Scontro tra Islam e mondo libero: la forza dell’estremismo islamico si chiama ignoranza

Un editoriale di Manfred Gerstenfeld pubblicato lunedì su Ynet, con riferimento agli ultimi sommovimenti del mondo islamico a causa delle presunte offese al profeta, parlava di come in effetti non si sia di fronte ad un scontro di religione ma ad uno scontro tra culture.

La distinzione non è sottile anche se la componente religiosa ha la sua importanza. L’estremismo islamico si nutre infatti di ignoranza e punta a mantenere le popolazioni islamiche proprio nell’ignoranza più profonda, specie se si parla di donne. Un esempi lo abbiamo in Pakistan e in Afghanistan dove estremisti islamici e talebani danno alle fiamme le scuole femminili, oppure in Iran dove una nuova legge limita notevolmente l’accesso delle donne a determinati atenei chiave.

Mantenere intere popolazioni nell’ignoranza aiuta a controllarle meglio, aiuta a fargli fare quello che si vuole. Provate a pensare per un attimo a quanti di quelli che in questi giorni hanno protestato contro il filmaccio giudicato blasfemo possano aver visto quel film. Il 2%? Forse anche di meno. Eppure si sono riversati nelle strade senza chiedere nulla e hanno messo a ferro e fuoco mezzo mondo.

Certo, ci sono delle eccezioni. I dirottatori dell’11 settembre non erano certo degli ignoranti, anzi, erano laureati e comunque ben acculturati. Eppure non hanno esitato a buttarsi con un aereo contro le Torri Gemelle e il Pentagono. Anche in questo caso  però, nonostante la componente dell’odio religioso sia senza dubbio predominante, siamo di fronte a una forma di ignoranza dettata però da lunghi anni di condizionamento che, solo apparentemente, si può ricollegare all’odio religioso.

Noi occidentali tendiamo a sottovalutare l’intelligenza strategica di chi guida, alla luce del sole o in maniera occulta, questa enorme massa di persone. Tendiamo a definirli semplicemente “estremisti islamici”. In effetti sono persone dotate di intelligenza strategica superiore alla norma, persone che hanno pianificato una strategia nel lungo periodo che dietro allo scontro religioso nasconde lo scontro culturale, più pericoloso del primo perché prescinde dalle stesse regole religiose. Questa strategia si basa proprio sul tenere “la massa” in una forma di ignoranza talmente intensa da spingerli a credere a qualsiasi parola venga detta da chi li guida. Se un Mullah sostiene che il Sacro Corano afferma che bisogna uccidere gli infedeli, allora è certamente vero. Se un leader islamico da del Sacro Corano una sua interpretazione magari del tutto personale, va seguito perché lui è il leader. La gran parte del mondo islamico non pensa con la propria testa ma con quella dei propri leader.

Non è un caso che in Iran gli Ayatollah abbiano limitato l’accesso alle università alle ragazze iraniane. Per loro, quelle ragazze acculturate sono il pericolo più grande, l’unico in grado di farli cadere. Non per niente durante la rivoluzione verde in Iran erano le donne ad essere protagoniste, a differenza delle cosiddette “primavere arabe” dove di donne se ne vedevano davvero poche e quelle poche che c’erano erano coperte da capo a piedi.

E quelli che vanno a scuola? Beh, il 90% della popolazione islamica nel mondo non si può permettere di far studiare i propri figli. Allora l’unica alternativa sono le “scuole islamiche o coraniche” dove non si studia economia, scienze e matematica, ma si studia il Corano e lo si insegna in modo tale che gli studenti, una volta cresciuti, siano totalmente soggetti alle direttive coraniche interpretate dai loro insegnati, direttive di odio totale e incondizionato verso gli infedeli. Un forma di ignoranza che, se vogliamo, è peggiore di quella che affligge gli analfabeti.

La nuova sfida che dovrà quindi affrontare l’occidente e il mondo libero non è (e non sarà) una sfida contro l’Islam inteso come religione, ma contro l’Islam inteso come cultura. La nuova sfida non sarà quella di esportare la democrazia ma quella di esportare la nostra cultura. Non sarà una sfida facile perché i leader islamici sanno benissimo che l’unico modo che hanno di dirigere le grandi masse dove loro vogliono è quello di improntare il tutto sulla sfida religiosa e nel contempo di tenere la maggioranza dei loro adepti e fedeli nell’ignoranza. Sanno bene che l’esportazione della cultura occidentale è per loro il principale nemico da combattere. Combattiamo l’ignoranza dilagante nell’Islam, aiutiamo le donne islamiche ad ottenere i loro Diritti e avremo fatto un grosso passo avanti contro la minaccia dell’integralismo islamico.

Amina A.

Recently Published Stories

nazifascismo islamico

Vogliamo combattere il nazifascismo? Cominciamo dalla Fratellanza Musulmana

Vogliamo veramente parlare di nazifascismo contemporaneo e di come combatterlo anche attraverso la nuova legge Fiano? Bene, facciamolo, ma facciamolo seriamente partendo dal combattere la Fratellanza Musulmana

iran corea del nord

Iran e Corea del Nord: stesse minacce, reazioni diverse. Perché?

Come mai il mondo ignora completamente le gravissime minacce iraniane a Israele mentre per la Corea del Nord non si contano più le reazioni e le riunioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu?

Apologia del fascismo e il pericoloso DDL Fiano

Non mi piace il DDL Fiano, lo dico da antifascista convinto. Si presta a troppe interpretazioni e assomiglia tanto a un escamotage per silenziare il dissenso, fa cioè una cosa fascista che è proprio quello che dice di voler punire

11 settembre jihad globale

16 anni di Jihad globale e stiamo perdendo la guerra

A 16 anni dall’attacco alle torri gemelle ancora ci rifiutiamo di vedere la realtà e cioè che siamo in guerra con l’Islam, una guerra che noi ci rifiutiamo di combattere diventando facili prede della Jihad globale

nazifascismo italia

Nazifascismo in crescita in Italia. Le responsabilità della sinistra

Non sarebbe male per la sinistra fare un sano “mea culpa” sulla situazione che si è venuta a creare in Italia a causa di una politica stupida e arrogante

accoglienza

Accoglienza: come un atto di civiltà si trasforma in un autogoal per la stessa civiltà

Accogliere senza essere in grado di farlo non solo non è un atto di civiltà ma diventa un vero boomerang nel momento in cui le buone intenzioni non sono sufficienti a mantenere la pace sociale

Scontro tra Islam e mondo libero: la for…

by Franco Londei tempo di lettura: 3 min
1