infastidita….sono invasori (anche se non lo sono per niente…ma è il modo in cui, implicitamente, vengono presentati).

    Beh, come pensa si siano sentiti gli arabi?
    Invasi.

    Veniamo all’oggi.
    I ragazzini tirano pietre. Certo. Tutti tirano pietre, in Cisgiordania.
    Che altro dovrebbero fare, di fronte all’invasione di uno stato oppressore militarmente armato, scusi?
    Dovrebbero far la vita di sempre, come se niente fosse? Studiare per diventare medici o avvocati? Seriamente lo dice?
    In un posto in cui gli F-16 israeliani distruggono case, scuole, università ed ospedali?
    Quelle persone non hanno altro che sassi, fuochi artificiali (di cui Israele blocca l’importazione!) e qualche molotov….a volte, qualche auto.
    Hanno solo questo, per difendersi da una vilissima e continua aggressione armata.

    E non ne usciranno, sa…
    Non ne usciranno perchè l’unico modo sarebbe avere una vera Resistenza.
    Ovvero un popolo armato che abbia facoltà di respingere il proprio oppressore.
    Ora so benissimo che lei questo me lo chiamerà terrorismo….ma non sarebbe terrorismo, così come non lo è stato quello dei nostri Partigiani quando qui c’era il fascismo (del quale magari lei è simpatizzante…ma spero di no….soprattutto per lei).

    Il fatto è che una vera Resistenza spazzerebbe via tutti in Palestina: israeliani, Hamas, Fatah e ANP.
    Per questo tutti si guardano bene dall’unire ed armare i palestinesi di Gaza e Cisgiordania, rendendoli finalmente (allora si!) artefici della propria liberazione e del proprio conseguente destino.

    Ma basta osservare l’intero quadro medio orientale per vedere che fine facciano le “rivoluzioni” e le “primavere”, nate come proteste popolari e poi cavalcate e mandate in malora da infiltrati e poteri occidentali ed autarchi locali (basta osservare l’anarchia in cui è caduta la Libia (funzionale proprio alle migrazioni forzate e volute, nelle quali muoiono ogni giorno un sacco di poveracci), dopo l’eliminazione di Gheddafi (che non mi era certo simpatico, ma che qualche “merito” ha sicuramente avuto per suscitare la reazione americana….non ultimo il progetto di un sistema di estrazione dell’acqua dal sottosuolo o la chiamata alla liberazione proprio della Palestina).

    Comunque, mi creda….ci sono diversi giovani palestinesi che, nonostante tutto, si prendono il diploma o la laurea….ed i loro genitori sono molto, molto orgogliosi dei loro figli, che onorano gli immani sacrifici che quelle persone fanno per farli studiare.

    Se vogliamo completare il quadro, anche il lancio dei famigerati razzi Qassam da Gaza non può certo essere paragonato agli armamenti israeliani, di ben altra portata.
    I razzi fanno quasi sempre buchi in terra o nei muri….mentre gli israeliani fuggono nei loro rifugi, piangendo da ipocriti quali sono.
    Israele risponde militarmente e massicciamente.
    Israele ha un esercito. La Palestina no. Ma c’è qualcuno che, ipocritamente, continua a chiamarla guerra.
    Eh no….non è guerra. E’ un genocidio.

    E guardi…l’ho scritto anche sopra: questo è anche responsabilità della politica palestinese, dei vertici di Hamas quanto di Abu Mazen…e di tutto coloro che mangiano a quella mangiatoia da maiali, perchè girano un bel sacco di soldi e fanno gola a tutti.
    Crede che non lo sappia o che non abbia coraggio di ammetterlo?
    Gliel’ho spiegato: a me piace l’oggettività, a qualunque costo.

    Ma io non mi preoccupo di questa gente.
    Io mi preoccupo delle persone, della popolazione, delle donne, dei bambini….di tutti coloro che vivono presi in questa morsa: invasi dagli israeliani, perseguitati dalla polizia palestinese e controllati da Hamas.
    Non so se sia chiaro.

    E lei viene a dirmi che la colpa è dei palestinesi perchè lanciano sassi?
    Lei, in quelle condizioni, cosa insegnerebbe a suo figlio?
    O cosa pensa, piuttosto, che suo figlio imparerebbe da solo (sopratutto se lo avessero messo in una galera israeliana dai 13 ai 16 anni…o se lo avessero ridotto su una sedia a rotelle a 20 anni, per avergli sparato alla schiena)?
    O se fosse un figlio cui un invasore ha rapito, torturato o ucciso i genitori?
    O se avessero arrestato, torturato e derubato lei?
    Lo sa quante scuse trovano gli israeliani per distruggere le case dei palestinesi e metterci nuove colonie?
    Sa quante persone ci sono che vivono così?
    Lo sa che gli israeliani sparano nella pancia delle donne palestinesi incinte, così dicono di avere ucciso 2 terroristi?

