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Sovraffollamento carceri: la soluzione è espellere gli stranieri

carceri

Se sono vere le notizie di stampa che vorrebbero il Ministro Cancellieri pensare a una soluzione per sfoltire la popolazione carceraria adottando sconti di pena e varie forme di semi-libertà, il problema non viene risolto, viene solo rimandato di qualche mese e in più si da l’impressione di uno Stato debole che soccombe ai criminali alleggerendo le pene.

Intendiamoci, sono d’accordo con chi vorrebbe la detenzione non applicabile ad alcuni reati (mi vengono in mente alcuni reati amministrativi minori) e l’applicazione di pene alternative come i lavori socialmente utili, tuttavia agire solo sull’alleggerimento delle pene per far finire prima il periodo di detenzione non risolve alcun problema o quantomeno lo risolve solo temporaneamente. Questo anche perché, a mio avviso, ci sono reati  per cui le pene andrebbero al contrario aumentate e irrigidite come per esempio i reati di stalking, quelli sulle donne, i reati di discriminazione di genere ecc. ecc.

E allora come si fa a risolvere questo problema in tempi brevi e senza mettere le mani nelle esangui casse statali per costruire nuove carceri? La soluzione, a mio avviso, sta nell’analisi della popolazione penitenziaria. Se guardiamo bene i dati (si riferiscono a fine 2012) noteremo che un terzo dei detenuti nelle carceri italiane sono stranieri. Si parla di circa 24.000 persone (esattamente 23.773) che non hanno più il Diritto di vivere in Italia in quanto hanno commesso reati. Di questi il 19,4% arriva dal Marocco, il 15,4% dalla Romania, il 12,6% dalla Tunisia e l’11,9% dalla Albania. Il resto sono di altre nazionalità assortite. Allora, perché non espellerli subito? Quelli con i reati più gravi da espellere con la formula del Protocollo di Strasburgo il quale prevede che scontino la pena nel loro Paese d’origine (qui il discorso è un po’ complesso perché non tutti gli stati hanno aderito al Protocollo di Strasburgo e per altre ragioni, ma la formula è valida ed è fattibile in tempi brevi), gli altri con l’espulsione immediata nei loro Paesi d’origine così si evitano anche le provabilissime recidive.

In totale in poco tempo si libererebbero oltre 23.000 posti che sono ampiamente superiori a quelli che il Ministro Cancellieri ventila nella sua proposta (si parla di 3 / 4  mila posti) e non si applicherebbe nessun alleggerimento delle pene che assomiglia tanto a una amnistia mascherata.

Il problema allora dov’è? Semplice, il problema è che le regole europee pongono una infinità di paletti sia per l’espulsione  che per lo sconto di pena nei Paesi d’origine degli stranieri specie quando si parla di carceri marocchine o tunisine che non sono certo confortevoli come le nostre per quanto siano sovraffollate. Insomma, se da un lato la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condanna l’Italia per il sovraffollamento carcerario, dall’altro ci impedisce di rispedire i carcerati stranieri nei loro Paesi d’origine per scontare la pena a cui sono stati condannati  in quanto subirebbero una detenzione “poco umana” . E’ un cane che si morde la coda.

Bene, personalmente ritengo che un Paese civile debba avere carceri civili, tuttavia ritengo anche che spendere soldi e affollare le carceri per garantire una carcerazione “umana” a detenuti stranieri colpevoli di reati (anche gravissimi) che comunque andrebbero espulsi sia una follia. Non ci permettono, per il momento, di espellere i cittadini stranieri  detenuti in Italia per scontare la pena nel loro Paese? Bene, prendiamo quelli con la pena più leggera, condoniamogliela ed espelliamoli immediatamente. Poi andiamo a parlare con le autorità dei Paesi da cui provengono il grosso dei detenuti stranieri e cerchiamo di raggiungere un accordo per l’applicazione del Protocollo di Strasburgo che garantisca ai carcerati un trattamento umano nel loro paese. Questo non dovrebbe essere difficile se ci si mette un po’ di volontà. Fatto questo trasferiamo i detenuti stranieri nelle carceri dei loro Paesi. Nel giro di pochissimo tempo libereremmo migliaia di posti e faremmo tornare le carceri italiane a livelli accettabili senza fare alcuna amnistia.

Vi sembra troppo difficile? Non lo è. Vi sembra una forma di razzismo? Non lo è. E’ solo una maniera ragionata e ragionevole per liberare migliaia di posti nelle nostre carceri. Solo che ci vuole la volontà politica di farlo e siccome in Italia siamo abituati a scegliere le scorciatoie e abbiamo una paura fottuta di essere giudicati razzisti, sono sicuro che si opterà per l’amnistia con il risultato di ritrovarci tra pochi mesi nelle stesse condizioni.

2 Comments

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  • Ho sentito dire ma non ne sono sicuro che in molti Paesi Islamici, se un reato viene commesso ai danni di un infedele, non viene considerato come tale…Anzi! Se fosse vero, escluderei dal rimpatrio quei delinquenti che potrebbero beneficiare di quelle sante indulgenze.- Saluti

  • Lo penso e lo dico da anni. Ma al Governo non capita mai uno con almeno la nostra intelligenza.
    Di recente ho visto un video in cui il ministro degli Esteri tunisino ha detto che per loro è una vergogna che ci siano tunisini clandestini che vagabondano in Europa da un Paese all’altro e che vorrebbero tornassero in patria. Stessa cosa per i delinquenti. Cioè al momento una soluzione del genere al sovraffollamento delle carceri troverebbe il completo sostegno di un Paese terzo, non ci sarebbe nemmeno da trattare.