Secondo Protocollo

Spending Review: garantire il Diritto alla salute

Non possiamo nascondere una fortissima preoccupazione sull’annunciato taglio dei posti letto, degli ospedali e dei servizi sanitari ai cittadini, tagli annunciati dal Governo Monti in ottica di “Spending Review” che vanno ad intaccare ulteriormente il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Se le voci raccolte in questi giorni sono vere, il decreto per la Spending Review dovrebbe falcidiare ulteriormente il Servizio Sanitario Nazionale con un taglio netto di 18 mila posti letto, la chiusura di decine di piccole strutture sanitarie, il taglio dei 118 e, probabilmente, la riduzione delle prestazioni specialistiche. Non solo, si prefigura il rischio del taglio dei servizi ai disabili come quello dell’accompagnamento presso strutture sanitarie con mezzi convenzionati al SSN.

E’ un colpo mortale al Diritto alla Salute sancito dalla Costituzione italiana, dalla Dichiarazione Europea dei Diritti dell’Uomo e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Questo governo continua, appoggiato da quasi tutte le forze politiche, a intaccare il sistema sociale, a colpire i più deboli e a limitare l’accesso ai Diritti Fondamentali dei cittadini. Evita invece di implementare quelle riforme che sarebbero necessarie a diminuire la spesa pubblica senza però aggredire i Diritti Fondamentali dei cittadini italiani, riforme che pure erano state promesse da Monti all’atto del suo insediamento, quali l’eliminazione delle Province, degli enti inutili (pensiamo per esempio alle centinaia di Comunità Montane) e a ridurre la mastodontica spesa pubblica legata al sistema politico, da quello locale a quello nazionale.

E’ una condizione non più tollerabile. I cittadini italiani non possono essere privati dei loro Diritti mentre il sistema politico continua a mantenere tutti i suoi privilegi. Non è possibile che si continui a colpire il tessuto sociale più debole privandolo dei suoi Diritti Fondamentali quale quello alla salute. E’ giusto diminuire la spesa pubblica ma nel farlo non si possono usurpare i sacrosanti Diritti dei cittadini. Si tagli dove si deve veramente tagliare (a partire per esempio dagli stipendi dei manager pubblici) e si lascino intatti i Diritti Fondamentali dei cittadini Italiani.

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