Secondo Protocollo

Siria: armi chimiche verso Hezbollah. Sale la tensione tra Israele e Libano

Hezbollah è sul punto di ricevere una parte importante delle armi chimiche siriane oltre a importanti e letali sistemi d’arma. E’ quanto emerge da un rapporto di intelligence compilato da agenti occidentali che si trovano sul campo in Siria consegnato ai Governi di Israele e Turchia.

Nei giorni scorsi in Siria sono arrivati 150 esperti iraniani appartenenti al corpo dei pasdaran. Il loro compito non è, come la stampa occidentale ha ventilato, quello di supportare l’esercito lealista siriano, ma quello di mettere in sicurezza le armi chimiche siriane e di predisporle al trasferimento in Libano. Teheran supporta già il regime siriano con almeno 2.500 pasdaran ai quali si sono aggiunti centinaia di membri di Hezbollah. Ora gli Ayatollah pretendono che le armi chimiche di Assad vadano proprio agli Hezbollah per creare un nuovo fronte di pericolo a nord di Israele nel caso, sempre più probabile, che a Gerusalemme decidano di attaccare le centrali nucleari iraniane.

Il compito dei 150 esperti iraniani sarebbe quello di “imballare” le armi chimiche siriane in modo che possano essere trasportate senza rischi e, una volta trasferite in Libano, di istruire a dovere gli Hezbollah al loro impiego.

Secondo un rapporto del Mossad presentato al Governo israeliano la scorsa settimana, le armi chimiche siriane sarebbero state trasferite dal sito di al-Safira, poco a nord di Damasco, a quello di Jdaidid Yabws, a pochi Km dal confine con il Libano. Questo sarebbe il primo passo verso un futuro trasferimento dell’arsenale chimico in Libano. I 150 tecnici iraniani sarebbero proprio nella cittadina di Jdaidid Yabws dove sono stati raggiunti da personale di Hezbollah. Tutto questo fa pensare a un trasferimento imminente.

A confermare i timori israeliani c’è anche un forte aumento delle attività militari di Hezbollah lungo il confine con Israele. Lo confermano anche fonti di UNIFIL che, in teoria, dovrebbe controllare il sud del Libano ma che in pratica deve sottostare ai voleri del gruppo terrorista libanese. Nei giorni scorsi si sono sfiorati diversi scontri a fuco tra terroristi libanesi ed esercito israeliano. L’impressione è che Hezbollah stia rafforzando la sua presenza militare lungo i confini con Israele per prevenire un attacco preventivo volto a distruggere le armi chimiche. Batterie anti-aeree e radar sono apparse nei giorni scorsi lungo tutto il confine tra Libano e Israele. Il Comando Nord dell’IDF parla di “importante aumento delle attività militari in Libano” al quale gli israeliani hanno risposto con un aumento del grado di allerta e con un incremento delle attività di pattuglia e di osservazione.

Anche in questo caso non si può non notare come le promesse americane di “controllare  i movimenti delle armi chimiche ed eventualmente di intervenire” siano state sostanzialmente disattese. In compenso, dopo tanto tempo, sono aumentati gli scambi di notizie tra Turchia e Israele nel tentativo di impedire che l’arsenale chimico di Assad finisca in mano ai terroristi, un rischio che nemmeno Ankara è disposta a correre.

Sharon Levi