Siria: quanta ipocrisia da parte dei pacifisti e degli anti-israeliani

«Noi siriani non odiamo Israele. Ci viene inculcato l’odio verso gli israeliani per distogliere la nostra attenzione dalle porcate del regime». A dirlo è un importante membro dell’opposizione siriana fuggito negli Stati Uniti in una intervista al quotidiano israeliano Ynet. «Il mondo dovrebbe bombardare Assad così come ha fatto con Gheddafi» ha detto tra le altre cose il giovane siriano al suo intervistatore (qui trovate l’intervista).

Incredulità, è questo il termine più adatto nel vedere la passività dell’occidente sul massacro che quotidianamente avviene in Siria. Solo ultimamente i media occidentali hanno iniziato sporadicamente a parlarne ma la strage in Siria è in atto da mesi e mesi, una strage che il regime siriano compie con la complicità attiva di Iran e di Hezbollah. E dopo incredulità il secondo termine che viene spontaneo è ipocrisia, l’ipocrisia di aver attaccato la Libia per massacri che non c’erano, di aver preteso il rinvio a giudizio di Gheddafi e del figlio al Tribunale Penale Internazionale per reati orribili ma infinitamente inferiori a quelli che compie ogni giorno Bashar al-Assad. Attenzione, non voglio dire che Gheddafi fosse un angioletto, ma se c’è un termine di paragone o se si vuole usare un metro si giudizio, i crimini di Assad sono enormemente superiori a quelli di Gheddafi. E allora, perché la Siria viene ignorata? Perché si permette ad Assad di massacrare il suo popolo senza che nessuno faccia qualcosa per impedirlo? Perché Assad non è stato ancora rinviato a giudizio dal Tribunale Penale Internazionale per crimini contro l’umanità?

E’ provato da diverse testimonianze, l’Iran ha inviato i suoi pasdaran per aiutare i siriani nel massacro e così ha fatto Hezbollah. Perché il mondo tace su questa vergogna? Perché nessuno ha levato una sola voce quando Assad ha fatto sparare sui palestinesi residenti in Siria? Non sono forse i palestinesi il popolo più amato dai pacifisti?

Persino le “grandi organizzazioni per i Diritti Umani” (sic) hanno aspettato mesi e mesi per esprimere una timida condanna. Strano, di solito quando si parla di Israele i rapporti (magari inventati di sana pianta) arrivano nel giro di poche ore. E non erano forse le cosiddette “primavere arabe” ad eccitare i tanti filo-arabi? Cosa c’è che non va nella “primavera siriana”?

Non sarà forse che i tanti pacifisti a senso unico e i tantissimi anti-israeliani si sono resi conto di come la pensano i giovani siriani (vedere l’intervista citata sopra) e quindi preferiscono girarsi allegramente dall’altra parte e assistere compiaciuti ai massacri quotidiani di questi arabi un po’ inusuali che dicono di non odiare Israele? Non sarà che per loro il sangue siriano ha un altro valore rispetto a quello egiziano o libico (per non parlare di quello degli arabi che occupano la Palestina)? Un valore chiaramente molto inferiore.

A quanta ipocrisia dobbiamo ancora sottostare prima che qualcuno si decida veramente a fare qualcosa per abbattere Assad e per punire tutti quelli (Iran ed Hezbollah in primis) che lo stanno appoggiando? Quando dobbiamo aspettare prima che il Tribunale Penale Internazionale emetta un ordine di cattura per il macellaio di Damasco? E per quanto tempo dobbiamo sopportare ancora l’ipocrita immobilità e il silenzio dei pacifisti?

Noemi Cabitza

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