Siete ancora convinti che Putin sia amico di Israele?

Un editoriale di Ofra Bengio sul Jerusalem Post di oggi affronta il discorso dell’accordo sulla Siria voluto da Putin e raggiunto con la Turchia e l’Iran. Bengio li definisce “strani compagni di letto” e ne ha ben donde nel definirli in quel modo.

Non voglio entrare nel merito di un accordo che nei fatti è una vera e propria spartizione della Siria e al quale manca l’OK di tutte o quasi le altre parti in causa. Non che sia importante il pensiero di Al Qaeda o dello Stato Islamico, ma almeno i curdi li potevano sentire. No, a me interessa parlare di Putin, specie in un momento in cui molti sostenitori di Israele lo considerano un amico dello Stato Ebraico.

Non so francamente come possa essere nata questa idea visto che Putin è il maggior fornitore di armi degli Ayatollah iraniani e quindi di Hezbollah. Se Putin arriva a spartirsi la Siria con l’Iran e con la Turchia, ormai patria della Fratellanza Musulmana e non certo quindi una amica di Israele, non vedo come si possa pensare che questo non si ripercuoterà su Israele e in particolare su quello che avverrà sul Golan dove la presenza iraniana è provatamente massiccia.

Non so nemmeno come non si possa prendere dannatamente sul serio il cambio geo-politico che questa spartizione della Siria rappresenta per Israele, non certamente un cambio in positivo. Per altro, un cambio avvenuto intaccando appena il potere dello Stato Islamico anche se i sostenitori di Putin sembrano convinti che lo Zar russo combatta i terroristi del ISIS.

Intendiamoci, Putin fa il suo lavoro e nonostante quello che si dica della antipatia tra lui e Obama è proprio grazie alla debolezza dell’ex Presidente USA che ha potuto fare quello che voleva. Non so francamente come potrà andare con Trump, ma non è che abbia sensazioni particolarmente positive in merito. So per certo una cosa, quando si comincerà a parlare di Medio Oriente gli interessi di Putin e di Trump non potranno non scontrarsi, sempre ammesso che il Presidente americano mantenga il suo sostegno a Israele.

Putin non è amico di Israele, anzi, direi che è l’esatto opposto anche se si è accordato con Netanyahu in merito ad eventuali raid in Siria. Prima di tutto non sappiamo se questi accordi saranno mantenuti anche dopo questo accordo di spartizione della Siria, poi siamo proprio convinti che tra i “clienti” iraniani e Israele Putin scelga quest’ultimo? Perché se c’è una cosa certa è che l’Iran prima di sedersi al tavolo e mangiarsi un pezzo di Siria come minimo si è accordato con Putin sul Golan e sulla presenza dei Pasdaran e di Hezbollah in quella regione. E guardate che è quello il punto più critico e pericoloso per Israele.

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