Secondo Protocollo

Sud Sudan: appello urgente alla comunità internazionale perché fermi Bashir

Da mesi la situazione in Sud Sudan è drammatica a causa delle tensioni lungo il confine tra Nord e Sud Sudan. Il rischio di una nuova guerra è sempre stato palese mentre centinaia di migliaia di persone sono costrette a vivere nei campi profughi a causa delle violenze dei militari e delle milizie al soldo del dittatore sudanese, Omar al-Bashir, ricercato dal Tribunale Penale Internazionale per crimini contro l’Umanità.

Da ieri, se è e possibile, la situazione è ulteriormente peggiorata, con l’attacco via terra e dal cielo dell’esercito sudanese ai campi petroliferi dello Stato di Unity, nel Sud Sudan. Due bombardamenti aerei ieri e almeno sei da questa mattina, stanno spingendo il Sud Sudan a reagire sia per proteggere i civili che gli interessi nazionali.

Il Presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, questa mattina ha dichiarato che il suo Paese non vuole la guerra ma che Khartoum sta spingendo il Sud Sudan ad una reazione armata.

E’ ora che la comunità internazionale faccia qualcosa di concreto contro il criminale di guerra Omar al-Bashir e che intervenga massicciamente a protezione del Sud Sudan cristiano dagli attacchi islamisti del Sudan. E’ ora che si accerti chi sono coloro che stanno dietro a Bashir e lo sostengono con armi e denaro. E’ ora che il mondo distolga lo sguardo dalle strumentali crisi arabe e lo volga verso dove veramente c’è bisogno.

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