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Se al posto della Giordania ci fosse Israele a bombardare l’ISIS

Ma che bravo Abdallah di Giordania, lui mica ci pensa su un secolo per bombardare l’ISIS, lui non è Obama né uno dei tanti pisciasotto euro-arabi che mandano gli aereoplanini telecomandati a bombardare i terroristi islamici. A leggere il web c’è solo l’imbarazzo della scelta tra un elogio e l’altro al Re di Giordania.

Ben inteso, ne sono strafelice. Però io sono un po’ maledetto così mi sono immaginato cosa sarebbe successo se a fare quello che fa giustamente il Re di Giordania, cioè bombardare i terroristi, lo facesse Israele.

Ma ve lo immaginate cosa succederebbe? A parte una rivolta generalizzata del mondo islamico che scenderebbe in piazza per urlare quanto sono assassini questi israeliani. Poi ci sarebbe una bella lista dei morti civili in tempo reale (Gaza style) senza fare distinzione tra civili veri e civili finti, cioè terroristi senza divisa. Infine il Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu, che naturalmente tace sulle macellerie islamiche, convocherebbe d’urgenza una sezione straordinaria per condannare Israele. Non ha importanza il motivo, l’importante è condannare il “mostro israeliano” anche se scarica bombe sui terroristi che fanno strage di civili inermi (Hamas style).

In fondo quello che sta facendo Abdallah di Giordania con l’ISIS è esattamente quello che ha fatto Israele con Hamas o che sta facendo ancora oggi Al-Sisi con gli estremisti della Fratellanza Musulmana. Ma se lo fanno loro va bene e nessuno va a vedere i “danni collaterali” che sicuramente ci sono, nessuno mette in dubbio le motivazioni. Ma se ad attaccare i terroristi islamici, qualsiasi terrorista, è Israele allora succede il finimondo. Boh, io la chiamo ipocrisia.