    Non so cosa abbia fatto lei, tra giugno e settembre di quest’anno.
    Io ho passato diverse notti insonni, a seguire queste cose….in contatto con quelle persone, alcune delle quali ho il privilegio di conoscere.
    Ho ascoltato racconti terrificanti, accolto lacrime e versato le mie.
    Ho vissuto in diretta i bombardamenti degli ospedali.

    La verità è che noi non sappiamo niente di cosa voglia dire vivere con gli F-16 sulla testa e i droni per aria. O coi soldati armati o coi coloni armati e psicopatici.
    O con la polizia palestinese che arresta i palestinesi che protestano contro Israele, in solidarietà tra loro.
    Non lo sappiamo.
    Però ci arroghiamo il diritto di giudicare le persone che invece vivono in quelle condizioni.

    Sa una cosa? In realtà, i palestinesi non odiano nessuno.
    Soprattutto, non odiano gli ebrei.
    Anche perchè, grazie al cielo, di ebrei che si oppongono nettamente al sionismo ed alla politica israeliana, ce ne sono tantissimi.
    E, spesso, partecipano alle manifestazioni ed ai funerali dei palestinesi.
    E i palestinesi li accolgono a braccia aperte.
    Anzi….ci sono ebrei che vanno anche a lanciare sassi con gli shebab palestinesi.

    Se c’è una cosa che i palestinesi odiano è l’occupazione.

    Lei ha vagamente presente il numero di bambini e ragazzini che vengono quotidianamente arrestati, percossi, torturati fisicamente e psicologicamente dai soldati israeliani (spesso con la collaborazione della polizia palestinese di Abu Mazen)?
    Ha presente il danno psicologico che questo produce? Quali conseguenze vuole che abbia?

    Il lancio di sassi mi pare il meno o, se vogliamo, il minimo sindacale.
    Sempre che uno non decida di vivere una vita da schiavo eh…

    E veniamo a Coca-Cola.
    Io non mi scandalizzo affatto.
    Io mi indigno per una beffa del genere.
    Dunque, secondo lei, i palestinesi dovrebbero essere grati?

    Un porto no….un aereoporto no….commercio libero no….viaggiare liberi no….allevare bestiame no….pescare liberamente no…..coltivare la terra no….
    Però la Coca-Cola si.

    Ma in quale mondo vive, mi scusi?
    Lei è capace di mettersi oggettivamente nei panni altrui?

    Il mio problema con Coca-Cola non è che dia lavoro ai palestinesi che dunque non possono fare i terroristi.
    Quella sarà la sua idea, non certo la mia.
    Anche perchè i palestinesi non sono terroristi.
    Casomai, sono gli israeliani ad esserlo…a ragion veduta (chi ha le armi e le usa???).

    Il mio problema sono le conseguenze che queste cose hanno.
    Perchè quei poveretti, in Palestina, hanno necessità di lavorare…eccome.
    E lo sanno tutti….eccome se lo sanno.
    Quella non è beneficienza: quello è commercio, è finanza.
    Il tutto asservito alle solite politiche imperialiste.
    Coca-Cola mi sembra il massimo rappresentante ed il più opportuno: simbolo degli USA e del loro imperialismo e sostenitore del potere sionista (chissà quanti sionisti ci saranno ai suoi vertici).
    Quello è uno scacco matto….soprattutto in un paese nel quale è Israele che controlla l’erogazione di corrente elettrica e rende la maggior parte dell’acqua non potabile.
    Sa cosa diventerà? Diventerà l’ennesima fonte di ricatto….e l’ennesima scusa per dire che i palestinesi sono dei rompicoglioni, dei fannulloni, degli ingrati.
    E per tenerli soggiogati, col ricatto di togliere loro lavoro e salario. Scommettiamo?
    Sarei curioso di sapere quale potrebbe essere il salario medio di un operaio palestinese che lavori per Coca-Cola, sa….

    Con una sola fava, hanno preso diversi piccioni….altro che due.
    E questo, tanto per esercitare un altro po’ di oggettività, con il benestare di Hamas e dei suoi vertici. Sicuramente.
    Perchè altrimenti è oggettivamente impossibile che un tale simbolo occidentale, imperialista, americano e sionista possa mettere su casa a Gaza.

