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Se critico la Kyenge e la Boldrini mi arrestate? Un pensiero alle stragi dei barconi

kyenge-boldrini

Torno malvolentieri su questo argomento, ma l’evolversi della situazione richiede un richiamo. Premesso che ogni atto di razzismo vada condannato e contrastato con ogni mezzo, posso o no criticare le signore Kyenge e Boldrini oppure se lo faccio vengo arrestato, oscurato, torturato ed esposto alla pubblica gogna?

No perché sembra che se uno non è d’accordo con le assurde idee delle due signore si ritrova subito l’etichetta di razzista e quasi certamente una denuncia (se non la Digos in casa).

L’ho già detto, sono contrarissimo agli attacchi razzisti contro la Kyenge, sono contrario a qualsiasi forma di razzismo. Tuttavia sono anche contrario al sistema usato dalla stessa Kyenge spalleggiata dalla Boldrini (mi sembra di rivedere le vispe terese di irachena memoria) volto a strumentalizzare a suo favore le contestazioni di pochi imbecilli e costringere la maggioranza degli italiani a digerire le loro assurde idee di assistenzialismo globale (prego leggere attentamente questo articolo per capire come la penso a riguardo).

E allora lo ribadisco: le idee delle due novelle vispe terese non fanno altro che favorire le illusioni di decine di migliaia di poveri disgraziati e nello stesso tempo favoriscono i mercanti di esseri umani che non aspettano altro che una valida scusa per convincere quei poveri disgraziati a salire su un barcone malandato e a partire per l’Italia. Poco importa se poi ci lasciano la pelle. Una mail di un signore che ha scritto a Rights Reporter e che ho potuto leggere si chiedeva: sulla coscienza di chi questi Africani affogati? E poi giustamente scriveva:

i cittadini italiani non si assumono alcuna responsabilità per  gli ennesimi Africani affogati nel Canale di Sicilia. Quei morti siano sulla coscienza degli “Alti” fautori dell'”accoglienza”, di quei partiti e di quei politici, come la Kyenge del PD e la Laura Boldrini di SEL, che con i loro proclami farisaici continuano a spingere i più poveri verso l’illusione del nostro benessere. Se fuggono dall’Africa lo addebitiamo pure a chi ha voluto chiudere l’era coloniale, mettendo popolazioni intere in mano a politici africani inetti e incompetenti, quando non si dimostrano ladri e criminali, solo per permettere a governi occidentali e orientali di continuare a derubare l’Africa delle sue ricchezze minerarie e delle sue terre più produttive.

Il signore, di cui non dico il nome senza esserne autorizzato, focalizza un problema che queste due burocrati dell’accoglienza sembrano ignorare completamente, quello dell’illusione dell’accoglienza e della cittadinanza facile che spinge centinaia di disperati a salire su quei gommoni della morte.

E allora chiediamoci anche noi: di chi è la responsabilità di tutte quelle morti? Chi ha la responsabilità remota di questa assurda campagna che spinge migliaia di disperati a dirigersi con ogni mezzo verso le coste italiane? Fatevi due conti e tirate le somme.

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