Siria: l’esempio lampante della faziosità del mondo pacifista

Ci sono volute le stragi di massa di Homs, stragi non più celabili dalla ipocrisia pacifista, per far capire al mondo cosa stesse realmente accadendo in Siria dove da 11 mesi l’opposizione viene sistematicamente massacrata dal regime nazi-islamico di Bashar al-Assad con la complicità di Iran ed Hezbollah.

Eppure anche in questi giorni per i think tank “pacifisti” l’unica preoccupazione sembra essere quella di un intervento militare sul tipo di quello effettuato in Libia. A questi “pacifinti” non interessano gli ormai quasi 10.000 morti dall’inizio delle rivolte, non interessano i dati UNICEF sul numero di bambini uccisi (400) dagli sgherri di Assad e degli Ayatollah iraniani, a loro interessa solo che il macellaio di Damasco rimanga al suo posto.

Ci sono due motivi per questo assurdo pensiero pacifinto: il primo è che in realtà il cosiddetto “movimento pacifista” altro non è che un mezzo subdolo e ipocrita per difendere i peggiori dittatori della terra con la scusa del ripudio della guerra. Da Ahmadinejad ai talebani, da Assad a Mugabe passando per Omar al Bashir, i “pacifisti” non solo si oppongono fermamente alla loro rimozione,ma spesso arrivano a collaborare con loro (vedere quello che avviene in Afghanistan e in Sudan). Il secondo è che il “movimento pacifista”, nato negli anni sessanta per protestare contro la guerra in Vietnam, nel corso del tempo si è trasformato in un vero e proprio movimento anti-americano ed anti-ebraico che nulla ha a che vedere con la ricerca della pace.

In sostanza il “ripudio alla guerra e alla violenza” vale solo in determinati contesti ma se si tratta di difendere un nemico degli USA o, peggio ancora, di Israele il movimento pacifista non ha dubbi, si schiera con gli assassini arrivando a chiudere gli occhi (e persino a difenderle e sostenerle) sulle stragi di regimi sanguinari e tutt’altro che pacifici come quello di Assad, di Ahmadinejad , dei talebani o di Omar al Bashir.

L’esempio lampante ce lo abbiamo proprio nel caso della Siria. Quando  lo scorso mese di agosto Assad fece bombardare dai sui sgherri alcuni campi palestinesi facendo diversi morti tra la popolazione palestinese (tanto adorata dai pacifisti), nessuno fece un fiato. Se la stessa cosa l’avesse fatta Israele o gli Stati Uniti ci sarebbe stata una vera e propria rivolta con manifestazioni sulle strade di tutto il mondo per denunciare il massacro dei poveri palestinesi. Eppure Assad lo ha fatto e neppure Hamas ha provato a protestare. Cosa vuol dire questo? Che il cosiddetto “movimento pacifista” in realtà e solo un ammasso di antidemocratici e antisemiti che ipocritamente si nasconde dietro alla “non violenza” per poi in realtà supportare proprio le violenze peggiori.

Per intenderci, questa non è certo una novità, il mondo è pieno di personaggi che si definiscono “pacifisti” e poi fanno a bacini con dittatori genocidi come il sudanese Omar al-Bashir che ha massacrato oltre mezzo milione di persone in Darfur arrivando persino a difendere il suo operato quando il Tribunale Penale Internazionale lo ha incriminato. Sono questi i “pacifisti” non violenti che popolano il mondo, personaggi persino idolatrati in alcuni casi ma che in realtà fanno da paravento ai peggiori dittatori del mondo.

Franco Londei

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