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Scusate ma non mi fido del contentino musulmano

Ieri i musulmani italiani e francesi hanno aderito (sembra in numero discreto) all’iniziativa “di pace interreligiosa” volta a mostrare che l’islam è una religione di pace e a prendere le distanze dall’estremismo islamico che uccide preti in chiesa.

Ora, ai più che mi conoscono sembrerà strano, ma ho gradito veramente questa iniziativa, l’ho trovata appropriata e, a giudicare dai numeri trapelati, anche piuttosto partecipata da parte dei musulmani italiani e francesi. In Italia si parla di 23.000 partecipanti che a mio modestissimo parere sono molti di più di quanto mi aspettassi. Insomma, un bel gesto che infatti non è stato molto gradito all’ISIS che proprio ieri ha pubblicato il suo giornaletto (DABIQ) nel quale chiede ai suoi adepti di “rompere la croce”.

Sui social qualcuno ha parlato di iniziativa dettata dalla cosiddetta “taqiyya”, l’arte di dissimulare e mentire per ingannare l’avversario, ma anche su questo rimango piuttosto perplesso, per lo meno per quanto riguarda i musulmani che conosco personalmente e per alcuni leader musulmani (pochi a dire il vero) che anche nei mesi passati non hanno lesinato parole di condanna sincere contro il terrorismo islamico. Quindi, cari amici, preparate le pietre per lapidarmi perché a me questa iniziativa è piaciuta e in fondo è quello che andiamo chiedendo da tempo.

Ma, tuttavia c’è un MA ed è grosso come una casa. Ci sono alcuni punti di questa ammirevole iniziativa che mi sono rimasti un po’ indigesti, a partire dalla partecipazione di personaggi legati direttamente al terrorismo islamico, come il rappresentante palestinese in Italia, gente che quando ad essere uccisi erano stati alcuni rabbini che pregavano in sinagoga aveva esultato e che negli ultimi mesi non ha perso occasione per incitare all’odio. E poi, per quanto ammirevole, il gesto mi è sembrato parecchio tardivo visto che sono anni che in Medio Oriente le chiese vengono bruciate e i cristiani discriminati a causa della loro religione. Infine, ma ammetto che potrei non aver compreso bene, mi è parso che oltre alle dichiarazioni di rito in merito al fatto che l’Islam sia una religione di pace (e su questo dubito molto) non mi è sembrato che i veri problemi della convivenza tra islam e valori occidentali siano stati affrontati anche se alla fine il problema è proprio quello.

Insomma, ho avuto l’impressione che i musulmani sentendosi tirare per la giacchetta questa volta non potevano proprio sottrarsi dal mandare un messaggio rassicurante, anche se alla fine non hanno rassicurato proprio nessuno, anzi, non sono andati oltre al contentino lasciando tutto ancora fortemente in sospeso, come per esempio dare rassicurazioni serie sul rispetto della Carta dei Diritti Umani a scapito della Sharia e sulla separazione della religione dalla politica. Si sono limitati ad auto-assolversi dai peccati dell’estremismo islamico senza però fare nessun passo avanti verso un islam laico e democratico. Anzi, a leggere le bacheche di certi leader musulmani si scorge l’esatto contrario e se l’esempio dell’Islam che vorrebbero questi signori si chiama Erdogan allora stiamo freschi.

Concludendo, iniziativa apprezzabile e chiesta da tempo ma occasione mancata per defilarsi veramente dall’estremismo islamico, il che mi porta a dire di non fidarmi affatto del contentino musulmano. Non è certamente un esercizio di taqiyya ma nemmeno quel passo di lato storico che in tanti si attendevano.