    Quanto al boicottaggio economico, quella è una delle poche armi concrete che ci sono per tentare di contrastare lo strapotere israeliano.
    I soldi sono l’unico argomento che davvero li preoccupa e può ridurli a più miti consigli.

    Vede, lei trascura tutta una serie di cose rilevanti.
    Non capisco se per mera malafede o perchè crede sul serio a ciò che sostiene.
    Parla dei palestinesi come se fossero gente che vive in un paese normale e che, semplicemente, non ha voglia di fare niente…a parte lanciare sassi contro dei soldati o contro delle auto.

    La verità è che a me, come ho detto, dei palestinesi interessa eccome.
    Io non mi faccio scudo di nessuno…a che pro, scusi?

    Non sono un attivista, non sono uno che abbia interessi economici in Palestina, non sono un sostenitore del terrorismo di qualunque tipo, non sono un fanatico religioso.
    Sono solo uno cui premono l’informazione oggettiva e la difesa di alcuni diritti umani….e non solo in Palestina, sa.
    Non ho interessi personali di alcun tipo da difendere e non me ne frega niente della visibilità, altrimenti non verrei a spendere tempo in un blog che, come dice lei, avrà 7-8 lettori per dire tutte queste cose.
    Invece ci spendo del tempo…sono mesi che ci spendo del tempo.
    Proprio perchè mi interessano le sorti di quelle persone, non della politica del loro paese.

    Non so, lei forse non riesce a capire tutte queste cose, visto il suo modo di sentire (lecito, ci mancherebbe).

    Ora la palla a lei. La decisione di pubblicare o non pubblicare questo post è sua.
    Io ho detto quel che avevo da dire, mi scusso per logorrea e prolissità e la saluto.

  • Vede caro Max, lei fa confusione (non so quanto involontariamente) tra “ARABI” e cosiddetti “PALESTINESI”. Quelle terre che lei oggi chiama “Palestina” erano si abitate da un certo numero di arabi (che non vivevano affatto in pace con gli ebrei) ma erano Giordani (per quanto riguarda la Cisgiordania) ed egiziani (per quanto riguarda la striscia di Gaza e il Sinai). Nessuno ha mai sentito parlare di “Palestina” prima di Arafat. Se poi vogliamo distorcere la storia facciamo pure. Questi sono i fatti. Ma le voglio venire incontro. Come ho già detto io non ho nessuna pregiudiziale alla nascita di uno Stato palestinese, anzi, per me lo devono fare (con tutti i pro e i contro che questo comporta). Ho già visto nascere altri Stati senza che ci fosse un popolo (perché parlare di “popolo palestinese” è davvero ridicolo), per esempio il Sud Sudan che è un insieme di popoli in uno Stato. Quindi, perché no? Ma ci sono dei sistemi per creare uno Stato, non è che ci si alza la mattina e si fa uno Stato. Ci si mette d’accordo con i vicini o con chi quello Stato lo amministra (nel bene e nel male). Questa è la storia che vale ovunque nel mondo meno che, a quanto pare, per la Palestina.

    Vuole parlare di terra? Benissimo. Si ricorda l’equazione “terra in cambio di pace”? Gli israeliani ridavano le terre ai cosiddetti palestinesi e in cambio avevano pace e riconoscimento. La prima vera operazione di terra in cambio di pace è stata la cessione (dolorosa) della Striscia di Gaza. E come è andata? Non c’è certo bisogno che sia io a dirglielo come è andata. Basta guardare adesso. Ora, io non ho nemmeno letto tutto il suo lunghissimo commento (lo ammetto) perché di primo acchito mi sembra la stessa discussione che ho già fatto almeno 3.969 volte in 3.969 occasioni diverse e francamente ne ho piene le scatole di ripetere le stesse cose. Quindi vengo direttamente al punto focale della questione:
    i palestinesi e quelli che come lei sostengono la Palestina, vogliono o no uno Stato palestinese che viva in pace accanto ad uno stato israeliano? Se si (ma temo di no) l’unica soluzione è quella di arrivarci attraverso dei colloqui. A dire il vero ci si era già arrivati con gli accordi di Oslo ma qualcuno (Arafat) si è rimangiato tutto. Se invece non lo si vuole e si vuole fare una “grande Palestina” che preveda l’annientamento di Israele allora il discorso cambia. A quel punto c’è poco di cui parlare.

