Shoah: nel giorno della memoria uno sguardo preoccupato al futuro

Articolo pubblicato su Secondo Protocollo il 26 gennaio – Ogni anno per il giorno della memoria qualcuno di noi scrive qualcosa. Lo scorso anno Miriam scrisse un articolo che definire “preveggente” è dir poco: l’olocausto che verrà.  Quest’anno per scelta abbiamo deciso che sia un non ebreo a scrivere qualcosa in merito anche se credo che prima del 27 gennaio ci torneremo su.

Parlare di quello che è accaduto durante il periodo nazista è utile per non dimenticare il più grande massacro della storia, lo sterminio studiato a tavolino della gente ebrea, ma lo lascio fare ad altri magari più preparati di me nella materia. Quello che invece vorrei fare quest’anno è riprendere il ragionamento fatto da Miriam lo scorso anno, la preoccupazione per la Shoah che si sta nuovamente preparando ai danni del popolo ebraico.

Non esagero se parlo di “preparazione di nuova Shoah”, dello “studio a tavolino di un nuovo massacro di ebrei”. Sono i ricorsi storici a farmi temere che la strada sia proprio quella. Negli ultimi anni l’odio verso tutto ciò che è ebraico e verso la Patria degli ebrei, Israele, è aumentato a dismisura e con l’aumento dell’odio sono tornati anche i vecchi luoghi comuni usati dai nazisti per giustificare lo sterminio degli ebrei. L’economia è in mano agli ebrei, la crisi economica è colpa degli ebrei, gli ebrei si arricchiscono ai danni degli altri, gli ebrei vogliono dominare il mondo ecc. ecc. Potrei continuare per ore a ricordare questi luoghi comuni tanto attuali quanto ripresi da Mein Campf. Di ogni cosa che accade nel mondo si incolpano gli ebrei. Persino la ragazza marocchina accreditata come “amica” del premier italiano, Ruby, è stata indicata come agente del Mossad. Ma se questa è senza dubbio e con evidenza una cosa ridicola, rende però benissimo l’idea di quanta disinformazione ci sia nei confronti degli ebrei e di Israele. Una disinformazione così massiccia da poter essere paragonata a quella messa in atto dai nazisti per giustificare il massacro degli ebrei. Anche allora, come adesso, vi erano persone preposte a disinformare. Allora si chiamava Joseph Goebbels ed era facilmente individuabile. Oggi, con l’avvento di internet e di nuovi mezzi di comunicazione, ci sono migliaia di Goebbels pronti a disinformare con qualsiasi mezzo e a qualsiasi costo. L’importante è che l’odio verso gli ebrei e verso Israele continui a montare. Se poi le notizie sono false o addirittura ridicole, poco importa, c’è sempre qualche erede dei nazisti pronto a bersela o a usarla strumentalmente.

Per l’odio verso gli ebrei e verso Israele si arriva persino ad appoggiare un dittatore assassino come Ahmadinejad, che di certo non può essere eletto a difensore dei Diritti Umani, nemmeno quelli dei palestinesi, ragione per cui molti suoi sostenitori dicono di sostenerlo. Che volete che gliene freghi ad Ahmadinejad dei palestinesi e che volete che gliene freghi, sempre dei palestinesi, ai suoi sostenitori? No, quello che gli accomuna è l’odio verso l’ebreo e verso Israele in quanto Stato ebraico e patria del popolo ebraico, i palestinesi sono solo un mezzo, carne da macello da usare all’occorrenza e scusa sempre pronta per denigrare Israele.

Ecco, in questo contesto oggi vorrei ricordare la Shoah, per lanciare uno sguardo al futuro del popolo ebraico e di Israele, un futuro non certo privo di pesanti incognite. Mai come oggi il passato di interseca al futuro, mai come oggi i termini “Shoah” o “sterminio degli ebrei” sono così attuali. Noi che viviamo pacificamente nel nostro bistrattato paese non lo percepiamo questo rischio immane, ma gli ebrei in tutto in mondo e specialmente coloro che vivono in Israele lo percepiscono eccome. L’altro giorno su Facebook una ragazza ebrea ammetteva di aver paura in certi contesti a dire di essere di fede ebraica, aveva paura della reazione degli altri, reazione ostile più volte provata. A questo siamo arrivati, a questo ha portato la disinformazione nazista e islamica nei confronti degli ebrei e soprattutto di Israele.

Per questo sono sempre più convinto, e con me questa piccola organizzazione, che mai come ora sia indispensabile difendere Israele e contrastare la disinformazione nazista contro gli ebrei. Se, per esempio, qualche mese fa mi avessero detto di voler implementare una legge contro il negazionismo forse non l’avrei appoggiata, non fosse altro che per difendere il Diritto a pensarla diversamente, ma oggi, visto come il negazionismo viene usato strumentalmente da coloro che vogliono nuovamente cancellare il popolo ebraico dalla faccia della terra, non posso che essere convintamente d’accordo ad implementare una legge che punisca penalmente coloro che negano quello che non può essere negato, non perché gli si debba togliere il Diritto di pensarla diversamente, ma perché sanno benissimo che la Shoah è stata una cosa reale ma negano l’evidenza solo per odio verso gli ebrei e per inculcare negli altri lo stesso odio. Questo non può più essere tollerato.

Sono seriamente preoccupato per il futuro del popolo ebraico, non posso negare quello che provo. Non posso negare di aver paura che si stia preparando una nuova Shoah. Per questo motivo oggi commemoriamo i milioni di morti ebrei sterminati dai nazisti con un occhio rivolto verso il futuro e in particolare ai nuovi nazisti, ai nuovi sterminatori di ebrei. Le parole “mai più” riferite alla Shoah non devono rimanere solo parole, ma devono essere un intento e risuonare forti e ben scandite nelle orecchie dei nuovi Hitler e dei novelli Goebbels. Non permetteremo un nuova Shoah, costi quel che costi.

Franco Londei

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