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Se all’Onu confondono il problema con la soluzione

Il Medio Oriente va in fiamme, centinaia di migliaia di morti, milioni di sfollati che premono sui confini europei, violenze di ogni tipo, potenze mondiali che mostrano i muscoli come ai tempi della guerra fredda e i leader mondiali cosa fanno all’Onu? Parlano della questione israelo-palestinese.

Il Times of Israel ne fa un breve riassunto in questo articolo che consiglio di leggere solo a chi ha preso una buona dose di Malox.

Insomma, l’ISIS fa massacri indicibili? Il problema e la questione israelo-palestinese. Assad bombarda i suoi cittadini (palestinesi compresi) con le armi chimiche e con armi di ogni tipo proibite dalle convenzioni internazionali? Il problema e la questione israelo-palestinese. In Siria c’è da decidere se far governare Assad oppure l’ISIS, cioè tra il male e il male? Il problema è la questione israelo-palestinese. Sembra che tutto ruoti attorno alla questione israelo-palestinese e la cosa assurda e che anche in questo caso i valori vengono sistematicamente capovolti, dove la democrazia israeliana è sotto attacco mentre la dittatura palestinese viene supportata, dove i Diritti Umani che Israele rispetta pienamente vengono derisi e addirittura usati contro lo Stato Ebraico come se fossero un ariete di sfondamento. Il totale capovolgimento della realtà dove Israele è il problema mentre la Palestina è la soluzione.

Lo so, non ci si può aspettare nulla di diverso da chi ha nominato ai vertici della Commissione per i Diritti Umani dell’Onu un Paese come l’Arabia Saudita, però qui non si parla di un organismo (nell’organismo) notoriamente ridicolo e corrotto qual’è la Commissione per i Diritti Umani, qui si parla della Assemblea Generale delle Nazioni Unite, un palco mondiale dove i leader mondiali si rivolgono agli altri leader mondiali, dove tutto il mondo sta a guardare e a sentire cosa questi leader dicono. E francamente che si possa così impunemente confondere il problema con la soluzione, che si possa attaccare uno Stato democratico qual’è Israele per difendere una dittatura di fatto che rifiuta qualsiasi accordo qual’è invece la Autorità Nazionale Palestinese, lontanissima dall’essere un esempio di democrazia e rispetto dei Diritti Umani, non può che lasciare basiti chiunque abbia un minimo di cervello.

E’ un po’ la stessa cosa che sta succedendo con la questione di Gaza e della sua ricostruzione. Tutti (e dico tutti) si lamentano che la ricostruzione di Gaza procede a rilento incolpando di questo Israele, che invece fa passare centinaia di migliaia di tonnellate di materiali per l’edilizia (che per inciso potrebbero benissimo passare anche per l’Egitto che però non lo permette). Nessuno (e dico nessuno) che si chieda che uso ne faccia Hamas di quei materiali, nessuno (e dico nessuno) che si chieda che fine abbiano fatto i cinque miliardi di dollari stanziati per la ricostruzione di Gaza. No, il problema è Israele non Hamas o i corrotti della ANP.

Come nella questione siriana, dove adesso sembra che Assad sia la soluzione e non il problema, anche per la questione israelo-palestinese si confonde il problema con la soluzione dove il vero problema sono i palestinesi e non Israele. Quando qualcuno se ne renderà finalmente conto forse le cose potranno veramente cambiare. Intanto oggi aspettiamo il discorso di Abu Mazen che ha promesso “importanti dichiarazioni”, Chissà se tra queste “importanti dichiarazioni” ci saranno anche le spiegazioni su dove siano finiti i miliardi di dollari donati per lo sviluppo della Palestina e spariti nel nulla.