Siria: iraniani ed Hezbollah partecipano alle stragi di civili

Secondo un rapporto confidenziale inviato domenica ai servizi segreti israeliani, testimoni siriani riferiscono la presenza di persone che parlano persiano tra i poliziotti addetti a reprimere le proteste che stanno infiammando la Siria.

Alcuni manifestanti che hanno preso parte ai tumulti di protesta lo hanno riferito anche su alcune pagine di Facebook. Secondo quanto riferiscono i messaggi sul noto social network, a guidare i poliziotti antisommossa nella città di Lakatia ci sarebbero elementi che non vestono la divisa della polizia e che tra loro parlano in persiano.

Fonti di intelligence hanno riferito ai media israeliani di aver intercettato alcune comunicazioni tra Teheran, Beirut e Damasco nelle quali si parla di “rafforzare la presenza di guardiani della rivoluzione iraniana in Siria” presenza da allargare anche a “elementi di Hezbollah addestrati in Iran”.

Secondo la radio delle forze armate israeliane, a Teheran gli ayatollah sono molto preoccupati per il precipitare della situazione in Siria. L’Iran rischia di vedere annullati tutti gli sforzi di rafforzare la sua presenza militare nell’area e di perdere tutti i cospicui investimenti fatti negli ultimi mesi in Siria a questo scopo. Per questo vogliono supportare il regime siriano nella repressione delle rivolte, loro che sono così esperti nell’ammazzare a sangue freddo innocui e pacifici manifestanti.

Va detto che un coinvolgimento dei guardiani della rivoluzione iraniana in Siria era già emerso sin dai primi giorni della sanguinosa repressione. L’Iran intende costruire una grandissima base navale proprio a Lakatia e uno scossone al regime siriano potrebbe seriamente compromettere il progetto.  Va invece segnalata la novità della presenza di elementi di Hezbollah. Sicuramente si tratta degli stessi che hanno affiancato i basji nelle repressioni che hanno insanguinato l’Iran, tutti addestrati nel nord dell’Iran dai pasdaran iraniani.

Sharon Levi

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