    Io sono per due stati per due popoli specificando che è Israele ad avere tutti i Diritti su Gerusalemme che per gli arabi non è nulla (la Grande moschea di Gerusalemme che tutti giudicano un posto sacro sorge su una chiesa distrutta dai musulmani che a sua volta sorgeva su un tempio ebraico distrutto da noi cristiani). Ma di tutto si può parlare se si vuole parlare. Questa è la storia reale non quella di Wikipedia.

    La realtà è che temo che a nessuno dalla parte palestinese interessi veramente parlare di pace o di costruire uno stato. Tempo fa, mi pare nel 2005, Kaled Meshaal da Damasco disse una cosa di cui non troverà più traccia da nessuna parte, disse che “Israele era una realtà innegabile con la quale dover fare i conti”. Quelle parole gli costarono un isolamento politico durato anni perché agli occhi dei palestinesi era un tradimento della loro ideologia. Oggi il buon Meshaal è tornato a fare discorsi di guerra e nessuno ricorda più quelle sagge (per una volta) parole, ma era la realtà. Quindi, volenti o nolenti con Israele si devono fare i conti. E se accettate questo tra qualche anno avrete il vostro Stato palestinese, se non lo accettate non avrete nulla. Questa è realtà e non favolette.
    Buona giornata

  • Caro Londei,
    Le rispondo, ma cercherò di non dilungarmi troppo.
    Tanto poi non legge (io però ho letto tutto ciò che ha scritto e con interesse, mi creda).

    Come può dire che nessuno ha mai sentito parlare di Palestina prima di Arafat, se viene citata continuamente nelle Sacre Scritture di cui avete sempre piena la bocca e la testa, scusi?

    Non capisco, oggi come oggi, quale sia la confusione tra arabi e palestinesi. I palestinesi sono arabi che vivono in Palestina e oggi, nel 2014, lo Stato di Palestina ha comunque acquisito una sua valenza riconosciuta.
    Così come, volenti o nolenti, l’ha assunta lo Stato di Israele.

    Si, certamente: è una realtà con cui è necessario fare i conti, nel suo complesso.
    Certo non è ipotizzabile e neppure ragionevole mettersi a parlare di distruzione dello Stato di Israele o di una nuova diaspora, figuriamoci.
    Per contro, nel programma sionista, esiste a chiare parole il programma di annientamento degli arabi palestinesi…..

    Il processo di una transizione democratica sicuramente dovrebbe passare attraverso dei colloqui e degli arbitrati internazionali….ma, come lei sa sicuramente meglio di me, ci sono e ci sono sempre stati tali interessi in gioco per cui sarebbe necessario interrogarsi a proposito di chi veramente vorrebbe la pace e la coesistenza pacifica delle due popolazioni (anche e soprattutto nel mondo arabo ed occidentale).

    Sono dispostissimo a credere che ci siano tanti israeliani e tanti palestinesi, semplici persone normali col loro quotidiano di piccole cose da vivere, che lo vorrebbero.

    Sono i loro politici che non lo vogliono.
    Soprattutto quelli israeliani, ma anche una bella fetta di quelli palestinesi.
    Su questo non ci sono dubbi.

    Gli accordi di Oslo?
    Prima di parlare di qualunque tentativo di accordo sia stato fatto in precedenza, sarebbe necessario analizzare quanta di quella terra sia rimasta in effetti ai palestinesi e quanta ne sarebbe eventualmente restituita, perchè in Cisgiordania il processo di colonizzazione israeliana è sempre in corso e, nel mare di fronte a Gaza, ci sono appetibili giacimenti di gas, ad esempio.
    Lei capisce cosa voglia dire, no?

    Secondo lei Israele sarebbe disposto a rinunciare? A fermarsi?
    Israele è il primo a disattendere i presupposti degli iniqui accordi di Oslo…

    E, sinceramente, non mi sento di biasimare i palestinesi se hanno ritenuto che Arafat li avesse svenduti.

    Sia come sia, guardando all’oggi, trovo anche io sterile ed inutile rifare per l’ennesima volta discorsi già fatti.
    Cosa fatta, capo ha.
    Indietro non si torna.

    Però, volendo, si potrebbe andare avanti.
    Per fare la qual cosa, Israele dovrebbe restituire un po’ di terra rubata ai palestinesi, richiamare in toto i soldati ed i mezzi militari e limitare pesantemente le azioni dei coloni.
    E poi garantire ai palestinesi la libertà di vivere, viaggiare, commerciare, pescare e coltivare senza dover sempre accettare controlli, limitazioni, restrizioni.

