Domani 9 luglio questo sito internet non pubblicherà niente, parteciperà cioè alla serrata contro il DDL intercettazioni indetto dalla Federazione della Stampa al quale si è unita la rete per iniziativa di alcune associazioni tra le quali “Articolo 21” e “Lettera 22”. Tuttavia lo facciamo con alcuni distinguo, non certo per fare i “bastian contrari” ma perché riteniamo giusto evidenziare bene i motivi di questa nostra scelta.

Innanzi tutto va specificato bene che la nostra scelta è legata alla opposizione al DDL intercettazioni e non unicamente alla “legge bavaglio”. Facciamo questa distinzione perché a nostro avviso è un errore madornale concentrare la protesta (e quindi l’attenzione) contro questo infelice DDL unicamente sulla parte che riguarda la limitazione della libertà di stampa e non sulle limitazioni che questa legge imporrebbe ai magistrati e quindi alla lotta contro la criminalità organizzata. La stampa, con la protesta di piazza dello scorso 2 luglio, ha già fatto questo grave errore evidenziando, durante quella manifestazione, solo ed unicamente la parte del DDL che mira chiaramente a limitare la libertà di stampa e dimenticando completamente quella che forse è la parte più grave, quella cioè che riguarda i limiti alle intercettazioni che rimanderebbero questo Paese ai tempi in cui per combattere la mafia si usavano sassi e fionda.

In secondo luogo siamo fondamentalmente d’accordo con Travaglio e con il suo direttore Padellaro. Ci sembra francamente un controsenso protestare contro la legge bavaglio imbavagliandosi. Meglio, molto meglio, sarebbe stato uscire tutti (giornali, siti internet e blog) con una edizione speciale e magari gratuita dove si elencavano tutti i successi conseguiti con l’uso delle intercettazioni dalle forze dell’ordine o le inchieste scaturite da rivelazioni giornalistiche. Con lo sciopero di domani si favoriscono i crumiri e, soprattutto, ci si auto-imbavaglia. Tuttavia seguiremo la massa e ci auto-imbavaglieremo anche noi.

In terzo luogo non vorremmo che anche questa iniziativa (come altre) venisse strumentalizzata politicamente, cioè che fossero solo i giornali, i siti internet e i blog di sinistra nonché le associazioni di quell’area a fare la serrata. Questa associazione (e quindi questo sito internet) sono tutto fuorché vicini alle idee della sinistra radicale o dell’antiberlusconismo a tutti i costi. Noi critichiamo quando riteniamo giusto farlo e plaudiamo quando riteniamo che ci sia da farlo, indifferentemente dal colore politico o dalla ideologia. Riteniamo, come più volte detto, che questo DDL sia una porcata, abbiamo persino studiato il sistema di aggirare la censura con un progetto apposito, ma non perché lo ha voluto Berlusconi appoggiato da buona parte della destra (non tutta per fortuna) per i motivi che tutti sappiamo, ma perché riteniamo veramente che sia un grosso favore alla mafia e al malaffare. Se lo avesse studiato uno qualsiasi della sinistra o Di Pietro, avremmo fatto la stessa medesima cosa.

E a proposito di strumentalizzazione, di “legge bavaglio” e di attacchi alla libertà di stampa. Non ci risulta, al momento, che alcun giornale, sito internet, blog o associazione dell’area di sinistra si sia indignato per quanto successo al “Legno Storto” il quale ha subito un durissimo attacco da una parte della magistratura che rischia di far chiudere lo storico sito internet di informazione. Qui trovate la lettera appello scritta dal Legno Sorto dove si spiega quanto successo. Ora, è giusto che si voglia garantire la libertà di stampa ma non lo si può fare a senso unico. Se la stessa cosa fosse accaduta a un sito di sinistra qualsiasi sarebbe successo un pandemonio, ma siccome il Legno Storto non è di quell’area, allora tutti zitti e mosca.

Concludendo, Secondo Protocollo aderisce alla serrata contro il DDL intercettazioni e lo fa convintamente. Tuttavia ci sembrava giusto specificare i motivi per cui lo facciamo che non sempre combaciano con quelli degli altri.

Secondo Protocollo

Comments are closed.