    Altrimenti di quali due Stati andiamo parlando?

    Se due Stati devono esserci, devono essere liberi ed indipendenti l’uno dall’altro.
    Se uno dei due pretende di imporre comunque il suo controllo sull’altro, non c’è verso.

    Gaza è un gigantesco lager e la Cisgiordania una torta da spartire a fette, tra Israele e ANP (ma io penso che poi Israele la torta la voglia tutta).

    Concludo dicendole che, se mai ci sarà, lo Stato di Palestina non sarà nè mio nè suo…sarà dei palestinesi.
    Da parte mia, io non devo avere niente.
    Guardo a queste cose con interesse innanzitutto umano e successivamente politico, perchè non le trovo per niente diverse da quanto, in maniera più subdola e strisciante, sta accadendo anche dalle nostre parti.
    Cerco di analizzare dei fatti e mettere in relazioni delle cose, per motivazioni che sono mie e che non intendo certo discutere qui.

    Ora la saluto e penso non avremo altre occasioni di scambio.
    Quella che sarà la realtà, saranno i fatti a dirlo.

    • La Palestina «citata continuamente nelle sacre scritture»? Quali? Forse nel Vangelo (sul Corano ho dei dubbi dato che Maometto non nomina mai nemmeno Gerusalemme) per il resto i romani chiamarono “Palestina” la provincia romana composta da Giudea e Samaria in sfregio agli ebrei per ricordare loro l’invasione subita dai filistei (filistim) da cui prende il nome il termine Palestina. Di certo non esiste nel vecchio testamento. Quindi, di cosa andiamo cianciando?

      In merito ai politici io guarderei solo da parte palestinese. Che poi ci sia un “programma sionista” che preveda l’annientamento degli arabi mi giunge davvero nuova. Ci sono alcuni minuscoli gruppi di ebrei ortodossi che vorrebbero fare “il grande Israele” ma che ci sia un qualsiasi programma sionista che predichi quello che dice lei lo posso escludere totalmente, tantomeno “l’annientamento” degli arabi. A meno che lei non creda alle favole dei Savi di Sion e allora mettiamoci a parlare anche di Ufo, scie chimiche e microchip nel cervello.

      Vede, la storia rimane storia anche se ogni giorno ne inventano una nuova.

  • “Nessuno ha mai sentito parlare di “Palestina” prima di Arafat.”

    Arafat è nato nel 1929 (sembra che non emise nessun vagito, ma pronunciò subito la parola ‘PALESTINA’). Nel 1917, dodici anni prima che Arafat nascesse Lord BALFOUR
    nella sua famosa dichiarazione usò il neologismo “Palestine” ma neanche lui sapeva bene cosa significasse. http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_Balfour_(1917)#mediaviewer/File:Balfour_declaration_unmarked.jpg

    Dal sito TRECCANI http://www.treccani.it/enciclopedia/palestina_(Enciclopedia-Italiana)/

    Dei molti nomi coi quali attraverso le varie epoche fu designata questa celebre regione dell’Asia Anteriore (Terra di Canaan, Terrasanta, ecc.) ha finito col prevalere nei tempi moderni il nome Palestina trasmesso a noi dai Greci (già Erodoto nomina la “Siria Palestina”), che conoscevano specialmente le parti costiere del paese, quelle cioè che a sud della Fenicia erano state occupate lungo il sec. XII a. C. dai Filistei (v.). Dal nome di costoro (ebraico Pelishtim) e della loro regione (ebraico Pelesheth) vengono i termini Παλαιστίνη e Palaestina. In precedenza la regione era chiamata Canaan (v.) e il nome si ritrova sia nella Bibbia (ebraico Kena‛an), sia in precedenti documenti egiziani (K-n-‛n) o babilonesi (Kinaḫni, Kinaḫḫi). Frequentemente presso gli antichi Egiziani si trovano i termini di Retenu (Rtnw) per designare la parte settentrionale della Palestina, e quello di Ḥaru per designare la parte meridionale (dal nome della locale tribù dei Ḥoriti; cfr. Genesi, XIV, 6; XXXVI, 20). Presso i Babilonesi la Siria, compresa la Palestina, è chiamata talvolta anche “paese degli Amurru” ossia degli Amorriti o Amoriti (v.).

    RISPETTO ALLE SUE DICHIARAZIONI NON AGGIUNGO ALTRO!